286 – L’immagine d’oro nella piana di Dura

Come al solito la popolazione mondiale si presta ad essere controllata e dominata. Balla alle canzoni che suonano i capi. Il virus è stata tutta una messa in scena, ma moltissimi ci hanno creduto e nessuno si ribella. Lo scopo, neanche troppo segreto, è quello di vaccinare tutti ed acquisire il controllo totale sulle masse, sulle menti e sulle volontà di ognuno che respira. Alla fine molti si vaccineranno senza esserne convinti. Questo è il senso della profezia relativa al marchio 666 dell’Apocalisse:

 “E (la bestia che controlla il mondo) costringe tutti, piccoli e grandi, e ricchi e poveri, e liberi e schiavi, affinché si dia a questi un marchio sulla mano destra o sulla fronte, e affinché nessuno possa comprare o vendere se non chi ha il marchio, il nome della bestia selvaggia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza: Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia selvaggia, poiché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei.” (Riv 13:17-18)

Έ necessario che tutti pensino le stesse cose, che vedano gli stessi programmi televisivi, che leggano gli stessi giornali, che mangino le stesse porcherie confezionate e prendano le stesse medicine. Il vaccino deve essere per tutti a cominciare dai più deboli e indifesi, i vecchi, i malati, i poveri, gli analfabeti o chi ha problemi e non è in grado di ragionare con la propria testa. Pochissimi anche tra i fortunati però saranno disposti a metterci la faccia o a rischiare la pelle. Sulla pianura di Dura, ai tempi di Nabucodonosor, accadeva la stessa cosa. Daniele scrive:

“Nabucodonosor il re fece un’immagine d’oro, la cui altezza era di sessanta cubiti [e] la cui larghezza era di sei cubiti. La eresse nella pianura di Dura nel distretto giurisdizionale di Babilonia.  E Nabucodonosor stesso come re mandò ad adunare i satrapi, i prefetti e i governatori, i consiglieri, i tesorieri, i giudici, i funzionari di polizia e tutti gli amministratori dei distretti giurisdizionali perché venissero all’inaugurazione dell’immagine che Nabucodonosor il re aveva eretto.

In quel tempo i satrapi, i prefetti e i governatori, i consiglieri, i tesorieri, i giudici, i funzionari di polizia e tutti gli amministratori dei distretti giurisdizionali si adunavano per l’inaugurazione dell’immagine che Nabucodonosor il re aveva eretto, e stavano di fronte all’immagine che Nabucodonosor aveva eretto.  E l’araldo gridava ad alta [voce]: “Vi si dice, o popoli, gruppi nazionali e lingue, che al tempo in cui udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, dell’arpa triangolare, dello strumento a corda, della zampogna e di ogni sorta di strumenti musicali, vi prostriate e adoriate l’immagine d’oro che Nabucodonosor il re ha eretto. E chiunque non si prostri e non adori sarà gettato nello stesso momento nella fornace di fuoco ardente”. A causa di ciò, (la paura, il timore) nello stesso tempo in cui tutti i popoli udivano il suono del corno, del flauto, della cetra, dell’arpa triangolare, dello strumento a corda e di ogni sorta di strumenti musicali, tutti i popoli, i gruppi nazionali e le lingue si prostravano [e] adoravano l’immagine d’oro che Nabucodonosor il re aveva eretto.” Daniele 3:1-7

 Nabucodonosor aveva fatto costruire una gigantesca immagine d’oro. Era alta 26,64 metri aveva un diametro o lato di 2,664 metri, di forma cilindrica o quadrata, un obelisco solare. Gli obelischi nell’antichità venivano costruiti con l’intento di invocare la protezione del dio sole. Il pyramidion era generalmente ricoperto d’oro in modo che i raggi solari vi si potessero riflettere, rendendolo brillante. Era l’immagine di Ra e rappresentava un raggio del sole. Gli obelischi erano anche simboli religiosi del potere in quanto raffiguravano il legame tra il re e la divinità, il solito connubio tra politica e religione. Una situazione simile viene descritta in Rivelazione quando lo scrittore evidenzia la creazione di un’immagine “vivente”, che parla e respira. Il lettore certo vorrà ricordare che questo re, Nabucodonosor, era vissuto da bestia per sette anni.

“E vidi un’altra bestia selvaggia ascendere dalla terra, e aveva due corna simili a [quelle di] un agnello, ma parlava come un dragone.  Ed essa esercita tutta l’autorità della prima bestia selvaggia davanti a quella. E fa sì che la terra e quelli che vi dimorano adorino la prima bestia selvaggia, la cui piaga mortale fu sanata.  E compie grandi segni, così da far perfino scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti al genere umano.

E svia quelli che dimorano sulla terra, a causa dei segni che le fu concesso di compiere davanti alla bestia selvaggia, mentre dice a quelli che dimorano sulla terra di fare un’immagine alla bestia selvaggia che ebbe la ferita della spada e rivisse.  E le fu concesso di dare respiro all’immagine della bestia selvaggia, affinché l’immagine della bestia selvaggia parlasse e facesse uccidere tutti quelli che non adorassero in alcun modo l’immagine della bestia selvaggia.” (Riv 13:11-18)

bestia selvaggia due corna

 Ritorniamo a Nabucodonosor. Egli fa radunare tutti i suoi funzionari nella pianura di Dura (duru in accadico significa circonferenza, mentre in ebraico Kadur significa palla). Il re convoca tutti i pezzi grossi della sua amministrazione, i più grandi burocrati e chiede un atto di omaggio, un riconoscimento speciale da parte di tutti. C’è musica di ogni sorta di strumento e l’atmosfera diventa molto solenne. Al suono del corno tutti, migliaia di persone lì radunate, si prostrano per un atto di culto collettivo. Eppure, in diverse occasioni perfino degli angeli avevano rifiutato un simile gesto. (Apocalisse 22:8-12) L’immagine che ne risulta è quella di un popolo completamente asservito.

Tutto l’establishment di allora, come quello di oggi, era soggetto a una propaganda spietata. Tutto era stato allora ed è preparato ora con estrema attenzione circa i comportamenti e le cose da dire. Non appena qualcuno si muove contro corrente viene stigmatizzato come un ribelle. C’è stato prima tutto un apparato volto ad influenzare il pensiero di tutti. I tre giovani che allora ebbero l’ardire di obiettare rifiutandosi di fare l’inchino con la faccia a terra vennero gettati nella fornace ardente. furono però miracolosamente salvati dal fuoco. Viceversa, i vari funzionari, gli amministratori, i capi ai vari livelli non erano e non sono altro che degli esecutori che prendono ordini dai loro superiori. Non avevano né hanno nessun controllo sul loro destino né su quello della nazione.

Oggi abbiamo intorno a noi una situazione simile. Mettiamo e togliamo la mascherina a comando, rispettiamo il distanziamento sociale, in molti ci asteniamo dal lavoro, chiudiamo i negozi e le attività, non celebriamo matrimoni e funerali etc. Quello che ci dicono è come se avesse un assoluto valore religioso, e bisogna ubbidire. Dobbiamo crederci senza che ci sia data la possibilità di capirci qualcosa. I social media vengono censurati e quello che viene trasmesso attraverso i mainstream media è molto fuorviante.

Pensiamo alla situazione attuale in cui ormai si procede alla vaccinazione di massa nelle case di riposo, anziani e operatori sanitari. Probabilmente diventerà sempre più difficile per un medico, un infermiere e presto anche per un insegnante, dire di no alla vaccinazione. Tuttavia, dobbiamo ricordare i tre giovani che non si inchinarono. Il loro esempio sarà uno sprone a non cedere a compromessi idolatrici. La nostra salvezza non viene da governanti o da scienziati, non viene dalla medicina né dal vaccino.

“Sadrac, Mesac e Abednego risposero, e dicevano al re: “O Nabucodonosor, a questo riguardo non abbiamo bisogno di risponderti parola. Se dev’essere, il nostro Dio che serviamo ci può liberare. Egli [ci] libererà dalla fornace di fuoco ardente e dalla tua mano, o re. Ma se no, ti sia noto, o re, che i tuoi dèi non sono quelli che noi serviamo, e certamente non adoreremo l’immagine d’oro che hai eretto”.

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