282 – Quando è incominciato il giorno del Signore?

Il tema del sabato resta, anche nelle lettere cristiane, un tema importante. In Ebrei al capitolo 4:9 si legge: “Rimane dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio.  Poiché chi è entrato nel riposo [di Dio] si è riposato lui pure dalle sue opere, come Dio si riposò dalle proprie. Facciamo perciò tutto il possibile per entrare in quel riposo, affinché nessuno cada nello stesso modello di disubbidienza.” 

Il riposo del sabato prefigura nelle scritture il millennio del Cristo, il giorno del Signore. Quando inizia questo giorno? La risposta a questa domanda va ricercata con attenzione perché è in questo medesimo giorno che si collocano le vicende di Apocalisse dove al capitolo 1:10 si legge: “Mediante ispirazione mi trovai nel giorno del Signore”, quindi il sabato.

Quando comincia il giorno del Signore? Dato che Pietro riconosce che per Geova un giorno sono mille anni, il settimo giorno corrisponde al settimo millennio che va a cominciare nell’ottobre del 1975, 6000 anni dopo la creazione di Adamo. (2Pietro3:8 così dichiara: “Comunque, non sfugga alla vostra attenzione questo solo fatto, diletti, che un giorno è presso Geova come mille anni e mille anni come un giorno.”)

Questo ragionamento ci porta a concludere che i fatti mostrati nelle visioni dell’Apocalisse vanno tutti riferiti al periodo post 1975 e non ad anni precedenti. Ed è sulla scorta di questi medesimi ragionamenti che molti tra i Testimoni di Geova si aspettavano in quell’anno, il 1975, avvenimenti decisivi che invece non si sono verificati. Alcuni allora cercarono di dare una qualche spiegazione per giustificare la delusione dicendo che il millennio sarebbe iniziato solo allo scadere dei 6000 anni dalla creazione di Eva. Tuttavia il ragionamento da farsi è tutto un altro.

Oggi è il giorno del Signore

      Paolo agli Ebrei scrive: “Per questa ragione, come dice lo spirito santo: “Oggi, se ascoltate la sua voce, non indurite i vostri cuori come nell’occasione in cui fu causata amara ira, come nel giorno della prova nel deserto, in cui i vostri antenati mi tentarono con una prova, eppure avevano visto le mie opere per quarant’anni. Per questa ragione mi disgustai di quella generazione e dissi: ‘Sempre si sviano nel loro cuore, ed essi stessi non hanno conosciuto le mie vie’. E giurai nella mia ira: ‘Non entreranno nel mio riposo ’”.

   Badate, fratelli, che non sorga in alcuno di voi un cuore malvagio privo di fede che si allontani dall’Iddio vivente; ma continuate ad esortarvi gli uni gli altri ogni giorno, finché può chiamarsi “Oggi”, affinché nessuno di voi sia indurito dal potere ingannatore del peccato.  Poiché noi diveniamo effettivamente partecipi del Cristo solo se manteniamo salda sino alla fine la fiducia che avemmo nel principio, mentre viene detto: “Oggi, se ascoltate la sua voce, non indurite i vostri cuori come nell’occasione in cui fu causata amara ira”.

   Poiché chi furono quelli che udirono eppure provocarono ad amara ira? In realtà, non furono tutti quelli che uscirono dall’Egitto sotto Mosè? Inoltre, di chi si disgustò [Dio] per quarant’anni? Non si disgustò di quelli che peccarono, i cui cadaveri caddero nel deserto? Ma a chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo se non a quelli che agirono disobbedientemente? Così vediamo che non poterono entrare a causa della mancanza di fede.”

Nella settimana, ovviamente, ci sono sette giorni: sei sono per la fatica ma il sabato è per il riposo.

Poi Paolo continua dicendo: “Perciò, siccome resta una promessa di entrare nel suo riposo, temiamo che talvolta qualcuno di voi sembri esserne privo. Poiché la buona notizia è stata dichiarata anche a noi, proprio come lo fu a loro; ma la parola udita non giovò loro, perché non erano uniti mediante la fede a quelli che udirono. Poiché noi che abbiamo esercitato fede entriamo nel riposo, come egli ha detto: “E giurai nella mia ira: ‘Non entreranno nel mio riposo ’”, benché le sue opere fossero finite dalla fondazione del mondo. Poiché in un luogo egli ha detto del settimo giorno come segue: “E Dio si riposò nel settimo giorno da tutte le sue opere”, e di nuovo in questo luogo: “Non entreranno nel mio riposo”.

Al capitolo 4 Paolo aggiunge: “Siccome, perciò, rimane che alcuni vi entrino, e quelli ai quali la buona notizia fu dapprima dichiarata non entrarono a causa della disubbidienza, egli di nuovo stabilisce un certo giorno dicendo dopo tanto tempo nel [salmo di] Davide: “Oggi”; come è stato detto sopra: “Oggi, se ascoltate la sua voce, non indurite i vostri cuori”.  Poiché se Giosuè li avesse condotti in un luogo di riposo, [Dio] non avrebbe parlato in seguito di un altro giorno.  Rimane dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio.  Poiché chi è entrato nel riposo [di Dio] si è riposato lui pure dalle sue opere, come Dio si riposò dalle proprie. Facciamo perciò tutto il possibile per entrare in quel riposo, affinché nessuno cada nello stesso modello di disubbidienza. 

Il Salmo citato è il 95:7-11 che legge: Oggi, se ascoltate la sua voce, non indurite il vostro cuore come a Meriba, come nel giorno di Massa nel deserto, quando i vostri antenati mi misero alla prova; mi esaminarono, videro pure la mia attività. Per quarant’anni provavo nausea verso [quella] generazione, E dicevo: “Sono un popolo ostinato di cuore, Ed essi stessi non hanno conosciuto le mie vie”; Circa i quali giurai nella mia ira: “Certamente non entreranno nel mio luogo di riposo”.

Paolo, facendo più volte riferimento alla parola “oggi”, a quale giorno si riferisce? A un tempo imprecisato? Sicuramente si riferisce a un periodo non sabatico, a un tempo che possiamo collocare in uno dei millenni precedenti il 1975.

Arrivati al 1975, tutti “quelli ai quali la buona notizia era stata dapprima dichiarata non poterono entrare a causa della disubbidienza”. Qui la parola “dapprima” andrebbe precisata meglio. Prima di cosa, di quando? Rispondo dicendo: prima del 1975. Perciò esaminiamo meglio cosa dice Paolo agli Ebrei:

“Poiché chi furono quelli che udirono eppure provocarono ad amara ira? In realtà, non furono tutti quelli che uscirono dall’Egitto sotto Mosè? Inoltre, di chi si disgustò [Dio] per quarant’anni? Non si disgustò di quelli che peccarono, i cui cadaveri caddero nel deserto? Ma a chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo se non a quelli che agirono disobbedientemente? Così vediamo che non poterono entrare a causa della mancanza di fede.”

Dunque, arrivati al 1975, il popolo di Dio non poté entrare nel nuovo mondo. Perché? A causa della mancanza di fede. “In che senso?” mi chiederete in tanti. Uno dei massimi esempi di mancanza di fede nelle varie denominazioni religiose che si definiscono cristiane fu sicuramente il fatto di non difendere la verità biblica relativa alla terra come superficie piatta, non globulare.

Fare questo avrebbe richiesto una buona dose di coraggio, come del resto richiede coraggio negare la teoria dell’evoluzione della specie darwiniana. Ma accettare la teoria che descrive la terra come un globo che ruota in uno spazio infinito è contrario alla testimonianza biblica. “Per questa ragione mi disgustai di quella generazione e dissi: ‘Non entreranno nel mio riposo ’ Ecco che nel 1975 scadevano i 6000 anni dalla creazione di Adamo ma incominciavano i 40 anni della cosiddetta peregrinazione nel deserto, che sono terminati nel 2015.

A quel punto sono iniziati i sette tempi di Rivelazione 11 che vanno a finire verso i primi di ottobre 2022. E poi? Armaghedon, con una fase relativamente breve di poche settimane. Poi i sette anni di Ezechiele 39:9 e poi il nuovo mondo. (Confronta su questo blog l’articolo 276 – Confermato: conosciamo mese e anno della fine)

3 pensieri riguardo “282 – Quando è incominciato il giorno del Signore?

  1. In Rivelazione 18:2 come vien detto che Babilonia DIVENTA luogo di dimora di demoni. Non può costituire l’impero della falsa religione,perché il verbo DIVENTA sta ad indicare che qualcosa precedentemente approvata diviene disapprovata da Geova.in realtà la Chiesa Cattolica e le sue sorellastre non sono diventate luogo di dimora di demoni,ma sono nate già tali.pertanto Babilonia la grande rappresenta l’organizzazione terrena di Geova che cade nell’apostasia.

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