281 – Sette anni più altri sette per Rachele.

In questi mesi abbiamo trattato a proposito di molte cose, e in particolare a proposito dei sette tempi, alla metà dei quali inizia il regno di Gesù in cielo, ma al termine dei quali si uniscono gli unti per il matrimonio dell’agnello (Rivelazione 19:9). Abbiamo discusso poi di un ulteriore periodo di sette anni che segue la distruzione di questo sistema. Si tratta di un periodo di attesa in cui il popolo di Dio si nutrirà materialmente e spiritualmente di ciò che rimane procedendo nella attività di purificazione dalle false idee derivanti dalla adorazione solare. Abbiamo perciò, a partire dall’ottobre 2015, un periodo di quattordici anni scandito in questo modo: 3 ½ + 3 ½ + 7.

Con gli ultimi articoli siamo arrivati a dire che, contrariamente a quanto si potrebbe credere, la donna di cui si parla in Rivelazione 12 è Babilonia. Si tratta quindi di una donna infedele, che si è prostituita con le nazioni, e che dà però alla luce un figlio che viene subito consegnato a Geova Dio, e questo figlio è la congregazione degli unti, che escono da Babilonia, si purificano, iniziando a governare insieme a Gesù alla fine dei primi sette anni.

La Bibbia tratta molte volte di questi avvenimenti in modo simbolico. Geova fece cioè in modo che avvenimenti storici notevoli si ripetessero con modalità simili per rappresentare cose più grandi e importanti. Un episodio che voglio analizzare da questo punto di vista è il matrimonio tra Giacobbe e Rachele.

Rachele viene ricordata come una donna fedele ed esemplare. Sebbene possedesse sicuramente diversi tratti positivi, essa simboleggia la donna di Rivelazione 12, vestita di sole, con la luna ai piedi e le stelle sul capo (che altri non rappresenterebbe che il popolo infedele di Dio, cioè Babilonia). Evidentemente la donna che partorisce, secondo la narrazione di Rivelazione 12, è Babilonia, la prostituta, regno della falsa religione, ma anche sposa di Dio, essendo stata per migliaia di anni ricettacolo per il suo popolo. Nel momento in cui partorisce da lei esce il rimanente degli unti, un piccolo rimanente di eletti che prende il governo della Terra assieme a Gesù.

Un passo biblico che ci deve far riflettere è il furto dei terafim da parte di Rachele che avviene quando Giacobbe con la famiglia decide di partire per riscuotere la sua ricompensa (Genesi 31:19). I terafim erano divinità famigliari e nella Bibbia se ne comprende l’utilizzo idolatrico contrario al volere di Geova (2Re 23:24). Rachele comunque attribuisce loro un valore, spirituale o materiale che sia, e li ruba per averli con sé.

Rachele, con Lea e le concubine di Giacobbe danno vita all’Israele carnale, formato dalle dodici tribù, le stesse dodici di cui è formato l’Israele spirituale e che sono elencate in Rivelazione capitolo 7. Naturalmente l’Israele spirituale non è più composto da ebrei letterali, ma semplicemente da progenie del genere umano, come li descrive Daniele capitolo 2 versetto 43. In quel capitolo Daniele paragona gli eletti ad argilla, cosa che rende fragile la base della statua, l’impero politico religioso che domina sul popolo di Dio. Quindi Rachele dà la nascita ad una parte dell’ Israele fisico. La donna di Rivelazione al rimanente dell’Israele spirituale.

In Geremia 31:15 leggiamo “In Rama si ode una voce, lamento e amaro pianto; Rachele piange i suoi figli…” Si fa riferimento in questi versetti alla strage degli innocenti avvenuta in occasione della nascita di Gesù, ma anche a quella avvenuta in Egitto quando nacque Mosè. Satana vorrebbe fare la stessa cosa con la nascita degli unti e rimane in agguato vicino alla donna che sta per partorire. Nel racconto di Rivelazione 12 quindi si vede un richiamo alla strage degli innocenti, e Rivelazione 14:13 lo conferma: “Scrivi: Felici i morti che da ora in poi muoiono unitamente al Signore. Sì, dice lo spirito, si riposino dalle loro fatiche, poiché le cose che fecero vanno direttamente con loro”. Con l’uscita da Babilonia, il che comporta una sorta di morte sociale, c’è anche la risurrezione o la nascita degli unti.

La strage degli innocenti

Si rivelano perciò interessanti i tempi legati al matrimonio tra Giacobbe e Rachele. Per sposare la bella Rachele, Giacobbe lavora per sette anni. Al termine di questo periodo Labano lo inganna e gli da in moglie Lea. Solo con la promessa di altri sette anni di lavoro egli riceve subito in moglie anche Rachele. Ci sono quindi sette anni, il matrimonio, e poi altri sette anni. Allo stesso modo, dopo l’uscita da Babilonia e la sua distruzione viene celebrato il matrimonio dell’agnello con gli unti, ormai in numero completo (Rivelazione 18:7). Solo successivamente arriva la distruzione della bestia selvaggia e del falso profeta da parte di Gesù e del suo esercito (Rivelazione 19:20).

Rimaniamo quindi in attesa degli avvenimenti che ci introdurranno nel nuovo mondo e che sappiamo essere dietro l’angolo.

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