276 – Confermato: conosciamo mese e anno della fine

Avendo scritto molto sul fatto che, dato il particolare periodo in cui oggi stiamo vivendo, cioè alla fine dei sette tempi, il vaccino potrebbe rappresentare il marchio di cui si ragiona in Rivelazione 13:18, adesso ci chiediamo come andranno a finire le cose, in modo da poter prendere le decisioni migliori ed essere pronti.

Nell’articolo “Armaghedon 2022” abbiamo considerato la scaletta degli avvenimenti che porteranno, nel 2022, all’intervento finale di Gesù e del suo esercito. Troveremo ulteriori conferme su quanto già detto? Possiamo provare ad analizzare l’ultimo capitolo del libro di Daniele. Qui si parla di due persone che chiedono a un uomo vestito di lino quando sarà “la fine delle cose meravigliose”.

“E io, Daniele, vidi, ed ecco, altri due stavano in piedi, uno su una sponda del fiume e l’altro sull’altra sponda del fiume. Quindi uno disse all’uomo vestito di lino, che era al di sopra delle acque del fiume: “Fra quanto sarà la fine delle cose meravigliose?”  E udivo l’uomo vestito di lino, che era al di sopra delle acque del fiume, mentre alzava la [mano] destra e la [mano] sinistra ai cieli e giurava per Colui che vive a tempo indefinito: “Sarà per un tempo fissato, tempi fissati e una metà. E appena si sarà finito di frantumare la potenza del popolo santo, tutte queste cose perverranno alla loro fine”.” (Daniele 12:5-7)

Questi due personaggi chi sono? Sembrerebbe plausibile pensare ai due testimoni di Rivelazione 11? Prova ne sarebbe il fatto che in questo passo di Daniele, come in Rivelazione 11, si fissa un tempo di calpestamento del popolo di Dio della durata di tre anni e mezzo. Ci si riferisce alla seconda parte dei sette tempi, i 42 mesi di cui si tratta in Rivelazione 11:2 e 12:14 ovvero ai 1260 giorni di Rivelazione 12:6. Si noti che anche secondo Rivelazione 13:5 viene data l’autorità alla bestia selvaggia di agire per 42 mesi, cioè per tre anni e mezzo.

I due personaggi, rivolgendosi all’uomo vestito di lino, fanno la stessa domanda che fecero gli apostoli riguardo al tempo in cui sarebbe giunta la fine del mondo.(Cfr Matteo 24:3) Chi sia l’uomo vestito di lino si comprende meglio dalla lettura di Riv 10:1-6 dove compare la descrizione di un angelo che con la mano destra ai cieli giura per l’Onnipotente.

 “E vidi scendere dal cielo un altro potente angelo, avvolto in una nube; sulla sua testa c’era un arcobaleno, il suo volto era come il sole, le sue gambe erano come colonne di fuoco,  e aveva in mano un piccolo rotolo aperto. Pose il piede destro sul mare e il sinistro sulla terra   e gridò con voce possente come il ruggito di un leone. E quando gridò, i sette tuoni fecero sentire la loro voce.  Quando i sette tuoni parlarono, io stavo per scrivere, ma poi sentii una voce dal cielo dire: “Tieni segrete le cose dette dai sette tuoni, e non scriverle”.  (Daniele 12:10 viene qui riecheggiato là dove si legge: “Va, Daniele, perché le parole sono rese segrete e sigillate sino al tempo della fine”.) L’angelo che avevo visto in piedi sul mare e sulla terra alzò la mano destra verso il cielo   e giurò su colui che vive per i secoli dei secoli, che ha creato il cielo e le cose che sono in esso, la terra e le cose che sono in essa e il mare e le cose che sono in esso: “L’attesa è finita…”

Gesù dunque, nelle vesti di un uomo vestito di lino, spiega ai due testimoni che dovranno passare tre anni e mezzo di frantumazione della potenza del popolo santo. Dopo di che tutte le cose perverranno alla loro fine. La frantumazione del popolo di Dio si conclude con la distruzione di Babilonia e la sconfitta di Gog di Magog. Questi due rappresentano un complesso di situazioni e circostanze presenti ovunque, anche all’interno del popolo di Dio. I due particolari contesti però pervengono alla loro fine completa quando vengono distrutti la bestia e il falso profeta. (Rivelazione 19:19-21). Quando avverranno questi eventi finali?

Possiamo capirlo dalla parte conclusiva del capitolo 12 di Daniele. “Ora in quanto a me, udii, ma non potei comprendere; così che dissi: “O mio signore, quale sarà la parte finale di queste cose?” Ed egli proseguì, dicendo: “Va, Daniele, perché le parole sono rese segrete e sigillate sino al tempo della fine. Molti si purificheranno e si imbiancheranno e saranno raffinati. E i malvagi di certo agiranno malvagiamente, e nessun malvagio comprenderà; ma quelli che hanno perspicacia comprenderanno. “E dal tempo in cui è stato soppresso il [sacrificio] continuo ed è stata posta la cosa disgustante che causa desolazione, ci saranno mille duecento novanta giorni. “Felice colui che rimane in attesa e che arriva a mille trecento trentacinque giorni! “E in quanto a te stesso, va verso la fine; e riposerai, ma sorgerai per la tua sorte alla fine dei giorni”.”

Lo stesso Daniele chiede quale sarà la parte finale di queste cose e con parte finale si deve intendere l’intervento finale, quello in cui Gesù agirà in modo diretto per distruggere la bestia e il falso profeta. In altre parole Armaghedon. Nel descrivere quando avvengono queste cose profetiche ci sono precise indicazioni sui tempi. Si dice cioè che a partire dalla fine del sacrificio continuo, avvenuto a metà della settimana, devono passare 1290 giorni.

Molti si saranno chiesti nei secoli cosa significassero questi 1290 giorni. Si saranno chiesti probabilmente come mai, in questo versetto, si parli di 1290 giorni e non, come ci si aspetterebbe, di 1260. Cosa sono questi 30 giorni aggiuntivi? Sono i giorni del matrimonio dell’Agnello, conseguente al completo radunamento degli unti in cielo. Giorni di preparativi e di festa.

Capiamo perciò che i 1290 giorni dalla fine del sacrificio continuo significano 30 giorni in più rispetto ai 1260 giorni di calpestamento di Gerusalemme. Se, quindi, la fine dei sette tempi avviene ad ottobre 2022, a novembre abbiamo l’intervento di Gesù e degli unti in formazione di battaglia. Quanto dura il combattimento? Felice chi rimane in attesa e che arriva a 1335 giorni, il che significa altri 45 giorni, cioè un mese e mezzo. La cosa ci porta quindi esattamente verso la fine del 2022.

Detto ciò, e visto che capiamo sempre di più come si delineeranno gli avvenimenti nei mesi a venire, sembra che le cose non andranno più per le lunghe. Rimangono due anni e poi saremo a buon punto. Potrebbe mai sembrarci impossibile resistere altri due anni, per quanto probabilmente difficili? Ricordiamoci che se stiamo fermi abbiamo Geova dalla nostra parte.

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