267 – Il sangue del Leviatano riempie il Nilo

Abbiamo visto che nella Bibbia ci sono corsi e ricorsi storici e profetici e i numeri spesso si ripetono uguali, profetizzando così i tempi che stiamo vivendo noi oggi.

Voglio analizzare con voi i capitoli da 29 a 32 di Ezechiele che parlano del giudizio sull’Egitto, la canna rotta su cui si era appoggiato il re Sedechia e che, spezzandosi, era entrato nella mano di Israele. Quanto sarebbe stato meglio che Israele si fosse affidato a Geova. Le analogie dell’Egitto con Babilonia sono evidenti a tutti noi. L’urlo dell’angelo che ci intima di uscire da Babilonia è lo stesso che sentirono gli Israeliti dalla bocca di Mosè. “Uscire dall’Egitto” significa per noi oggi esattamente la stessa cosa di “uscire da Babilonia”. La falsa religione Babilonese ha stretti legami con la religione Egizia, entrambe fondate sull’adorazione solare luciferina.

Leggere dunque del giudizio sull’Egitto significa leggere del giudizio su Babilonia che è stato programmato dall’inizio dei tempi per i sette anni che stiamo vivendo ormai dalla fine del 2015. Proviamo quindi a commentare brevemente questi capitoli di Ezechiele nei loro punti salienti.

Cominciamo con Ezechiele 29:3-5 “Parla, e devi dire: ‘Il Sovrano Signore Geova ha detto questo: “Eccomi contro di te, o Faraone, re d’Egitto, il grande mostro marino che giace steso in mezzo ai suoi canali del Nilo, che ha detto: ‘Il mio fiume Nilo mi appartiene, e io, io [l’]ho fatto per me’. E certamente metterò uncini alle tue mascelle e farò attaccare i pesci dei tuoi canali del Nilo alle tue scaglie. E certamente farò salire di mezzo ai tuoi canali del Nilo te e tutti i pesci dei tuoi canali del Nilo che si attaccano alle tue medesime scaglie. E certamente ti abbandonerò al deserto, te e tutti i pesci dei tuoi canali del Nilo. Cadrai sulla superficie del campo. Non sarai raccolto né radunato. Ti darò certamente in pasto alle bestie selvagge della terra e alle creature volatili dei cieli.”

Si vedono immediatamente le analogie (assolutamente non casuali) con quanto da noi analizzato negli ultimi mesi. L’Egitto viene paragonato ad un mostro marino che viene preso da un uncino e trascinato nel deserto. Lo stesso avvenimento è descritto nel salmo 74 versetti 13 e 14. Questi versetti descrivono quanto avvenne durante l’esodo, ma abbiamo detto che questo è un ricorso storico. Il salmo, parlando di Geova dice: “Tu, con la tua forza, agitasti il mare; spaccasti le teste dei mostri marini. Fracassasti le teste di Leviatàn; lo desti in pasto al popolo, agli abitanti dei deserti.”

Il mostro marino è il Leviatan, il serpente di cui si parla in Isaia 27:1 “Quel giorno Geova, con la sua dura, grande e forte spada, rivolgerà la sua attenzione a Leviatàn,* il serpente guizzante, a Leviatàn, il serpente sinuoso, e ucciderà il mostro che sta nel mare.” Il Leviatano è quindi il serpente, l’organizzazione creata da quella discendenza ancestrale che guida e governa il mondo dall’inizio dei tempi. L’organizzazione di satana ma anche Satana stesso come leggiamo in Rivelazione 12:9: “Così il gran dragone,+ l’antico serpente,+ colui che è chiamato Diavolo+ e Satana,+ che svia l’intera terra abitata,+ fu gettato giù; fu gettato sulla terra,+ e i suoi angeli con lui.”

Il salmo ci dice che il Leviatano con la testa fracassata viene lasciato in pasto agli abitanti dei deserti ed Ezechiele 29 ci dice che Geova lo prende con un uncino e viene trascinato e abbandonato nel deserto. Il versetto 12 del capitolo 29 di Ezechiele dice: “ E certamente farò del paese d’Egitto una distesa desolata in mezzo a paesi desolati; e le sue proprie città diverranno una distesa desolata in mezzo a città devastate per quarant’anni; e certamente spargerò gli egiziani fra le nazioni e li disperderò fra i paesi”.

Ci risiamo: 40 anni nel deserto. Gli stessi 40 anni che dovette passare Israele nel deserto dopo la distruzione dell’Egitto nelle acque del Mar Rosso. Sono la generazione che ha aspettato dal 1975, la fine dei 6000 anni dalla creazione di Adamo, al 2015, l’inizio dei sette tempi di calpestamento di Gerusalemme.

Anche in questo caso, in effetti, il popolo di Dio viene portato nel deserto. Infatti il popolo di Dio è dentro l’Egitto e ne esce solamente verso la fine dei sette tempi. Quindi se l’Egitto viene portato nel deserto, anche il popolo di Dio deve rimanere il tempo di una generazione nel deserto. Lo capiamo quando al versetto 4 si dice “farò attaccare i pesci dei tuoi canali alle tue scaglie…E certamente farò salire di mezzo ai tuoi canali del Nilo te e tutti i tuoi pesci dei tuoi canali del Nilo che si attaccano alle tue medesime scaglie.”

I pesci rappresentano i servitori di Dio. Sono i pesci che muoiono quando le acque del Nilo divengono sangue. Sono cioè coloro che vengono espulsi dalle congregazioni quando iniziano a capire che il giudizio divino sta cadendo sulla falsa religione che essi han sempre ritenuto vera. Già più volte abbiamo sostenuto che la morte della vegetazione, o degli animali, o dei pesci rappresenta l’espulsione dalla sinagoga, cioè la morte spirituale. Gesù stesso disse che chi vuole salvare la propria anima la perderà mentre chi perde la sua anima la salverà.

Al versetto 6 del capitolo 32 di Ezechiele si parla ancora del Leviatano e si dice: “E certamente farò bere al paese la tua materia purulenta, dal tuo sangue, sui monti; e di ciò che proviene da te si riempiranno gli stessi letti dei corsi d’acqua”. Ecco quindi che il sangue del leviatano riempie il Nilo e questo rappresenta, se ricordate, la prima piaga delle dieci piaghe d’Egitto. Le dieci piaghe possono essere lette come due gruppi di sette piaghe che possono essere lette nei due sensi. Ecco quindi che la prima piaga rappresenta in realtà l’ultima, cioè l’ultimo dei sette anni dei sette tempi, l’ultima tromba, cioè la distruzione della falsa religione: la religione Egiziano-Babilonese. Nel capitolo 7 di Esodo si narra della prima piaga d’Egitto. Il Nilo diventa sangue e i pesci muoiono. Con la prima piaga si rappresenta quindi la distruzione dell’Egitto e l’uscita del popolo dalla falsa religione. Incredibile vero?

Ma L’Egitto non è solo la falsa religione, ma è anche Gog di Magog, cui viene messo l’uncino in bocca e viene condotto verso l’attacco al popolo di Dio e alla uccisione dei pesci. Ma di questo vi parlerò nel prossimo articolo.

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