259 – I sepolcri si aprirono

Ormai l’ho ripetuto in tutte le salse il fatto che l’anno prossimo ci sarà il terremoto di Rivelazione 11, che corrisponde al secondo guaio o alla sesta tromba. Siamo infatti nel quinto anno dei sette tempi e l’anno prossimo, che parte da questo ottobre 2020, è l’anno dell’attacco di Gog di Magog.

A metà dei sette tempi i due testimoni vengono uccisi dalla bestia. Gli ultimi tre anni e mezzo sono un periodo in cui Gerusalemme viene abbandonata completamente alla bestia selvaggia. Dopo tre giorni e mezzo i due testimoni vengono resuscitati e avviene il terremoto in cui muoiono 7000 persone. Più volte abbiamo detto che la morte rappresenta la fuoriuscita dalla congregazione, è una morte quindi agli occhi di chi rimane all’interno e riceve il marchio della bestia.

L’uscita dalla congregazione significa uscire da Babilonia, e questo è necessario se si vuole essere salvati. Davvero quindi sarà difficile uscire da quella organizzazione che abbiamo sempre essere pensato essere la via per la salvezza.

E’ interessante vedere che ci sono mlteplici conferme a questo modo di interpretare le profezie bibliche relative al periodo che stiamo vivendo. Andiamo a leggere per esempio Matteo 27:51-53.

“51 Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, 52 i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. 53 E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti.”

Questo passo fa riferimento alla morte di Gesù. Daniele profetizza che la morte di Gesù avviene alla metà della settantesima settimana e corrisponde quindi in modo perfetto alla morte dei due profeti. Abbiamo spiegato in passato che la settantesima settimana corrisponde ai sette tempi, che sono sette anni letterali.

Dopo la morte dei due profeti in Rivelazione 11, uccisi dalla bestia selvaggia, avviene un terremoto e la stessa cosa avviene con la morte di Gesù. I corpi dei santi con il terremoto vengono espulsi dalle tombe e risuscitano. I due testimoni resuscitano dopo tre giorni e mezzo, come Gesù. Inoltre tutti coloro che con il terremoto escono da Babilonia muoiono ma risuscitano immediatamente agli occhi di Dio e ricevono il marchio di Dio sulla fronte. Ricevere questo marchio li preserva dalla distruzione come succedette con l’ultima piaga in Egitto, quando segnare gli stipiti con il sangue significava avere i primogeniti salvi.

Viene quindi confermato che i morti per il terremoto non sono morti perché giudicati da Dio ma sono invece morti agli occhi del sistema e che, essendo santi, ricevono da Dio l’approvazione per le loro azioni.

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