254 – Chi vuol salvare l’anima la perderà

Nonostante potrebbero farlo, i Testimoni di Geova continuano a non riunirsi e a non predicare così come avevano fatto fino a prima del corona virus. Anche le altre religioni subiscono delle limitazioni ma nessuna ha azzerato le proprie attività come hanno fatto i Testimoni di Geova. Morris del corpo direttivo ha rincarato la dose dicendo che le restrizioni potrebbero diventare anche più severe se dovesse essere ritenuto necessario. Questo, viene spiegato, perché i Testimoni di Geova danno particolare valore alla vita e non si vuole rischiare nulla.

In passato i Testimoni di Geova hanno rischiato la vita, e alcuni sono morti per poter difendere il proprio credo e per poterne parlare ad altri. Oggi invece le cose sono cambiate e la vita sembra essere la cosa più importante, la cosa più preziosa, che va preservata a tutti i costi.

L’argomento è importante perché significa capire come il potere politico si sia infiltrato nelle religioni e in particolare tra i Testimoni di Geova. Le parole di Morris per esempio ricalcano perfettamente il discorso di Conte che preannunciava il lockdown. Egli diceva che la salute viene prima di tutto. Peccato che lo diceva il primo ministro di uno stato che è tra i primi al mondo nella produzione di armi civili. Uno stato che ha il monopolio delle sigarette e che, negli anni passati, ha fatto tagli enormi alla sanità statale.

Allo stesso modo Morris rappresenta la propaggine politica che, infiltrata nella religione, comanda sul popolo di Dio. Quando egli dice che queste misure sono per la salute dei fratelli non pensa al male che produce nelle famiglie una disassociazione ingiusta. L’intera questione dell’ostracismo non ha basi bibliche. Egli non pensa ai morti in Malawi per il fatto che a loro non era consentito di avere la tessera del partito quando la stessa cosa era invece permessa ai fratelli messicani. Morris si esprime dunque come un politico che gestisce il governo di un popolo.

Ma la salute viene forse prima dell’adorazione che dobbiamo a Dio? Marco 8:34-38 dice: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda il suo palo di tortura* e mi segua di continuo.+ 35  Poiché chi vuol salvare la sua anima* la perderà; ma chi perde la sua anima per amor mio e della buona notizia la salverà.+36  Realmente, che giova a un uomo guadagnare tutto il mondo se perde l’anima sua?+ 37  Che darebbe, realmente, un uomo in cambio dell’anima sua?+ 38  Poiché chi si vergogna di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà+ di lui quando arriverà nella gloria del Padre suo con i santi angeli”.

L’anima è il corpo, e chi vuole salvare il proprio corpo lo perderà. Chi insomma mette la propria vita davanti all’adorazione che dobbiamo dare a Dio sta commettendo peccato. Attualmente sarebbe possibile fare di più di quello che si sta facendo. Ecco che il popolo di Dio è dunque in fallo.

Il versetto 37 chiede che darebbe un uomo in cambio dell’anima sua. Giobbe 2:4 riporta le parole del demonio che dice: “pelle per pelle e l’uomo darà tutto ciò che ha per la sua anima”. Satana dice dunque che l’uomo farà di tutto per salvarsi la pelle, fino a rinnegare Dio stesso. Ecco che in questi giorni siamo messi alla prova su questo argomento. Cosa risponderemo a Satana?

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