240 – Corona virus e interruzione del sacrificio continuo

Lettera aperta a tutti i Testimoni di Geova.

Se hai ricevuto questa lettera, vuol dire che sei nei miei pensieri. Leggila tutta perchè ne va della tua vita e della tua relazione con Geova. Presto dovrai fare una scelta e non sarà facile. Spero che questo scritto possa aiutarti.

Inizio con una domanda: non ti sembra strano che dopo il lockdown del corona virus tutto sia ripreso ma non la predicazione? Anche i cattolici hanno ripreso la celebrazione dell’eucarestia, nonostante sia in modo evidente una possibile via di contagio. Io son cresciuto con l’idea che solo Geova avrebbe potuto porre termine alla predicazione. Fratelli di generazioni intere hanno predicato in situazioni di bando, di opposizione, hanno messo a rischio la propria vita perché le istruzioni dicevano di farlo, e loro lo facevano, convinti che il comando fosse da Geova.

Stranamente oggi, che si potrebbe uscire e parlare almeno per strada alle persone, le istruzioni sono di non farlo assolutamente. Le persone ci sono, stanno dappertutto, che ci credano o no a questo virus, continuano ad andare a lavorare. a trovare i parenti, si danno la mano, si baciano e si abbracciano, e poi si mettono la mascherina, più che altro per forma alcuni, forse, per paura altri.

Per i Testimoni di Geova è diverso: tutto e fermo e manco più si incontrano per una cena. Morris del corpo direttivo rincara la dose dicendo che potrebbero aggiungere ulteriori restrizioni se necessario. Voglio quindi fare alcune considerazioni su questo blocco dell’adorazione dei Testimoni di Geova.

La predicazione e le adunanze sono un segno dell’adorazione che abbiamo sempre portato a Geova e contraddistinguono la nostra attività. Bloccare sia adunanze che predicazione vuol dire bloccare l’adorazione o il sacrificio dei fratelli. Le pseudo adunanze via Zoom e la predicazione per telefono? Sono solamente palliativi, finzioni che scimmiottano appena quanto si faceva prima del corona virus.

Ma se parliamo di interruzione del sacrificio continuo, avvenuta in modo manifesto con il corona virus, ti viene in mente qualche versetto della Bibbia? Sì, hai ragione, Daniele menziona più volte l’interruzione del sacrificio, mettendola in relazione con la venuta di Gesù. Potete leggere della cosa in Daniele 8:11-13, Daniele 11:31 e Daniele12:11.

Ma è in Daniele 9:27, dove si parla della profezia delle settanta settimane che si dice quando sarebbe avvenuta la fine del sacrificio continuo. Il versetto dice così: “Ed egli deve tenere in vigore il patto per molti per una settimana; e alla metà della settimana farà cessare sacrificio e offerta di dono. E sull’ala di cose disgustanti ci sarà colui che causa desolazione; e fino a uno sterminio, la medesima cosa decisa si verserà anche su colui che giace desolato”.

Come puoi vedere, nella profezia delle settanta settimane il sacrificio cessa a metà dell’ultima settimana. Se rileggi il capitolo 9 per intero vedrai che, nel calcolo che viene fatto, sembra che l’ultima settimana venga tenuta a parte, come se fosse a se stante, una settimana in più rispetto alle 69 settimane iniziali. Il versetto 27 parla infatti della metà della settimana, e non della metà dell’ultima settimana. Questi sette giorni hanno vita propria. Cosa significa? Ebbene il versetto stesso lo spiega mettendola in relazione con la cosa disgustante che causa desolazione.

Che cos’è la cosa disgustante? Ai tempi di Gesù era l’esercito di Roma che entrava nel tempio con le insegne solari. Roma rappresentava il re del nord, se vogliamo utilizzare una terminologia presa dal capitolo 11 di Daniele. Ma il termine più adatto per descrivere Roma è tramite una bestia e Daniele ha in effetti descritto i poteri mondiali tramite bestie selvagge. La cosa disgustante è quindi una bestia che agisce per una settimana , colui che tiene in vigore il patto per i molti e che a metà settimana interrompe il sacrificio.

Vedendola in questo modo: una bestia che prende il potere sul popolo di Dio e sulla sua adorazione, non ti viene in mente un periodo di sette tempi analogo? Esattamente, dobbiamo andare a considerare la profezia dei sette tempi di Daniele capitolo 4. Mettere in relazione l’ultima settimana delle settanta settimane con i sette tempi è fondamentale per capire le profezie bibliche e avere una corretta collocazione temporale degli avvenimenti.

I sette tempi in effetti sono un periodo in cui il potere su Gerusalemme viene preso dalla bestia che prende possesso di Nabucodonosor: sono i sette tempi del calpestamento di Gerusalemme da parte della cosa disgustante. Questa settimana poi deve essere divisa in due parti da 42 mesi l’una come si può capire anche leggendo il capitolo 11 di Rivelazione. Questi due periodi risultano dalla divisione che avviene con l’interruzione del sacrificio continuo che avviene a metà settimana.

Tu probabilmente vorresti dirmi: i sette tempi sono un periodo di 2520 anni che partono dal 607 a.E.V e finiscono nel 1914. In realtà non siamo autorizzati a fare un calcolo di questo genere perché la Bibbia non ce lo autorizza nel contesto. La regola un giorno per un anno si trova in Numeri 14 ed Ezechiele 4 e nulla ci autorizza a capire che la regola sia applicabile a tutti i calcoli temporali biblici.

 Probabilmente penserai che nel 1914 effettivamente Satana è stato cacciato dal cielo e prova ne è il fatto che nel 1914 è scoppiata la prima guerra mondiale. Ebbene, i 2520 anni scadrebbero ad ottobre del 1914. La prima guerra mondiale è iniziata a luglio del 1914 dopo che l’arciduca Francesco Ferdinando era stato ucciso il 28 giugno. Dunque il calcolo non torna.

Anche la data del 607 è del tutto opinabile. Solo i Testimoni di Geova infatti sostengono che la distruzione di Gerusalemme sia avvenuta in quell’anno: tutti i libri di storia scrivono che essa è stata distrutta nel 587°.E.V. cioè ben vent’anni dopo. La cosa può facilmente essere calcolata perfino utilizzando come unica fonte le pubblicazioni dei Testimoni di Geova. Partiamo nel calcolo dal 539.E.V. anno in cui Ciro il grande conquista Babilonia e andiamo a ritroso.

Le pubblicazioni della Watchtower e la datazione secolare su un punto concordano e mostrano senza ombra di dubbio  che Babilonia cadde nel 539 a.C. Di qui, perciò, possiamo partire tranquilli. Il re regnante in quell’anno era Nabonedo e Baldassarre suo figlio era coreggente. L’Ausiliario per capire la Bibbia nell’edizione inglese a p. 1195 dichiara: “Sulla base di testi cuneiformi si crede [che Nabonedo] abbia regnato per diciassette anni (556-539  a. E. V.)”

La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova, in un articolo intitolato “La gioia dei malvagi è di breve durata” (w65 15/6 pp. 377-380) scrive: “Evilmerodac regnò due anni e fu assassinato dal cognato Nergalsharùsur, che regnò quattro anni, tempo che dedicò soprattutto ad opere di costruzione. Gli succedette il figlio minorenne Labashi-Marduk, ragazzo malvagio che fu assassinato dopo nove mesi. Salì al trono Nabonedo, che era stato governatore di Babilonia ed era il genero preferito di Nabucodonosor, ed ebbe un regno molto glorioso fino alla caduta di Babilonia nel 539 a.C.”

Sempre a proposito di Labashi-Marduk Perspicacia, Volume 2, pagina 355, seconda colonna, primo paragrafo, scrive: “Nabonedo salì al trono dopo l’assassinio di Labashi-Marduck”.  Il libro edito in inglese nell’anno 1963 “Babylon the Great has fallen. God’s kingdom rules” (che potete trovare in pdf) a pagina 184 dell’edizione Inglese fa notare che Evil Merodach regnò due anni, Neriglissar regnò 4 anni, Labashi-Marduk nove mesi, e che Nabonedo regnò fino alla caduta di Babilonia, nel 539.

A Evil-Merodac, ucciso, pare, in seguito a una congiura, succedette il cognato Neriglissar (Nergal-shar-usur). Questo re viene menzionato in Perspicacia, Volume 2, p. 385, alla Voce Nergal-Sareser dove si legge: “A motivo della notevole somiglianza fra questo nome e quello rinvenuto in iscrizioni babilonesi (Nergal-shar-usur), alcuni studiosi pensano che questo principe fosse Neriglissar (forma grecizzata), ritenuto il successore di Evil-Merodac (Awil-Marduk). — Ancient Near Eastern Texts, a cura di J. B. Pritchard, 1974, p. 308.”

Nell’articolo La cronologia babilonese è fidata? La Torre di guardia  del 69 15/8  parla dei 43 anni di regno di Nabucodonosor e dei 4 anni di regno di Neriglissar. (p.505)

 “Nabucodonosor regnò per 43 anni” – Perspicacia, Volume 2, p.480

Infine, l’ultimo tassello  lo andiamo a cercare nelle Scritture: “Nel quinto mese, il settimo giorno del mese — cioè nel diciannovesimo anno di Nabucodònosor, re di Babilonia — Nebuzaradàn, capo della guardia, servitore del re di Babilonia, arrivò a Gerusalemme. Bruciò la casa di Geova, la casa del re e tutte le case di Gerusalemme; bruciò anche le case di tutti gli uomini preminenti. L’intero esercito dei caldei, che era con il capo della guardia, abbatté le mura che circondavano Gerusalemme.” 2 Re 25:8-10

Facciamo subito i conti:

Ciro conquista Babilonia nel 539 a.C.

Monarca                  Anni di regno

Nabonedo                   17 anni

Labashi-Marduk         1 anno

Neriglissar                    4 anni

Evil-Merodac               2 anni

Nabucodonosor        43 anni

Ottengo la data d’inizio del regno di Nabucodonosor facendo la somma degli anni di regno dei re che gli succedettero, come nell’elenco.  Vado indietro in senso cronologico.

539+17+1+4+2+43 = 606  Inizio del regno di Nabucodonosor

Sottraggo a questa data 19 anni in quanto, sulla base di 2Re 25:8-9, nel suo 19° anno Nabucodonosor venne a Gerusalemme.

Così facendo ottengo 606-19= 587 che è la data della cattura della capitale di Giuda.

Capiamo quindi che i sette tempi e l’ultima settimana delle settanta settimane sono la stessa cosa e si riferiscono ad un periodo letterale di sette anni in quanto non siamo autorizzati dal contesto ad applicare la regola un giorno per un anno. A metà della settimana avviene l’interruzione del sacrificio continuo. Abbiamo capito già molto, ma ora dobbiamo collocare nel tempo questa settimana in modo da capire cosa stia succedendo.

Luca 21:24 posiziona il calpestamento di Gerusalemme nel segno degli ultimi giorni e lo collega quindi alla parousia o presenza di Gesù. Capiamo dunque che i sette tempi non possono essere dal 607 al 1914, perché solo col 1914 comincerebbero, a detta della watchtower, gli ultimi giorni. Il calpestamento  o tempi fissati dalle nazioni, avverrebbero quindi prima o dopo del 1914? Capite che la forte incoerenza che nasce dall’analisi del capitolo 21 di Luca non lascia spazio ad interpretazioni: i sette tempi assolutamente non sono i 2520 anni che ci sono stati insegnati.

Ma quando inizia questa settimana? Una cosa giusta la watchtower l’ha detta. In effetti nel 1975 sono finiti i 6000 anni dalla creazione di Adamo. Il sospirato ingresso nel nuovo mondo però non è avvenuto. La famosa generazione menzionata in Matteo 24:34 sarebbe scaduta da un pezzo se si considerasse come punto di partenza il 1914 e, nonostante i tentativi di allungare i tempi con il famoso sdoppiamento della generazione, non si capisce bene come mai sia passato così tanto tempo. Ma se la generazione iniziasse nel 1975?

Dobbiamo allora molto semplicemente andare a vedere come la Bibbia stessa spieghi il concetto di generazione. Basta che tu faccia una veloce ricerca sulla Bibbia per trovare che l’empia generazione di Deuteronomio 1:35 che non è entrata nella terra promessa ha vagato nel deserto per 40 anni. Ecco quindi che semplicemente, quando si doveva entrare nel nuovo mondo nel 1975, non si è potuto, per vari motivi che non sto a spiegarti in questa lettera, ma dovevano passare i 40 anni della generazione di Matteo 24:34. L’analogia tra ingresso in Canaan e ingresso nel nuovo mondo del 1975 è perfetta.

Dall’ottobre 1975 dovevano quindi passare i 40 anni di Matteo 24:34 che portano all’ottobre del 2015, momento in cui devono iniziare allora i sette tempi che sono legati alla presenza, o parousia, del Cristo. Si tratta di sette anni di guerra contro il popolo di Dio. In Rivelazione 11 si parla di due testimoni che predicano vestiti di sacco (dunque attaccati e derisi dalla congregazione) e che dopo tre anni e mezzo, a metà settimana vengono uccisi. I successivi tre anni e mezzo la bestia agisce con pieno potere sul popolo di Dio ma la donna, sotto attacco, fugge nel deserto dove viene nutrita, cioè istruita per 42 mesi.

La metà della settimana porta alla primavera del 2019, momento in cui i due testimoni vengono uccisi. I due testimoni sono rappresentati da Mosè ed Elia, che testimoniano, nella trasfigurazione di Matteo 17, la venuta in gloria di Gesù. Allo stesso modo i due testimoni sono gli unici che si rendono conto della venuta di Gesù sulle nuvole. Ecco che sono necessari due testimoni, come richiesto dalla legge, per attestare legalmente l’avvenuta presa di potere.

Ma la metà della settimana, mi dirai, non coinciderebbe con il corona virus, che è venuto un anno dopo, nella primavera del 2020. Il fatto è che l’interruzione del sacrificio continuo, che avviene nel 2019, diviene manifesto per tutti solo con il primo guaio di Rivelazione capitolo 8. Rivelazione capitolo 8 infatti descrive questi sette tempi con lo squillo di sette trombe, una tromba per un anno. Le ultime tre trombe si riferiscono ai tre anni successivi alla metà della settimana, cioè al 2020, 2021 e 2022.

Le ultime tre trombe vengono anche descritte come guai, perchè sono portate da Satana stesso che viene cacciato nel 2019-2020 sulla Terra. Parlando dell’espulsione di Satana dal cielo infatti Rivelazione 12:12 dice:”Guai alla terra e al mare, perchè il diavolo è sceso a voi avendo grande ira, sapendo che ha un breve periodo di tempo.” Rivelazione 8:13 dice:”Guai, guai, guai a quelli che dimorano a quelli che dimorano sulla terra a causa del resto degli squilli di tromba dei tre angeli che stanno per suonare le loro trombe.” Inevitabile quindi legare i tre guai delle ultime tre trombe agli ultimi tre anni dei sette tempi che vedono la caduta di Satana sulla terra.

Andiamo quindi a vedere cos’è il primo guaio, che sarebbe da localizzare temporalmente nel 2020. Ne troviamo la descrizione in Rivelazione 9. Si tratta delle locuste con la coda di scorpione (virus vuol dire veleno) che tormentano per cinque mesi coloro che non hanno il marchio di Dio sulla fronte, facendo evidente riferimento all’uomo col calamaio di Ezechiele capitolo 9 che mette un segno sulla fronte di coloro che gemono per le ingiustizie. Da notare che l’uomo col calamaio si accompagna con sei uomini dotati di mazze per distruggere e punire l’Israele che si macchiava di idolatria solare nel tempio. Sei più uno fa di nuovo sette, a descrivere dunque un periodo di giudizio all’interno del popolo di Dio con l’estrazione e la salvezza di un rimanente.

Potrei dilungarmi spiegandoti che queste locuste sono collegabili alle locuste di Gioele. Mentre però in Rivelazione le locuste lasciano in pace il popolo di Dio, le locuste di Gioele agiscono contro il popolo di Dio. Si tratta delle stesse locuste, descritte però in fasi diverse: Gioele le descrive nella loro azione successiva, nel 2021. Queste locuste non sono altro che Gog di Magog, il re del nord e coincidono dunque con l’esercito dei romani che entrava con le insegne solari nel tempio.  Il buon Morris che vuole quindi continuare a bloccare l’adorazione, non è altro dunque che una manifestazione del re del nord o di Gog di Magog all’interno del popolo di dio.

Non c’è da stupirsene: in Ezechiele 38, dove si parla di Gog di Magog, si dice che questi sarebbe stato distrutto mediante spada con lotta fratricida (versetto 21) e la distruzione avverrà mediante la bestia bicorne di rivelazione 13. Gog rappresenta il re del nord, cioè Babilonia, da cui si dovrà uscire. La bestia bicorne rappresenta Ciro, re di media e persia. Anche questa bestia si manifesta all’interno del popolo di Dio. Ecco perché la lotta sarà fratricida.

Ti ho descritto quindi il popolo dei Testimoni di Geova come abbandonato a  poteri politici bestiali. L’organizzazione è una Babilonia da cui si deve uscire, ma quando? In rivelazione 11 si dice che dopo l’uccisione dei due testimoni passano tre giorni e mezzo e poi questi vengono risuscitati. Con la loro risurrezione avviene un terremoto in cui muoiono settemila persone. Il riferimento è ai settemila di Elia di cui si parla in 1 re 19:18 che non si erano inchinati di fronte a Baal.

Si fa riferimento quindi ad un rimanente che viene preso dal popolo di Dio e che muore, cioè viene cacciato, o magari esce volontariamente dalla congregazione dopo aver visto che questa è abbandonata. L’esortazione che ti faccio dunque è quella che puoi leggere in Rivelazione 18:4 “Uscite da essa, o popolo mio, se non volete partecipare con lei ai suoi peccati.”.

Spero di aver spiegato, per quanto era possibile in queste poche pagine, il fatto che il corona virus non è altro che l’ariete che Gog di Magog ha utilizzato per fermare con efficacia il sacrificio continuo. Il fatto di obbedire al comando di astenersi dalla pubblica adorazione non è altro che adorazione alla bestia selvaggia e Daniele si rifiutò di farlo anche quando era in pericolo la sua vita.

Ti pregherei di leggere bene questa lettera e di pregarci su. Se è nelle tue possibilità diffondila tra i fratelli, parlane con chi sai stia iniziando a capire qualcosa. Aiutami ad organizzare l’uscita del rimanente. Presto saremo un gruppo nutrito. Dovremo essere pronti ed organizzati. Puoi trovare altro materiale per approfondire le profezie sul mio blog “rifugiatidipella.com”.

Un caro saluto

Michele Vassallo

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