237 – Il buon samaritano

Ezechiele 34:17 dice: “E in quanto a voi mie pecore, il Signore Geova ha detto questo: “ecco io giudico fra pecora e pecora, fra montoni e capri” Al versetto 20 continua:”Eccomi, io stesso, e per certo giudicherò tra la pecora grassa e la pecora magra, per la ragione che col fianco e con la spalla spingevate e con le vostre corna allontanavate tutte le malate finché le avevate disperse di fuori.”

In questo capitolo Geova esprime la propria rabbia per i pastori che non hanno cura delle pecore malate e le cacciano fuori dal gregge. Tra le pecore ben pasciute in mezzo alla congregazione e quelle malate Geova porterà giudizio e favorirà quelle malate, cioè le pecore che, avendo peccato, si rendono maggiormente conto della necessità della redenzione da parte di Gesù. Le altre, insuperbite dalla loro immagine di correttezza in mezzo alla congregazione, riceveranno un giudizio negativo.

I passi che riportano questo modo di pensare da parte di Geova sono innumerevoli e contrastano con lo spirito farisaizzante dell’attuale congregazione. Giovanni 8:1-11 dove si racconta dell’adultera che non viene lapidata perché Gesù dice: “Chi non ha peccato scagli la prima pietra” è in perfetta armonia con lo spirito di Ezechiele. Ma  il racconto da fastidio ed è omesso quindi dal falso codice Sinaitico su cui si basano le traduzioni dei testimoni di Geova. Essi son così arrivati ad eliminare del tutto il passo in quanto la loro traduzione si base principalmente sui codici Vaticano e Sinaitico.

Ecco quindi che ci rende felici la profezia di Ezechiele che ci ricorda che il nostro pastore, il pastore delle pecore malate sarà Gesù. Anche Daniele capitolo 11, quando parla del grande inganno ordito dal re del sud o bestia bicorne che sorge dalla Terra descritta in rivelazione 13, parla degli scampati, coloro che non verranno ingannati. Vediamo la descrizione di Daniele nel capitolo 11: “Effettivamente entrerà anche nel paese dell’Adornamento, e saranno fatti inciampare molti paesi. Ma questi son quelli che scamperanno dalla sua mano: Edom e Moab e la parte principale dei figli di Ammon.”

Sappiamo bene che questi popoli erano invisi e disprezzati agli occhi dei giudei. eppure sarebbero stati proprio quelli che si sarebbero salvati, popoli stranieri dimenticati e disprezzati.

A questo proposito voglio richiamare anche la parabola del “buon samaritano”. Lo si trova in Luca 10:25-37: “«Un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?». 26 Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?». 27 Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso». 28 E Gesù: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». 29 Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». 30 Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31 Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte. 32 Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. 33 Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione. 34 Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. 35 Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. 36 Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». 37 Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ lo stesso».»”

Capite il significato? il giudeo viene lasciato morente, ma nella sua condizione d pecora malata, non viene aiutato dal sacerdote e dal levita, che eppure sono giudei, ma dal samaritano, che era anche lui parte di un popolo disprezzato dai giudei. Un giudeo normalmente non parlava con un samaritano, eppure in questa situazione il samaritano viene descritto come il prossimo del giudeo malato. Uno straniero quindi, come un moabita o un ammonita.

Ritornando alla parabola delle pecore e dei capri è evidente da matteo capitolo 25 che questa si adempie con la venuta di Gesù, cioè nel periodo che stiamo vivendo. Coloro che vengono salvati, le pecore, sono coloro che hanno utilizzato le loro risorse per queste pecore malate. Al versetto 35 si legge: “ poiché ebbi fame e mi deste qualche cosa da mangiare; ebbi sete e mi deste qualche cosa da bere. Fui estraneo e mi accoglieste in modo ospitale; nudo e mi vestiste . Mi ammalai e aveste cura di me…In quanto l’avete fatto a questi minimi fratelli, l’avete fatto a me. “

Ecco quindi che la parabola del buon samaritano si collega al momento del giudizio, con la separazione tra pecore e capri o, nel caso del samaritano, tra persone buone e persone cattive. La parabola sembra evidenziare il fatto che le persone cattive siano in realtà quelle ai vertici e più in vista nelle organizzazioni religiose.

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