235 – Le pecore, i capri e l’attacco feroce

La mascherina, la mascherina deve essere il marchio. Se non metti la mascherina non puoi entrare nei negozi, non puoi vendere né comprare. Ma no, è il vaccino. Oh se fosse il microchip? Sai che te lo installano misurandoti la temperatura al supermercato…

Quante ne abbiamo sentite in questo periodo, eppure nessuna di queste cose di per sé è il marchio della bestia selvaggia, seppure siano strumenti che la bestia ha a disposizione per il controllo attuale e futuro delle persone. Ritengo che né la moneta attuale né quella futura possano rappresentare il marchio. E’ infatti ovvio che, senza una moneta, non è possibile comprare nulla, ma questo è stato vero fin dagli albori dell’utilizzo della moneta come strumento mnemonico di scambio.

Il vaccino ce l’abbiamo tutti da quando siamo piccoli, perché uno in più dovrebbe fare la differenza? Ovvio, la differenza la farebbe sulla nostra salute e quindi davvero non mi vaccinerei. Ma che sia il marchio non mi sembra proprio. O il microchip? Ce l’abbiamo con noi già tutti i giorni nel nostro cellulare. Mi sembra evidente quindi che ci sia la necessità da parte di chi tira le fila della situazione di creare una grande confusione. Questo allo scopo di non capire che cosa ci sia davvero dietro al marchio.

Si tratta però di qualcosa legato all’adorazione dice Rivelazione 13. Qualcosa legato ai falsi cristi e ai segni della bestia. Qualcosa, insomma, legato alla nuova religione mondiale del nuovo ordine mondiale che vuole costruire un nuovo modo di adorare comune a tutte le persone del mondo.  Per arrivarci l’adorazione collettiva è stata bloccata e continua ad esserlo per molte religioni a causa di questo falso virus che in realtà continua a mietere vittime a causa di vaccini e radiazione 5g.

Il fatto che non si potrà più comprare né vendere è comunque legato all’adorazione. Al tempo degli ebrei infatti chi veniva cacciato dalla sinagoga non aveva più neanche la possibilità di essere partecipe delle attività economiche del paese. La stessa cosa accadeva pochi anni fa quando le attività di chiesa si mescolavano col mercato e con la piazza. Chi andava in chiesa spesso approfittava dei contatti sociali trovativi per fare del piccolo o grande commercio.

 Allo stesso modo, chi non vorrà essere partecipe della falsa adorazione solare imposta con la nuova religione, farà la scelta di uscire dalle organizzazioni religiose. O magari ne verrà cacciato, ricevendo quindi l’ostracismo che riceve chi è fuori dalle attività religiose ed economiche del sistema della bestia. Chi rimarrà dentro riceverà in modo definitivo il marchio della bestia, chi uscirà riceverà il marchio del Signore.

Si tratta, in fondo, della divisione tra pecore e capri. Sì, questa parabola vedrà il suo adempimento definitivo l’anno prossimo, con il terremoto che porterà all’uscita dalle organizzazioni religiose di migliaia di fedeli, disgustati dalla piega idolatra e farisaica che ha acquistato la loro religione.

Delle pecore e dei capri parla Matteo al capitolo 25, dopo aver parlato della parabola delle dieci vergini. Si parla quindi prima dell’aspettazione per la venuta del signore e poi si vedono le azioni del signore che, una volta venuto, sceglie le pecore perché son state disposte a seguire il loro Signore anche di fronte ad una scelta molto difficile.

Riporto i versetti da 31 a 46 del capitolo 25 di Matteo: “«”Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna»”

Spesso mi sono chiesto quando avrebbe trovato adempimento questo racconto, e ora l’ho capito: l’anno prossimo, con il secondo guaio. L’attacco di Gog sarà l’attacco delle capre contro le pecore indifese ma segnerà la divisione netta e l’assegnazione definitiva del marchio: quello buono o quello cattivo. Saranno finalmente definiti e giudicati i cattivi pastori di Israele che hanno maltrattato le pecore e che vengono ben descritti in Ezechiele 34. Questi pastori, quelli che per ora queste pecore considerano ancora come i loro pastori, presto arriveranno ad attaccare le pecorelle come lupi famelici. Sarà però come se toccassero le pupille di Geova. Ira furiosa alle porte.

E la parola di Geova continuò a essermi rivolta, dicendo: “Figlio dell’uomo, profetizza contro i pastori d’Israele. Profetizza, e devi dir loro, ai pastori: ‘Il Sovrano Signore Geova ha detto questo: “Guai ai pastori d’Israele,+ che pascono se stessi!+ Non dovrebbero i pastori pascere il gregge?+  Voi mangiate il grasso,+ e vi vestite della lana. Scannate+ l’animale grasso.+ Non pascete il gregge* stesso.  Non avete rafforzato le deboli,+ e non avete sanato la malata, e non avete fasciato la fiaccata, e non avete ricondotto la dispersa, e non avete cercato di trovare la smarrita,*+ ma le avete tenute sottoposte con asprezza, sì, con tirannia.+  E gradualmente si disperdevano perché non c’era pastore,+ così che divennero pasto per ogni bestia selvaggia del campo, e continuarono a disperdersi.

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