205 – La pestilenza sulla religione

Nel articolo “Le dieci piaghe d’Egitto“, abbiamo fatto un parallelo tra le 10 piaghe al periodo dei sette tempi legato alla fine e alla grande tribolazione. In particolare abbiamo notato come le piaghe siano suddivisibili in due parti: le prime tre piaghe che hanno colpito sia Ebrei che Egiziani e le successive sette che hanno colpito solo gli Egiziani. Questa suddivisione ci ha permesso di fare un parallelo tra le ultime tre piaghe e le ultime tre trombe o i tre guai, che abbiamo in parte fino ad ora analizzato.

In particolare l’ottava (quinta) piaga erano le locuste sia in Egitto che in Rivelazione, a mostrare quanto sia accurato questo parallelismo. Anche la nona (sesta) piaga data da tre giorni di buio corrisponde col sole che viene oscurato nel sesto sigillo e la decima piaga con l’uccisione dei primogeniti corrisponde al terzo guaio, la venuta di Gesù Cristo come narrata in Rivelazione capitolo 11.

Possiamo però dare anche un’altra lettura alle dieci piaghe, considerando non più le ultime sette ma le prime sette. Questo ci porterebbe a leggere le dieci piaghe come una sovrapposizione di due gruppi di sette. Ma vediamo perché sembra opportuno dare questa doppia lettura.

Le dieci piaghe in due gruppi sovrapposti di sette

I secondo gruppo nella tabella è quello che abbiamo già considerato. Quello con le locuste in quinta posizione, che corrisponde alle locuste della quinta tromba. Ma il primo gruppo è da tenere in considerazione quanto il secondo.

Parlando infatti dei due testimoni che predicano per i primi tre anni e mezzo, in Rivelazione 11:6 viene detto: “hanno autorità sulle acque di mutarle in sangue+ e di colpire la terra con ogni sorta di piaga quante volte desiderino.”

Loro possono, durante la loro predicazione, cambiare l’acqua in sangue, esattamente come avvenne in Egitto con la prima piaga. Ma io andrei alla quinta. Noi abbiamo collegato infatti i cinque mesi di locuste, la quinta piaga, con il lock-down del corona virus e all’assedio della bestia selvaggia che si manifestò a Gerusalemme con l’assedio di Cestio Gallo.

La quinta piaga del primo gruppo, guarda un po’ è la pestilenza. Si tratta di una piaga che colpì gli animali degli Egiziani, ma non gli uomini. Le locuste di Rivelazione in effetti non devono danneggiare la vegetazione, e il loro è un tormento, ma nessuno muore. Il tormento inoltre riguarda solo coloro che non hanno il marchio di Dio sulla fronte, esattamente come in Egitto, solo gli egiziani videro morire il loro bestiame.

Ma la sesta piaga del primo gruppo ancora è un tipo di pestilenza, solo che questa volta colpisce gli uomini: i foruncoli. Si tratta di pustole dolenti e infettate dai batteri, che possono causare anche la morte, come nel caso del re Ezechia che a causa di un foruncolo purulento stava per morire.

Ecco quindi che la pestilenza si trasforma e diventa qualcosa di dannoso per l’uomo. La stessa cosa avviene con i guai. La sesta tromba infatti annuncia un esercito di 200 milioni di cavalieri rilasciati dai quattro angeli sull’Eufrate. Questi cavalieri sono molto simili alle locuste e sembra quasi che semplicemente ne proseguano il lavoro. Si può leggere di questa cavalleria in Rivelazione 9:13-21.

Dalla bocca dei cavalli esce fumo, fuoco e zolfo che uccidono un terzo degli uomini. Quelli che rimangono invece continuano a bestemmiare Dio. Questo avviene sull’Eufrate perché si tratta di un attacco contro la falsa religione di Babilonia, che stava proprio sull’Eufrate. Equivale al terremoto di Rivelazione 11 dove i morti sono i fedeli. Questo mi fa pensare che, allo stesso modo, gli uccisi da questa cavalleria siano coloro che sono dalla parte di Dio. Chi rimane infatti continua a bestemmiarlo.

I foruncoli sono una punizione che Geova aveva annunciato anche contro il suo popolo se avesse disobbedito…ecco quindi che i foruncoli si ripresentano ora come pestilenza spirituale dovuta al giudizio divino. Deuteronomio 28:15,27,35.

In effetti il fatto che il corona virus non sia una pestilenza reale ma falsa e solamente propagandata come tale ci fa capire che la pestilenza che deve subire il popolo di Dio in questi sette anni di calpestamento è una pestilenza spirituale dovuta all’allontanamento da Dio stesso. L’effetto macroscopico di tale pestilenza si evidenzia ora con la cessazione di tutte le attività spirituali e di adorazione collettive.

La pestilenza quindi accompagna l’intero periodo di venuta del Cristo e non viene solamente dopo la sua venuta, con la seconda metà del periodo dei sette tempi. Se si fissa infatti la venuta del Cristo a metà dei sette tempi e cioè tra il quarto e il quinto anno, si può osservare che nel primo gruppo di piaghe la pestilenza viene dopo, ma nel secondo gruppo viene prima. Questo ad indicare che l’intera fase è di giudizio e di disciplina impartita mediante pestilenza.

Il fatto che la pestilenza venga prima e dopo della venuta del Cristo lo si può anche capire in Abacuc 3:5 dove leggiamo: “Davanti a lui avanza la peste, la febbre ardente segue i suoi passi.” Questo a conferma della nostra corretta suddivisione e lettura delle piaghe d’Egitto applicate ai tempi che viviamo.

Interessante il fatto che l’ultima piaga del primo gruppo è la grandine. La grandine compare anche nella settima tromba o nel terzo guaio, e definisce quindi la fine definitiva della falsa religione, dopo il periodo di febbre e pestilenza.

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