204 – La morte, il terremoto e la risurrezione

Nell’articolo precedente, parlando di Elia abbiamo introdotto il discorso del terremoto che avvenne quando egli si trovava nella grotta e che stava a significare l’intervento e la protezione di Geova. Un avvenimento dal significato analogo avvenne quando la tomba di Gesù venne trovata vuota: quella notte era avvenuto un terremoto quando un potente angelo aveva rotolato via la pietra della tomba.

Il terremoto è spesso legato alla risurrezione e, con questo articolo, voglio analizzare e considerare il terremoto che è predetto debba avvenire nel periodo dei sette tempi della tribolazione che stiamo vivendo. La figura di Elia è legata a questo periodo come abbiamo visto, in quanto egli rappresenta uno dei due testimoni. Elia porta avanti la propria opera di predicazione e profezia contro Baal il dio del sole e della fertilità. Infine, a causa della sua predicazione, viene minacciato di morte, deve fuggire, e viene ravvivato nella fede, cioè risuscitato spiritualmente nell’episodio della grotta, dove può vedere il potere di Geova in azione. Con la sua resurrezione dunque avviene il terremoto, come avviene un terremoto nel caso della resurrezione di Gesù. Si può leggere il racconto della grotta in 1 Re capitolo 19.

Una cosa del tutto analoga accade nel racconto dei due testimoni, e lo voglio analizzare perché ha relazione con il secondo guaio, cioè con la sesta tromba, quindi con il sesto e penultimo anno dei sette che stiamo vivendo.

In Rivelazione 11 si parla dei due testimoni, si racconta della loro predicazione e di come, dopo tre anni e mezzo di profetizzare vestiti di sacco, essi vengano uccisi dalla bestia selvaggia. I loro cadaveri vengono lasciati sulla via della gran città chiamata Sodoma ed Egitto, dove anche Gesù fu messo al palo.

Gesù fu ucciso a Gerusalemme, ma Israele era idolatra e continuava nelle sue pratiche solari, sebbene ben nascoste, che impedirono al popolo di riconoscere Gesù quale il salvatore. Allo stesso modo i due testimoni predicano all’interno della congregazione, alla congregazione. Dalla congregazione in mano alla bestia selvaggia i due testimoni vengono infine uccisi, cioè cacciati dalla sinagoga o congregazione.

Il collegamento tra uccisione e espulsione dalla sinagoga lo si può leggere in Giovanni 16:1-4 ““Vi ho detto queste cose affinché non inciampiate.+  Vi espelleranno dalla sinagoga.*+ Infatti, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà immaginerà di avere reso sacro servizio*a Dio.+  Ma faranno queste cose perché non hanno conosciuto né il Padre né me.+  Tuttavia, vi ho detto queste cose affinché, quando arriverà la loro ora, ricordiate che ve le ho dette.”. Noi oggi ce le ricordiamo, dato che queste cose sono avvenute.

In questi versetti è evidente: cacciare dalla sinagoga significa uccidere e i due testimoni sono cacciati con questo significato. E’ importante capire questo concetto perché la stessa cosa dovrà capitare a tutti coloro che vorranno essere salvati: verranno espulsi o disassociati dalle congregazioni per le loro scelte ideologiche dettate dalla coscienza in una situazione in cui la congregazione intera invece seguirà la bestia e riceverà il marchio della bestia.

Troviamo questa profezia poco dopo nel capitolo 11. Al versetto 9 dice che i loro cadaveri rimarranno per la pubblica via per tre giorni e mezzo. Questo periodo corto è descritto perché sia possibile cogliere l’analogia con la durata della sepoltura del Cristo. Ma al versetto 11 leggiamo: “11  E dopo i tre giorni e mezzo+ spirito di vita da Dio entrò in loro,+ ed essi si rizzarono in piedi, e grande timore cadde su quelli che li vedevano. 12  E udirono un’alta voce+ dal cielo dir loro: “Salite quassù”.+ E salirono al cielo nella nube, e i loro nemici li videro. 13  E in quell’ora ci fu un grande terremoto, e la decima+ parte della città cadde; e settemila persone* furono uccise dal* terremoto, e quelli che restavano si spaventarono e diedero gloria all’Iddio del cielo.+14  Il secondo guaio+ è passato. Ecco, il terzo guaio viene presto.”

Dopo tre giorni e mezzo quindi vengono risuscitati. Con la loro risurrezione, esattamente come accade per Gesù ed Elia avviene un terremoto e la decima parte della città cadde e settemila persone furono uccise dal terremoto.

Visto che tra le altre cose parliamo anche del profeta Elia, questi settemila che muoiono nel terremoto non ci sono del tutto sconosciuti. Ritorniamo infatti a 1Re 19. Elia vorrebbe morire perché pensa di essere il solo rimasto ad aver mantenuto intatta la propria fede in Geova. Dopo avergli dato una dimostrazione di forza per ravvivarlo Geova gli dice ancora quanto possiamo leggere al versetto 18: “E ho lasciato rimanere in Israele settemila, tutte le ginocchia che non si sono piegate a Baal, e ogni bocca che non lo ha baciato.” I 7000 sono quindi un numero esiguo che è rimasto fedele in mezzo all’idolatria solare. I 7000 che muoiono nel terremoto di rivelazione 11 sono in modo analogo coloro che rimangono fedeli a Geova in una situazione paragonabile ad un terremoto: uno sconvolgimento spirituale.

Muoiono in modo analogo alla morte dei due testimoni, vengono cioè cacciati dalla congregazione in seguito a questo sconvolgimento. Gli altri si spaventano, danno gloria all’Iddio dei cieli, ma evidentemente non prendono la giusta decisione di scendere dal carrozzone e salvare la pelle. E per salvarla bisogna morire…incredibile no? Anche in questo caso Gesù ci aveva dato una guida dicendoci quanto possiamo leggere in Matteo 16: 24 e 25 “24  Allora Gesù disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda il suo palo di tortura* e mi segua di continuo.+ 25  Poiché chi vuol salvare la sua anima* la perderà; ma chi perde la sua anima per causa mia la troverà..”.

Il passaggio è obbligato, così come fu obbligato il passaggio attraverso le acque del Mar Rosso per gli Israeliti all’uscita dall’Egitto. Sarà evidentemente un salto nel buio per queste persone, che preferiranno uscire dalla tranquillità della congregazione piuttosto di vedere calpestate le loro coscienze.

Il terremoto rappresenta il secondo guaio, che viene descritto in Rivelazione 11 ma in parte anche al capitolo 9. In questo capitolo si parla di un esercito di 200 milioni di cavalieri che sono guidati da 4 angeli legati presso l’Eufrate. L’Eufrate naturalmente è il fiume di Babilonia, cioè le acque che la proteggono e che, in seguito a questo cataclisma spirituale vengono prosciugate. La falsa religione si troverà davvero in cattive acque. In queste situazioni si prendono decisioni sbagliate. Queste decisioni porteranno ad uno sconquasso interno di proporzioni e ad uno scisma di coloro che non vogliono vedere la loro relazione con Dio calpestata.

Anche il sesto sigillo parla di un terremoto al capitolo 6 versetto 12, dove esso viene associato all’oscuramento del sole. Ci sarà quindi un’oscuramento della falsa religione che non sarà più in grado di trattenere al suo interno coloro che son davvero fedeli a Dio.

Non vedo l’ora di vedere queste cose. Ma c’è ancora tanto da capire e analizzare.

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