202 – I 4 cavalieri dell’Apocalisse

Nelle ultime settimane abbiamo condotto un’analisi del periodo che stiamo vivendo alla luce della profezia dei sette tempi di Daniele capitolo 4 che identificherebbe la fine dei tempi con un periodo di tribolazione crescente in un arco di tempo di sette anni.

Sono molti gli avvenimenti della storia biblica che hanno visto un periodo di tribolazione concludersi con la distruzione della falsa religione idolatrica e la liberazione di un rimanente fedele. Continuiamo quindi nella nostra analisi con l’intento di arrivare alla fine ad una più generale comprensione di questo periodo finale.

Un primo collegamento che abbiamo fatto in qualche articolo precedente è che i sette tempi corrispondono con le sette trombe del capitolo 8 e 9 di rivelazione. Questa visione delle sette trombe si trova in  una struttura narrativa più complessa che parte dal capitolo 6  e che sembra ricollegarsi a quanto avvenuto a Gerico quando Israele entra nella Terra promessa, di cui abbiamo già parlato in modo diffuso.

A Gerico Israele dovette fare un giro al giorno per sei giorni attorno alla città e sette giri il settimo giorno. C’è quindi una forte accelerazione degli avvenimenti l’ultimo giorno con il finale di distruzione che vede Israele vittorioso grazie all’intervento divino. Allo stesso modo le sette trombe si trovano in una costruzione di questo tipo. La visione inizia infatti nel capitolo 6 dove si parla dell’agnello che apre un rotolo con sette sigilli. I sigilli vengono aperti uno alla volta e, all’apertura del settimo sigillo suonano le sette trombe.

La struttura allegorica vuole quindi rappresentare un periodo di sette anni in cui gli avvenimenti si succedono aumentando di gravità verso il settimo anno.

Abbiamo già analizzato, almeno in parte, le sette trombe. Queste, sebbene vengano suonate all’apertura del settimo sigillo rappresentano comunque avvenimenti che si distribuiscono nel corso dei sette anni, ma rappresentano semplicemente una descrizione diversa, forse più grave e pesante dello stesso periodo di tempo. Per fare un’analogia potrei pensare alla divisione esistente tra le prime tre piaghe di Egitto e le successive. Le prime tre piaghe toccano anche gli Israeliti mentre le successive, più gravi, toccano solo gli Egiziani.

Allo stesso modo, gli avvenimenti che si succedono nel libro di Rivelazione sembrano sottolineare che il giudizio parte dal popolo di Geova, per aggravarsi successivamente via via con il giudizio contro il sistema apostata e allontanato da Dio.

Esaminiamo quindi ora i sette sigilli che sono i primi ad essere menzionati in queste narrazioni di periodi di sette tempi. Seguono poi, sempre nel libro di Apocalisse, le sette trombe e poi le sette piaghe o sette coppe di cui parleremo in un altro articolo.

I primi 4 sigilli vengono aperti nei primi versetti del capitolo 6 di Rivelazione e fanno riferimento ad un racconto piuttosto conosciuto: “i 4 cavalieri dell’apocalisse”. Il primo è un cavaliere con arco che esce per combattere e vincere. E ha una corona.

La descrizione del primo cavaliere è stata interpretata in modi diversi lungo la storia, alle volte in modo positivo è stato visto come Gesù mentre altre volte è stato interpretato come una figura negativa per accomunarla agli altri tre cavalieri. Il fatto però che si dica che egli esce per vincere e completare la sua vittoria mi fa pensare che davvero si tratti di Gesù che apre il periodo dei sette tempi e li considera come un periodo di guerra e di giudizio contro la falsa religione.

I tre cavalieri successivi rappresentano la guerra, la fame e la morte o pestilenza secondo alcune traduzioni, seguita dall’Ades, il luogo dei morti.

Sembrano davvero richiamare le piaghe d’Egitto, che portarono la fame per aver distrutto completamente il raccolto, la pestilenza e infine la morte. Fu una guerra di Dio contro la falsa religione solare Egiziana e gli Egiziani ne uscirono severamente sconfitti.

I 4 cavalieri sembrano essere richiamati anche nel libro di Zaccaria nel capitolo 1 e nel capitolo 6 e sembrano indicare anche in questo caso forze che muovono la storia. Nel libro di Zaccaria Geova indica il suo appoggio al popolo che tarda a ricostruire il Tempio. Salomone aveva costruito il suo tempio in sette anni, richiamando in modo simbolico l’atto creativo divino, ora invece c’erano delle difficoltà, Dio annuncia quindi tramite il profeta Zaccaria l’azione di Zorobabele per la ricostruzione.

I 4 cavalieri quindi devono essere visti come distruzione ma anche come ricostruzione annunciata da Dio del Tempio, cioè della verità della Terra come centro della creazione divina. Non a caso, nei primi 4 anni del periodo di sette tempi, periodo di azione dei 4 cavalieri, i due testimoni predicano contro il sistema eliocentrico.

I due testimoni in rivelazione 11:4 sono descritti come i due olivi e i due candelabri, come Zorobabele e Giosuè. Si legga per capire meglio il capitolo 4 di Zaccaria. I due testimoni vengono infatti accomunati a Mosè ed Elia apparsi durante la trasfigurazione di Gesù e quindi testimoni della sua venuta al governo, ma anche con Zorobabele e Giosuè incaricati della ricostruzione del tempio. Ripetiamo ancora che il tempio rappresenta il cosmo.

I 4 cavalieri dunque rappresentano il periodo tormentato di predicazione dei due testimoni. Rappresentano le lotte, la fame e la morte spirituale all’interno della falsa religione. Dio comunque effettua una divisione e addestra i due testimoni, li istruisce a proposito della verità sulla creazione. Queste verità serviranno poi ad istruire la donna negli ultimi 42 mesi di tribolazione.

Il quinto sigillo ci ricorda che i sette tempi sono divisi in due parti da tre anni e mezzo ciascuna. A metà i due testimoni che predicano per i primi tre anni e mezzo vengono uccisi dalla bestia. Così con l’apertura del quinto sigillo si dà voce ai santi uccisi. In Rivelazione 6:9-11 leggiamo: “ E quando aprì il quinto sigillo, vidi sotto l’altare+ le anime+ di quelli che erano stati scannati+ a causa della parola di Dio e* a causa dell’opera di testimonianza*+ che avevano.10  E gridarono ad alta voce, dicendo: “Fino a quando, Sovrano+ Signore* santo e verace,+ ti tratterrai dal giudicare+ e dal vendicare il nostro sangue+ su quelli che dimorano sulla terra?” 11  E a ciascuno di loro fu data una lunga veste bianca;+ e fu detto loro di riposarsi ancora un po’, finché fosse completo anche il numero dei loro compagni di schiavitù e dei loro fratelli che stavano per essere uccisi+ come lo erano stati anche loro.”

Una veste bianca viene data a coloro che passano la grande tribolazione, a evidenziare di nuovo che i sette sigilli rappresentano davvero questo periodo di sette tempi e che davvero i sette tempi rappresentano la grande tribolazione (Rivelazione 7:14). Sebbene questo concetto sia per noi oggi chiaro, non lo è per molti e di sicuro questo è un concetto sconosciuto alla maggior parte delle religioni.

I versetti riportati che parlano dei santi ci ricordano anche una profezia di Daniele che abbiamo già analizzato. In Daniele capitolo 8 si parla della rimozione del sacrificio continuo, che ormai sappiamo bene avvenire a metà settimana. In Daniele 8:13 e 14 si legge: “13 Poi udii un santo che parlava. E un altro santo chiese a quello che parlava: «Fino a quando durerà la visione del sacrificio quotidiano, dell’iniquità devastatrice, del luogo santo e dell’esercito abbandonati per essere calpestati?» 14 Egli mi rispose: “Fino a duemilatrecento sere e mattine; poi il santuario sarà purificato”.”

Dunque ci pare di nuovo coerente con l’intera Bibbia il fatto che poco dopo la metà della settimana, con il quinto sigillo, si parli della morte dei santi. Il sesto sigillo ancora ci riserva alcuni concetti interessanti: Si legge In Rivelazione 6: 12-17: “12  E vidi quando aprì il sesto sigillo, e ci fu un grande terremoto; e il sole divenne nero come un sacco+ di crine, e l’intera luna divenne come sangue,+ 13  e le stelle del cielo caddero sulla terra, come quando un fico scosso da un gran vento getta i suoi fichi immaturi. 14  E il cielo si ritirò come un rotolo che si avvolge,+ e ogni monte e [ogni] isola furono rimossi dai loro luoghi.+ 15  E i re della terra e gli [uomini] preminenti e i comandanti militari* e i ricchi e i forti e ogni schiavo e [ogni] persona libera si nascosero nelle spelonche e nei massi di roccia+ dei monti. 16  E continuano a dire ai monti e ai massi di roccia: “Cadeteci sopra+ e nascondeteci dalla faccia di Colui che siede sul trono+ e dall’ira dell’Agnello,+17  perché il gran giorno+ della loro ira+ è venuto, e chi può stare in piedi?””.

Quindi il sesto sigillo, il penultimo, vede inizialmente un terremoto, di cui parleremo in modo più diffuso in un articolo successivo, e il sole e la luna che diventano neri. La penultima piaga d’Egitto fu proprio i tre giorni di completa oscurità per gli Egiziani. Si sottolinea quindi anche in questo caso la caduta spirituale dell’idolatria solare che in qualche modo segna la fine delle false religioni.

Per qualche motivo, ancora da capire questo viene a significare un momento di terrore per i re e i comandanti militari che cercano protezione nascondendosi nelle spelonche dai tremendi sconvolgimenti che accadono durante il sesto anno. E’ evidente quindi che gli avvenimenti saranno una sorpresa anche per chi governa, e si succederanno senza che essi possano controllarli.

L’apertura del settimo sigillo rappresenta l’atto di distruzione finale e di chiusura con il primo cavaliere che prende il potere come si può capire dalla descrizione del terzo guaio in Rivelazione 11:15-19.

2 pensieri riguardo “202 – I 4 cavalieri dell’Apocalisse

  1. Quindi in base alla vostra cronologia tra 2 o 3 anni viene armaghedon visto che già sono passati 5 anni di tribolazione? Secondo me state solo creando confusione! Piace a voi….

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