194 – La fine della falsa religione mediante inondazione

Nell’ultimo articolo abbiamo visto che i 6000 anni di storia umana terminavano nel 1975. Da lì dobbiamo aggiungere un’ora di governo delle dieci corna della bestia selvaggia, cioè del potere politico delle nazioni come possiamo leggere in Rivelazione 17:12. Questi 40 anni sono la generazione di Matteo 24:34, quella che, ci racconta Gesù, avrebbe visto tutte le cose in relazione ai tempi della fine.. La generazione di 40 anni di Israele sarebbe morta nel deserto. La generazione di 40 anni attuale avrebbe invece visto i tempi della fine.

E’ evidente che le condizioni di vita nel deserto erano più dure di quelle attuali. Ma ad un certo punto arriva, per il popolo di Israele, il momento di entrare nella Terra promessa. La generazione infedele, macchiata da pratiche idolatriche solari egiziane e quindi infedele a Dio, è morta. I figli, con fede edificata da fulgidi esempi di fede quali Giosuè e Caleb, sono pronti a combattere per prendersi la Terra promessa da Dio.

Si tratta a questo punto di passare il Giordano in formazione di battaglia. Non era una questione di poco conto. Il fiume scorreva impetuoso a proteggere il paese di Canaan e la difficoltà di far passare un popolo intero dall’altra parte non era di poco conto. Il racconto dell’avvenimento si può leggere in Giosuè capitolo 3. Non sto parlando solo di un bel racconto. Sto invece riportando avvenimenti che hanno valore simbolico e profetico, per noi oggi, che abbiamo passato i nostri 40 anni nel deserto e ci apprestiamo a vedere la fine di questo sistema.

Il racconto dice: “14 Quando il popolo si mosse dalle sue tende per attraversare il Giordano, i sacerdoti che portavano l’arca dell’alleanza camminavano davanti al popolo. 15 Appena i portatori dell’arca furono arrivati al Giordano e i piedi dei sacerdoti che portavano l’arca si immersero al limite delle acque – il Giordano infatti durante tutti i giorni della mietitura è gonfio fin sopra tutte le sponde – 16 si fermarono le acque che fluivano dall’alto e stettero come un solo argine a grande distanza, in Adama, la città che è presso Zartan, mentre quelle che scorrevano verso il mare dell’Araba, il Mar Morto, se ne staccarono completamente e il popolo passò di fronte a Gerico. 17 I sacerdoti che portavano l’arca dell’alleanza del Signore si fermarono immobili all’asciutto in mezzo al Giordano, mentre tutto Israele passava all’asciutto, finché tutta la gente non ebbe finito di attraversare il Giordano.”

Questo ingresso richiede un segno del fatto che il popolo è stato purificato e separato dalla falsa adorazione. Dio richiede che il popolo venga circonciso. Se ne parla in Giosuè capitolo 5: “2 In quel tempo il Signore disse a Giosuè: «Fatti coltelli di selce e circoncidi di nuovo gli Israeliti». 3 Giosuè si fece coltelli di selce e circoncise gli Israeliti alla collina Aralot. 4 La ragione per cui Giosuè fece praticare la circoncisione è la seguente: tutto il popolo uscito dall’Egitto, i maschi, tutti gli uomini atti alla guerra, morirono nel deserto dopo l’uscita dall’Egitto; 5 mentre tutto quel popolo che ne era uscito era circonciso, tutto il popolo nato nel deserto, dopo l’uscita dall’Egitto, non era circonciso. 6 Quarant’anni infatti camminarono gli Israeliti nel deserto, finché fu estinta tutta la nazione, cioè gli uomini atti alla guerra usciti dall’Egitto, i quali non avevano ascoltato la voce del Signore e ai quali il Signore aveva giurato di non mostrare loro quella terra, dove scorre latte e miele, che il Signore aveva giurato ai padri di darci, 7 ma al loro posto fece sorgere i loro figli e questi circoncise Giosuè; non erano infatti circoncisi perché non era stata fatta la circoncisione durante il viaggio. 8 Quando si terminò di circoncidere tutta la nazione, rimasero al loro posto nell’accampamento finché furono guariti. 9 Allora il Signore disse a Giosuè: «Oggi ho allontanato da voi l’infamia d’Egitto». Quel luogo si chiamò Gàlgala fino ad oggi.”

Dunque Geova dichiara il popolo circonciso libero dall’infamia Egiziana, questo a dimostrare che i periodo di 40 anni nel deserto servirono come punizione verso un popolo che aveva dato prova di essere contaminato dalla adorazione idolatrica Egiziana. Allo stesso son serviti i 40 anni che dal 1975 ci han portato al 2015.

Nel 2015 iniziano le sette trombe, il periodo di sette tempi legato alla tribolazione, che corrisponde all’ingresso in Canaan del popolo di Israele. Un periodo difficile e tumultuoso che richiede sforzi, sacrifici e combattimenti. Le prime 4 trombe rappresentano la predicazione dei due testimoni contro il sistema eliocentrico e il conseguente ristabilimento della verità sulla Terra piatta. Innegabile è infatti la diffusione negli ultimi anni di verità legate alla forma della Terra, con evidente tentativo da parte dei governi di ridicolizzare questa idea.

L’arca del patto con la quale i sacerdoti entrano per primi nel Giordano è una rappresentazione simbolica di questi avvenimenti. I sacerdoti rappresentano i due testimoni. L’arca del patto rappresenta la Terra nella sua forma reale. Se si va infatti a vedere quali erano le dimensioni dell’arca in Esodo 25:10 si vedrà che le sue dimensioni erano di 2,5 cubiti *1,5*1,5 cubiti, cioè 1110mm x 666mm x 666mm essendo un cubito ebraico pari a 444mm.

Chi ci ha seguito negli anni sa che le dimensioni della Terra sono legate, in quanto multipli o sottomultipli, al numero 111 e al numero 666. Per ulteriori informazioni potete guardare i nostri video sul canale youtube “earthmeasured”. Anche il fatto che ci siano due cherubini sopra l’arca sono una rappresentazione che richiama la descrizione biblica della Terra. Multipli della dimensioni dell’Arca dell’alleanza sono usate nella costruzione del tabernacolo di Mosè e del tempio di Salomone. Il tempio ha valenza cosmologica come si può capire considerando per esempio Stonehenge o il tipico tempio massonico, con il sole, la luna, il cielo stellato e vari altri simboli richiamanti il cosmo.

La Terra dunque e la verità sulla sua forma, diventano conoscenza necessaria per poter prosciugare le acque che ci impediscono di entrare nella nuova Terra promessa. In 2 Pietro 3:13 si dice: “ Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia.”.

Il passaggio attraverso le acque per entrare in un nuovo sistema o il prosciugamento delle acque che stanno a protezione della falsa religione è un tema ricorrente e che va analizzato perché viene richiamato nella profezia dei sette tempi che stiamo considerando. Vediamo i vari casi.

Nel 2370 a.E.V dopo circa 1650 anni di storia umana il mondo si è depravato ad un livello tale che Dio decide la sua completa distruzione mediante un Diluvio. In Genesi 6:13 Dio dice: “Allora Dio disse a Noè: «È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra. “. Sappiamo che l’adorazione solare ha radici antiche e con Caino avviene il primo sacrificio umano al sole. Con l’inondazione si porta alla fine quel sistema di cose.

Molti anni dopo, all’uscita dall’Egitto Dio guida il popolo verso il Mar Rosso invece che verso il Deserto in direzione di Israele. Sembrerebbe una scelta suicida, e infatti il popolo viene chiuso tra mare e esercito Egiziano. Un angelo di Dio, probabilmente Gesù, interviene e blocca l’esercito con una colonna di fuoco. Mosè stende il suo bastone e il Mar Rosso si apre. Il popolo attraversa il mare e, proprio all’ultimo momento l’esercito viene liberato per buttarsi all’inseguimento. Ma nel momento in cui l’ultimo Israelita ha messo il piede al sicuro, le acque si richiudono e gli Egiziani, compreso il Faraone vengono affogati. Il colpo per la falsa religione solare dell’Egitto è durissimo. (Esodo capitolo 14)

Dopo 40 anni di pellegrinaggio nel deserto finalmente si arriva al momento in cui si deve entrare nel paese di Canaan. Questa volta il fiume sembra proteggere le popolazioni pagane, ma viene prosciugato quando i sacerdoti mettono piede nell’acqua. La prima città che verrà attaccata dopo il passaggio del giordano sarà Gerico, di cui parleremo in modo approfondito nel prossimo articolo, perché Gerico è un’allegoria di Babilonia. (Giosuè, primi 6 capitoli)

Dopo diversi secoli, nel 539 a.E.V. il popolo di Israele si trova in esilio a Babilonia. Come era stato predetto da Isaia, Ciro il persiano arriva ed entra senza combattere nella città dopo aver prosciugato il fiume Eufrate.

Isaia 44:27 e 28: “27 Io dico all’oceano: Prosciugati!
Faccio inaridire i tuoi fiumi.
28 Io dico a Ciro: Mio pastore;
ed egli soddisferà tutti i miei desideri,
dicendo a Gerusalemme: Sarai riedificata;
e al tempio: Sarai riedificato dalle fondamenta».”

Ma poi interessante è anche il capitolo 45:1-8 :

“ Questo è ciò che Geova ha detto al suo unto,*+ a Ciro,* di cui ho preso la destra,+ per soggiogare davanti a lui le nazioni,+ affinché io sciolga anche i fianchi dei re; per aprire davanti a lui gli usci a due battenti, così che nemmeno le porte saranno chiuse:  “Davanti a te andrò io stesso+ e raddrizzerò le scabrosità del paese.+ Spezzerò le porte di rame, e taglierò le sbarre di ferro.+  E di sicuro ti darò i tesori+ nelle tenebre e i tesori nascosti nei nascondigli, affinché tu conosca che io sono Geova, Colui che [ti] chiama per nome,+ l’Iddio* d’Israele. Per amore del mio servitore Giacobbe e di Israele mio eletto,+ ti chiamavo perfino per nome; ti davo un nome d’onore, benché tu non mi conoscessi.+  Io sono Geova, e non c’è nessun altro.+ Eccetto me, non c’è nessun Dio.+ Io ti cingerò strettamente, benché tu non mi abbia conosciuto,  affinché conoscano, da dove si leva il sole e da dove tramonta, che non c’è nessuno oltre a me.+ Io sono Geova, e non c’è nessun altro.+  Formando la luce+ e creando le tenebre,+ facendo la pace+ e creando la calamità,+ io, Geova, faccio tutte queste cose.+ “O cieli, fate gocciolare da sopra;+ e gli stessi cieli nuvolosi stillino giustizia.+ La terra si apra, e sia feconda di salvezza, e nel medesimo tempo faccia germogliare la stessa giustizia.+ Io stesso, Geova, l’ho creato”.+ Guai a chi ha conteso col suo Formatore,+ come un frammento di terracotta con gli altri frammenti di terracotta del suolo! Deve l’argilla+ dire al suo formatore: “Che fai?” e la tua opera [dire]: “Egli non ha mani”? 10  Guai a chi dice a un padre: “Che cosa generi?” e alla moglie:* “Per che cosa hai dolori di parto?”+

Nel versetto 27 del capitolo 44 dice chiaramente che le acque dell’abisso si sarebbero prosciugate. Al versetto 8 del capitolo 45 dice che la Terra si apre per dare salvezza. Ciro in effetti deviò l’Eufrate e la profezia si adempì.

Interessante il fatto che Babilonia viene descritta come una prostituta, quella che viene uccisa dalla Bestia alla fine dei sette tempi. In Rivelazione 17:5 viene descritta come la madre delle meretrici e delle cose disgustanti della Terra. Al versetto 1 la meretrice viene descritta seduta su molte acque, come lo era Babilonia, la città letterale, seduta sull’Eufrate. Al versetto 15 si dice: “Le acque che hai visto, dove la meretrice siede, significano popoli e folle e nazioni e lingue.” Questo appoggio verrà evidentemente prosciugato fino alla distruzione della falsa religione.

Ma si parla ancora di acque con profezie che si riferiscono anche ai nostri giorni. In Daniele capitolo 9 si parla della venuta del Messia e della profezia della 70 settimane di cui già abbiamo parlato. In riferimento all’ultima settimana si legge nel versetto 26:

“Dopo sessantadue settimane,
un consacrato sarà soppresso senza colpa in lui;
il popolo di un principe che verrà
distruggerà la città e il santuario;
la sua fine sarà un’inondazione e, fino alla fine,
guerra e desolazioni decretate.”

Si parla della fine del luogo santo come di una inondazione, avvenuta effettivamente con l’assedio prima di Cestio Gallo e poi la distruzione finale di Tito: una inondazione di soldati. Quindi la fine della falsa religione identificata con l’ebraismo farisaico di Gerusalemme sarebbe avvenuto tramite inondazione esattamente come avvenne per il Faraone e il suo esercito. I Cristiani erano stati avvertiti in tempo. Essendo fuggiti ai monti l’inondazione non li toccò.

Ma ormai sappiamo bene che l’ultima settimana si riferisce ai nostri tempi. Anche noi quindi potremo essere testimoni del prosciugamento delle acque di Babilonia e della successiva inondazione da parte degli eserciti nemici. Se saremo anche noi in salvo su alti monti spirituali potremo vedere gli avvenimenti da posizione sicura.

In Rivelazione 12:15 leggiamo: “15 Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d’acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. 16 Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca.”

Di nuovo Satana il diavolo cerca di affogare la donna, il popolo degli eletti di Dio, con il suo vomito, cioè con folle inferocite e sostenenti false idee religiose e idolatriche. Alla donna però vengono date ali di aquila e fugge nel deserto dove viene istruita come si può leggere al versetto 6. Di quale istruzione si tratta? La Terra viene in suo aiuto e inghiotte il fiume vomitato dal drago. La Terra e la sua forma, come simboleggiato dall’arca dell’alleanza sono ciò che ci permetterà di rifiutare nuove idee idolatriche di natura solare che verranno proposte in sostituzione della vecchia e distrutta Babilonia.

Infine, come Noè uscì dal suo vecchio sistema con un diluvio, passando attraverso le acque, allo stesso modo anche noi, verremo trasferiti attraverso le acque nella nuova Terra preparataci da Dio.

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