Il nuovo mondo che ci sta di fronte

Articolo N. 185

Ci sono fatti irreparabili che in un attimo cambiano la nostra vita. Da una sera a una mattina ci siamo trovati nel bel mezzo di un colpo di stato legittimato e accettato dalle masse nel nome della salute pubblica. Una dittatura eterea, invisibile, a lungo auspicata, desiderabile. Ci siamo svegliati in un mondo svilito, privato dei precedenti valori.

Mi riferisco a Mercoledì 11 Marzo, prima giornata in cui tutt’Italia è stata sotto la protezione del Grande Fratello e perciò in zona rossa. Io sono uscita in paese per un giro a piedi e ho potuto osservare di persona le conseguenze del Coronavirus sui rapporti tra gli individui. Tutti ti guardano come un marziano infetto, qualcuno di cui diffidare. Guai ad avvicinarsi troppo. Si allontanano con freddezza. Come se i normali rapporti umani fossero improvvisamente diventati pericolosi. Ciascuno cerca di proteggersi come può, come se intorno tutti gli altri fossero improvvisamente diventati persone da cui guardarsi, pericolosi avversari, gente sospetta.

Sono entrata in un supermercato ma ho dovuto aspettare all’esterno. Con mia sorpresa le porte erano chiuse. Un commesso veniva verso la porta automatica e faceva uscire un cliente mentre ne faceva poi entrare un altro.

Io sono abituata a relazionarmi con gli altri ogni volta che c’è qualcuno nei paraggi e ho provato a tastare il terreno. Ho subito notato che la gente accanto a me sembra contentissima dei provvedimenti che sono stati presi. Addirittura c’è chi si lamenta che non si sia fatto prima. Perchè si sa, queste cose non vanno prese sottogamba.

Una signora non giovane con mascherina si lamenta di essere debilitata da un’operazione ai polmoni subita negli ultimi tempi e dice di essere molto arrabbiata. Le do la precedenza per l’ingresso all’interno. Poi la seguo e attacco a parlare. La tengo d’occhio per cercare di capire di cosa si approvvigiona. Nel carrello solo tetrapak di vino, probabilmente scadente e diverse bottiglie di vino spumante. Un pacchetto di fette biscottate. Faccio le mie considerazioni private: ma come ti nutri in una situazione come questa, che già di per sè ti spaventa? Tu reagisci in questa maniera?

Adesso la paura fa 90. Persone che si battevano contro i vaccini, anche quelli antipolio ma che magari fumano trenta e passa sigarette al giorno, adesso sono tutti tremebondi di fronte a un raffreddore, una linea di febbre, possibile segnale del Coronavirus…Non viene facilmente in mente a tutti la correlazione che esiste tra stile di vita e salute. Certo, perchè avere uno stile di vita sano richiede ricerca, studio, volontà, perseveranza, l’esercizio di tutta una serie di virtù che proprio non si improvvisano, ma che costano l’impegno nel tempo.

Son entrata in banca. Stessa situazione. Si entra uno alla volta. Sembra di vivere in un teatrino dell’assurdo. La cassiera è visibilmente spaventata e quando mi accosto allo sportello mi fa cenno di stare lontana. Sembra preoccupata, innervosita. Mi dice di avere dei bambini a casa e di non voler portare loro qualche contagio, dato che tutti versano in uno stato di salute precaria. Provo a dire che ciò potrebbe essere la conseguenza dello stress o dello stile di vita che il sistema ci impone. No, dice, dei diversi cicli di chemio a cui si è sottoposta di recente…

 La gente circola con mascherine sulla bocca, ormai completamente soggiogata dai messaggi di propaganda usciti sugli schermi di casa nel corso di settimane. Sembra che non ci si renda conto della gravità del momento,voglio dire in senso lato. Si percepisce solo il terrorismo sanitario. Come se la situazione si riducesse solo a quello. Ma come? Mandano a picco tutto ciò per cui si è lottato per anni in nome di un’influenza fantasma. Nessuno reagisce benché sia implicata la nostra libertà di esseri umani e sociali. Al contrario si ringrazia e si porge l’altra guancia. Meno male che hanno bloccato tutto. Meglio stare in un mondo di zombi con la faccia nascosta dietro una mascherina. Se provi ad esprimere un minimo dissenso ti guardano come un eccentrico e un piantagrane.

 Come reagire? Bisogna capire il significato degli avvenimenti, che diventano sempre più critici. Il tempo stringe. Bisogna innanzitutto capire in che momento viviamo, che non viviamo più in tempi normali ma assolutamente eccezionali. Siamo arrivati al capolinea. La terra si sta disgregando, la società si sta disgregando e bisogna sensibilizzare e allineare la propria coscienza al pensiero di Dio, al suo proposito per la terra. E bisogna fare presto.

 Giobbe esprime bene la situazione di oggi: “Poiché ho avuto terrore di una cosa terribile, ed essa viene su di me; E ciò di cui ho avuto paura viene a me. Non sono stato libero da ansie, né sono stato indisturbato, Né sono stato a riposo, eppure viene l’agitazione”. Giobbe 3:25-26

Tuttavia, si può e si deve reagire, perchè passato il brutto viene il più bello:

“Ecco, faccio ogni cosa nuova”. E dice: “Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veraci”. E mi disse: “Sono avvenute! Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine. A chi ha sete darò della fonte dell’acqua della vita gratuitamente.” Rivelazione 21:5-6

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