Il Tesla – Hutchinson effect

Articolo N.175

Nelle nostre discussioni abbiamo parlato più volte di come l’etere sia responsabile della produzione della forza della gravità come anche dei campi elettrici e di quelli magnetici. Non siamo i primi ad aver fatto queste affermazioni e studiosi e ricercatori hanno trovato dei legami non negabili tra campi elettrici e campi magnetici, come anche la possibilità di manipolare l’etere ottenendo effetti antigravitazionali semplicemente utilizzando dei campi elettrici con energia molto elevata.

Molti ricercatori hanno ottenuto effetti simili mediante l’utilizzo di generatori elettrostatici e condensatori che consentono l’accumulo dell’energia prodotta. Una descrizione abbastanza approfondita di questi fenomeni viene fatta nel capitolo 17 del libro “Where did the towers go?” dove la dottoressa Judy Wood fa un’analisi delle tecnologie dell’etere che potrebbero essere state utilizzate nella polverizzazione delle torri gemelle l’11 settembre 2001.

Aether technology

Riporto una tabella di seguito tratta dal libro e che elenca alcuni degli sviluppi legati all’effetto Hutchinson che è uno dei fenomeni conseguenti alla manipolazione dell’etere. Hutchinson scoprì, nella sua ricerca di utilizzo delle onde scalari di Tesla, che poteva andare ad ottenere effetti strabilianti.

I fenomeni elencati sopra sono, in lingua italiana: gelificazione, curvatura dei raggi, lenta curvatura dei metalli, frantumazione di strutture metalliche, frattura di strutture metalliche, scrostatura, fusione di materiali dissimili, assottigliamento e rapido invecchiamento, sollevamento o spostamento, apparente tostatura di metalli, buchi circolari nella materia, riduzione della massa nella materia, buchi rotondi nel vetro, effetti di schiuma, fumo, sbriciolamento, mutazione di stato, fuochi fatui, fusione in assenza di calore, luminescenza del metallo in assenza di calore, abbondanti colpi in evoluzione nei campioni, propulsione lenta o impulsiva.

Questi fenomeni vengono ottenuti per interferenza di più campi elettrici e variando la frequenza dell’energia elettromagnetica in zone target. Si può fare un’analogia con le onde sonore, in quanto le onde luminose sono comunque onde meccaniche. Se si posizionano degli altoparlanti in modo ben studiato, si possono ottenere delle zone dove il suono è cancellato e altre zone dove invece sarebbe possibile frantumare il vetro. Questo è un tipo di interferenza costruttiva o distruttiva al cui interno le onde possono annullarsi o amplificarsi in intensità. Gli altoparlanti sono dei generatori di suono e, posizionandoli correttamente, si può ottenere la griglia voluta di onde sonore.

Hutchinson segue lo stesso principio ed è stato in grado, utilizzando generatori elettrostatici quali i Van der Graaf o bobine di Tesla, di creare delle griglie o dei pattern con dei campi elettrici in cui, in determinate zone, riesce a provocare degli effetti sul materiale e, in certi casi, anche la sua distruzione. Si può fare un’altra analogia pensando ai processi fotografici. L’immagine viene impressa su una emulsione fotografica. La luce che arriva sull’emulsione fa partire delle razioni chimiche che bruciano e imprimono l’immagine con maggiore o minore intensità a seconda della quantità di luce e solo su punti ben stabiliti.

Allo stesso modo Hutchinson stabilisce un campo elettrico generale che è la nostra emulsione fotografica. Questo campo prepara l’etere mettendolo in movimento. Un’altro campo elettrico che entra in sovrapposizione con il primo, stabilirà dove la reazione avrà luogo.

Provo a tradurre di seguito le parole di John Hutchinson nel descrivere il suo operato: “Uso differenti combinazioni di onde radio, con tensioni elevate e generatori elettrostatici. Uso quindi deboli campi magnetici per modificare il campo elettrico a volontà, affinchè si modifichi secondo una griglia prestabilita. Questa è una scoperta avvenuta in modo abbastanza accidentale e ho avuto grosse difficoltà a ripeterlo nei primi anni della mia ricerca. Neanche pensavo che fossero effetti così importanti, ma si vennero a sapere nella comunità scientifica. Venni così contattato sempre più spesso da un certo numero di ricercatori e scienziati che chiedevano di vedere e io mostravo loro le mie scoperte.” (The Ralph Winterrowd Show, 4 aprile 2010).

John Hutchinson

Hutchinson non fece nuove scoperte ma viene accreditato per aver recuperato molti effetti già descritti da Nikola Tesla, descritti quindi nel secolo precedente. Anche altri ricercatori di cui parleremo presto, fecero scoperte del tutto analoghe andando ad applicare campi elettrici in modo simile. Tra questi ricordiamo Thomas Towsend Brown, George Piggott, Francis Nipper, Martin Perl… Avremo occasione di parlare di alcuni di loro.

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