Come capire il termine OPERA in alcuni passi della Bibbia

Articolo N. 162

Parlando della disintegrazione finale di questo mondo fisico, Pietro scrive: “I cieli passeranno con rumore sibilante, ma gli elementi, essendo intensamente caldi, saranno dissolti, e la terra e le opere che sono in essa saranno scoperte”. Che cosa si intende qui con il termine “opere”? Le opere di chi? Per trovare questo significato particolare e specifico partiremo da lontano e ce ne andremo in Egitto.

Ad Alessandria, verso il 20 a.C., nacque un filosofo che con le sue idee lasciò un segno nella storia: si trattava di Filone di Alessandria o Filone il Giudeo. In seguito alla diaspora che seguì la distruzione di Gerusalemme nel 587,  l’Egitto brulicava di Giudei e migliaia d’essi vivevano ad Alessandria. Educato come greco e vissuto come ebreo, Filone conosceva le difficoltà insite nell’essere meticciati. Credeva che il giudaismo fosse la vera religione, ma cercava un modo, il più possibile indolore, per condurre i gentili a Dio. Voleva che il giudaismo risultasse loro accettabile. Fu quindi il fautore di un peniero sincretista, volto a fondere gli elementi elaborati da platonismo, aristotelismo, e stoicismo con quelli della tradizione biblica. Egli affermava che i filosofi greci avevano attinto ispirazione dalle Scritture, da Mosè a Salomone e ai profeti.

Come molti ebrei di Alessandria, Filone era figlio di una madre di lingua greca ma di stirpe sacerdotale sulla linea paterna. I suoi studi in ambito religioso si basavano sulla Settanta greca, fatta compilare su commissione dal regnante Tolomeo II, il Filadelfo (285-246), antenato di Cleopatra. Filone fu poi ambasciatore, nel 40 d.C., di fronte a Caligola, per chiedere la cessazione delle persecuzioni contro gli ebrei.

Per dimostrare l’esistenza di Dio, Filone utilizzò la classica metodologia. Dopo avere descritto la campagna, i fiumi, i pianeti e le stelle concluse dicendo: “Il mondo é la più magistrale e ingegnosa di tutte le opere come se fosse stato formato da un essere dotato della conoscenza più completa e perfetta. E’ così che ricaviamo un’idea dell’esistenza di Dio.”

Nel de Opiphicio  Mundi (in greco peri tes moseos kosmopoias) Filone prende in considerazione il creazionismo della Genesi secondo la tradizionale descrizione biblica ma collocandola in una prospettiva filosofica platonica. kosmopoia è termine composto da kosmos ( kosmeo = ordino e orno), che vale mondo, e poiia, che corrisponde a poiema e poiesis, che vale costruzione o fabbrica, (come pure poesia e poema). Con poiema, in Filone, siamo prima della storia, prima del tempo, prima dello spazio stesso, quando neppure esistono le cose e tanto meno l’uomo.

Si tratta di un’azione che comporta una sapiente regia di ideazione universale e cosmica che porta alla realizzazione di un piano creativo, condotto da un artista, un architetto. Ogni poiia, essendo poiema o poiesis, sottende un poietes che costruisce una fabbrica la cui funzione non solo è in relazione all’ergon (lavoro) del confezionare ma anche al materiale usato e soprattutto all’ideazione che precede l’azione del fare, che in kosmos ha valore di ornare e di ordinare secondo moduli prefissati e preordinati, o ideali.

Kosmopoiia perciò non è solo costruzione del mondo, nè fabbrica del mondo come opificio (secondo la traduzione latina del De Mundi Opificio) in quanto c’è qualcuno che fa opus (erga=lavoro), ma è creazione intesa come principio dei tempi (reshit) o come al principio dei tempi (bereshit) e di ogni cosa, prima del principio stesso nella fase primordiale, e prima ancora dei primordi stessi, quando esiste solo l’informe.

Esaminiamo di seguito il valore che il termine opera assume in alcuni passi esemplificativi della Bibbia. Nei Salmi si legge: “Grandi sono le opere di Geova; tutti quelli che le amano le studiano con cura. Egli ha reso memorabili le sue meravigliose opere.”  (Salmo 111:2,4) Oppure: “I cieli proclamano la gloria di Dio; il firmamento annuncia l’opera delle sue mani.” ( Salmo 19:1)

Il termine opera è ricorrente nei primi capitoli di Genesi dove si legge, per esempio, che dopo aver completato la creazione “Dio si riposava da tutta la sua opera che Egli aveva fatto allo scopo di farla.” Emerge qui lo stesso significato espresso nel libro dei Salmi. Capire il senso di questa parola OPERA è importante per definire il significato da attribuire al famoso passo della seconda lettera di Pietro, dove in 3:10 si legge: “Tuttavia il giorno di Geova verrà come un ladro, in cui i cieli passeranno con rumore sibilante, ma gli elementi, essendo intensamente caldi, saranno dissolti, e la terra e le opere che sono in essa saranno scoperte”. Che cosa si intende qui per opere? Non si applica alle opere degli uomini, ma alle opere creative. Significa che la verità riguardo alla vera forma della terra, che non è un globo come sostenuto dalla scienza ufficiale, verrà completamente a galla, perché non c’è nulla di segreto che non divenga manifesto. Gesù disse “Comunque, non c’è nulla di accuratamente occultato che non sarà rivelato, e niente di segreto che non si verrà a sapere. Perciò qualunque cosa diciate nelle tenebre sarà udito nella luce, e ciò che bisbigliate nelle stanze private sarà predicato dalle terrazze. ” (Luca 12:2-3) Il termine Opera dunque si applica alle opere della creazione, perché significa propriamente factum opus, opificium, da fecit, paravit.

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