Lo spazio vuoto oltre il firmamento

Articolo N. 152

La cupola della terra, che forma il nostro cielo di sopra, detto anche firmamento, è formata da due elementi principali, uno è lo statore, la parte interna, fissa, stazionaria, e l’altro il rotore, che perennemente gira intorno alla parte fissa. La struttura sotto i nostri piedi, che sostiene la Terra sotto di noi, ha la stessa costituzione, all’interno della quale si evidenziano un bacino immobile e un altro che lo avvolge, come un guscio che ruota insieme alla cupola.

La parte immobile dell’emisfero sotto di noi  è un contenitore fatto in materiale ferromagnetico. Questa parte rocciosa è immobile e deve essere compresa bene per capire poi l’intera architettura del duomo. Un’analisi più approfondita aiuterà inoltre a comprendere la natura della forza di gravità che agisce sulla Terra.

La superficie su cui viviamo è quindi come annidata in una serie di conchiglie sferiche concentriche paragonabili a una serie di membrane o rivestimenti protettivi e funzionali. Sono ferme nella loro parte interna, ma le parti esterne sono mobili e ruotano. Possiamo facilmente percepire il movimento degli strati esterni guardando le stelle che girano ogni notte attorno al Polo Nord. Gli strati interni, fissi, sono completamente sospesi nello spazio vuoto. Questo fenomeno non può che suscitare la nostra meraviglia. Quindi vogliamo capire come ciò sia reso possibile.

Come sarà possibile, infatti, per una massa così enormemente pesante, rimanere sospesa nel vuoto, all’interno di un guscio mobile esterno? Cos’è questo spazio che sta lì a dividere e mantenere separati i due anelli principali di contenimento della Terra? Di che mai sarà fatto?

Dovrebbe essere evidente che questo è uno spazio totalmente vuoto. Né aria né acqua potrebbero esservi contenute perché queste sono sostanze che verrebbero a creare un tale attrito da mettere tutto a repentaglio, portando in rotazione anche la parte interna, centrale della Terra.

Questo spazio interstizio dovrebbe quindi essere “vuoto”, cioè riempito solo con un super fluido assolutamente inadatto alla formazione di un qualsiasi, seppur minimo, attrito interno, cioè l’etere. Ma come può l’etere mantenere la Terra perpetuamente fluttuante in questo spazio ad anello, relativamente ristretto?

Più avanti evidenzieremo le condizioni che portano alla formazione di un vortice eterico. Esso segue nella rotazione la cupola, e saremo in grado di renderci conto che questo genera una distribuzione non uniforme di eteroni nello spazio. Significa che un vento verticale di etere è ciò che causa la forza di gravità. Questa apparentemente anomala distribuzione dell’etere è dovuta alla forma sferica del Duomo, costituito dai due emisferi, uno di sopra e uno di sotto. Il vortice è di forma sferica e, a motivo di questa conformazione particolare, abbiamo un vento che si abbassa verticalmente. Tratteremo in modo più completo e adeguato questo argomento in post successivi.

Allo stesso modo, quando consideriamo la parte inferiore della sfera, abbiamo un’altra cupola, ma invertita a scodella. Questo genera, in questo emisfero, un altro vento verticale, ma opposto, diretto verso l’alto. Esistono quindi due venti verticali, uno opposto all’altro, che mantengono  la Terra nella sua posizione di galleggiamento all’interno della sfera rotante.

Ciò significa, inoltre, che la parte inferiore, esterna allo statore fermo, è fatta di un materiale semi conduttivo simile a quello della corrispondente parte superiore nella cupola celeste. Ciò è necessario per creare quella corrente parassita che va a mettere in moto l’etere, creando un vortice nella parte sottostante della sfera di contenimento.

Cosa succederebbe se l’elemento conduttivo del rotore si consumasse, come abbiamo affermato e mostrato, ormai più volte, anche indicandone i motivi, evidenziando le molteplici prove? La spinta “gravitazionale” data dall’etere cesserebbe di esistere. Immaginate il disastro che ne verrebbe fuori. Davvero si innescherebbero fenomeni apocalittici. Si assisterebbe al crollo del firmamento, a imprevedibili fenomeni di combustione, successivi alla totale perturbazione del campo magnetico. Il sole la luna e tutti i pianeti uscirebbero dalle loro orbite fisse, creando una drammatica, totale distruzione…

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