Il Codice Vaticano da chi fu scritto?

Articolo N. 149

Il Vaticano è considerato il gemello del Sinaitico. Angelo Mai pubblicò questo codice, anche noto come codice B, nel 1857, due anni prima del rinvenimento completato del Sinaitico. Nel 1843 Tischendorf era stato in Vaticano e aveva potuto visionare il codice B, che fino ad allora non era mai stato pubblicato. Le origini di questo manoscritto sono perlomeno misteriose, e nulla di più preciso riguardo ad esso è mai stato rivelato.

Philip Shaff, uno studioso che scrisse l’introduzione  a una edizione del Nuovo Testamento di Westcott & Hort, pubblicato nel 1882, scrisse riguardo al Sinaitico: “Esso conferma il Codice Vaticano in alcuni dei passi più caratteristici”. Poi elenca Giovanni 1:18; Atti 20:28; 1Tim 3:16; Matteo 6:13; Marco 16:9-20.

Tischendorf affermava che la stessa mano che aveva scritto parti del Sinaitico aveva anche scritto parti del Vaticano. Ed egli veniva generalmente creduto. Tutto questo era accettato sulla base della sua semplice parola. Senza aver mai visto i due codici messi vicini, voglio dire fisicamente a confronto, la maggioranza era disposto a credergli. Quindi, se ciò che Tischendorf affermava era la pura verità, allora i due codici devono venire dalla stessa fonte, stesso periodo, stesso luogo e dunque essere ugualmente antichi.

Perciò accettare le dichiarazioni di Tischendorf significava assegnare ai due codici una comune origine. Così il Dottor Hort, coautore con Westcott di un famoso Nuovo Testamento in greco originale, diceva di essere incline a credere che entrambi i manoscritti erano stati scritti in Occidente, probabilmente a Roma. Westcott e Hort tuttavia non avevano mai visto personalmente gli originali, nè quello del Vaticano nè quello del Sinaitico, ma solo semplici trascrizioni. In ogni caso si fidavano completamente delle parole di Tischendorf.

Tuttavia costui nel 1859, quando faceva quelle forti asserzioni circa la comune mano che doveva aver  scritto parte di entrambi i codici, non vedeva il Vaticano dal 1843, cioè da 16 anni. Come faceva a dire che era la stessa mano, cioè la stessa scrittura? Come faceva a ricordare così bene e così precisamente? A meno che disponesse di informazioni tutte sue, che fosse a conoscenza dell’arcano.

 Il problema di fondo è che, circa l’identità degli scribi che scrissero il codice Sinaitico, vi fu fin dall’inizio, cioè dagli anni 60 dell’Ottocento, una lunga diatriba. In primis ciò avvenne perchè Konstantin Simonides dichiarava di avere egli stesso, con suo zio Benedict e un altro monaco del monte Athos, provveduto alla stesura di quel manoscritto. Allora chi mise mano alla stesura del Vaticano se si trattava dello stesso scriba che aveva scritto parti del Sinaitico? Fu tutto un progetto portato a termine secondo un’intesa stabilita a priori? Secondo un piano determinato a tavolino da un pool di falsificatori?

Simonide dichiarava di avere messo alcuni segni particolari su certe pagine del codice. Diede anche una lista  dei punti dove si trovavano le sue iniziali e altri monogrammi. Ad un controllo, tutte le pagine indicate da Simonides presentavano delle imperfezioni sulle parti dove quei segni erano stati apposti.

Quando il Cardinale Mai annunciò di voler pubblicare un’edizione del Codice Vaticano si rivolse al signor Asher, un editore di Berlino che tuttavia declinò l’offerta. Egli riteneva che nella copia in possesso del Cardinale  il numero delle correzioni apportate nel tempo fosse così grande da minare la credibilità dell’intera opera. A prestare attenzione alla  prefazione del Vercellone riguardo alle strane modalità con cui il lavoro di  edizione di quel manoscritto biblico fu portato a termine, alla mancanza di accuratezza e alle dubbie misure prese per correggere e ritoccare la grafia di antiche lettere ormai del tutto sbiadite, si arriva a dubitare dell’attendibilità dell’intero Codice.

Diverse tra le traduzioni contemporanee del Nuovo Testamento hanno preferito basarsi su alcuni dei manoscritti scoperti nel corso del secolo XIX e della prima parte de XX. La dipendenza da questi manoscritti, in particolare il Codice Vaticano, il Sinaitico, i Papiri Bodmer e il Siriaco Sinaitico, è dovuta principalmente alla loro presunta antichità. Tuttavia diversi studiosi hanno evidenziato molti sostanziali motivi per dubitare dell’affidabilità di quegli  originali e antichissimi manoscritti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...