Testimoni di Geova: l’adultera lapidata

Articolo N. 145

Sulla falsificazione del Codice Sinaitico si potrebbero dire molte più cose di quelle che ho presentato negli articoli sull’argomento, pubblicati recentemente su questo blog. Ciò che adesso mi preme è esaminare da vicino alcuni  dei versetti che, essendo stati inclusi od esclusi dalla trascrizione di Tischendorf, si sono poi riverberati pesantemente nell’edizione del Nuovo Testamento di Westcott & Hort del 1881 e di lì, poi, sulle varie Traduzioni del Nuovo Mondo dei Testimoni di Geova. Prendiamo per esempio il racconto del capitolo 8 del Vangelo  di Giovanni. Lì si racconta della vicenda dell’adultera trascinata dai farisei davanti al Cristo perchè colta in aperta flagranza.

Nella nuova versione, edita il 5 ottobre 2013, durante l’adunanza annuale della Watch Tower Society, fu presentata una revisione della Traduzione del Nuovo Mondo. Il 16 dicembre 2017 è stata presentata la versione in lingua italiana. In questa versione, nel Nuovo Testamento, alcuni brani considerati di dubbia autenticità, sono stati del tutto eliminati. Uno è la prima parte del capitolo 8 del Vangelo di Giovanni.

Di cosa si tratta? Sono i versetti 1-11 di Giovanni al capitolo 8. Nei diversi testi greci e versioni varie si legge: Ma Gesù andò al monte degli Ulivi. Comunque, all’alba si presentò di nuovo al tempio, e tutto il popolo veniva da lui, ed egli, sedutosi, insegnava loro. Ora gli scribi e i farisei condussero una donna colta in adulterio, e, dopo averla posta in mezzo a loro, gli dissero: “Maestro, questa donna è stata colta nell’atto di commettere adulterio. Nella Legge Mosè ci ha prescritto di lapidare tale sorta di donne. Ma tu che ne dici?” Naturalmente, dicevano questo per metterlo alla prova, per avere qualcosa di cui accusarlo. Ma Gesù si chinò e scriveva col dito per terra. Persistendo essi nell’interrogarlo, si drizzò e disse loro: “Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei”. E chinatosi di nuovo scriveva per terra. Ma quelli che avevano udito questo uscirono uno per uno, a cominciare dagli anziani, ed egli fu lasciato solo, come pure la donna che stava in mezzo a loro. Drizzatosi, Gesù le disse: “Donna, dove sono essi? Nessuno ti ha condannata?” Essa disse: “Nessuno, signore”. Gesù disse: “Neanche io ti condanno. Va; da ora in poi non praticare più il peccato”.

Perchè questo importante passo non compare più nella Bibbia dei Testimoni di Geova? Perchè i Codici Sinaitico e  Vaticano insieme al codice Siriaco Sinaitico (anch’esso rinvenuto al monastero di Santa Caterina verso la metà del XX secolo) e ai papiri Bodmer P66 e P75 non lo contengono. Le precedenti Bibbie dei Testimoni di Geova riportavano il brano, ma solo in fondo alla pagina, specificando quali sono i manoscritti che omettono quei versetti.

 La Torre di Guardia per lo studio del Novembre 2017 pag. 22 spiegava: Dopo aver letto il brano di Giovanni 7:53–8:11, contenuto in certe versioni della Bibbia, alcuni hanno concluso che solo una persona senza peccato può accusare qualcuno di adulterio. Molti però non sanno che questi versetti sono stati aggiunti successivamente e che non facevano parte degli scritti ispirati originali. In realtà, la legge che Dio diede alla nazione di Israele diceva: “Nel caso che un uomo sia trovato a giacere con una donna che appartiene a un proprietario, allora entrambi devono morire insieme” (Deut 22:22)          

In realtà quel brano, considerato storicamente, fu sempre accolto come facente parte integrante della Bibbia. Era considerato un testo antico perchè già alla fine del terzo secolo viene ricordato da Ambrogio, Girolamo e Agostino. Gli studiosi, confrontando il linguaggio di questo passo con il resto del vangelo di Giovanni, ritengono che in realtà questi versetti appartengano piuttosto al vangelo di Luca, uno scrittore che fu sempre  propenso a mostrare la misericordia di Gesù verso le donne.

Perchè dunque i Testimoni di Geova preferiscono escludere queste parole dalla loro Bibbia? Perchè in quella situazione emblematica e specifica Gesù si mostra in antitesi con la legge mosaica, perdonando un reato che la legge sanzionava pesantemente. Ora, accettare un brano del genere significherebbe, per loro, porre degli stretti limiti al fenomeno, sempre più invasivo, della disacciosazione, pratica comune fra i Testimoni di Geova. E questo, per loro, sarebbe inaudito.

Questo non vuol dire che Gesù facesse l’occhiolino a chi si mostra impenitente, ma che dava a tutti l’opportunità di cambiare condotta. Gesù non ha mai dissociato nessuno.

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