La Terra è una batteria e si consuma

Articolo N. 128

Ora vorrei aggiungere qualche dettaglio in più su alcune caratteristiche della volta celeste. Dal momento che non abbiamo la possibilità di andarci ed esaminarla di persona, ci resta solo un’altra possibilità. Dobbiamo basare la nostra ricerca sul ragionamento e sulla Bibbia. In questo modo, possiamo dare al Creatore la parola e lasciargli spiegare ciò che ha fatto.

Nikola Tesla, fisico e ingegnere nato in Croazia nel 1856 ma naturalizzato statunitense, ha fatto studi e ricerche sul campo elettrico della Terra. Indirettamente, lui può aiutarci a capire qualcosa in più sulla Cupola. Egli paragonava la Terra a un grande condensatore, un contenitore pieno con un’enorme quantità di energia immagazzinata nell’etere, il mezzo attraverso il quale si muove la luce. Egli scoprì una nuova forma di movimento di energia: le onde longitudinali, onde elettromagnetiche simili alle onde sonore nell’etere elastico.
Tesla stava pensando a un modo per usare questa energia. Progettò a questo scopo un potente impianto in grado di estrarla e trasmetterla in tutto il mondo. Una componente importante di questo impianto era la torre di Wardencliff. Molte persone pensano che questa torre fosse intesa come una sorta di antenna ma, nell’intenzione dell’inventore, era un grande condensatore. Si dovrebbe subito notare che la forma della parte attiva del suo condensatore è simile alla forma della cupola terrestre.
Noi ormai sappiamo che, poiché la Terra è piatta, la gravità come intesa da Newton non può esistere. Allo stesso modo, dovremmo essere consapevoli di due cose:
a) la Terra ha un campo magnetico;
b) presenta caratteristiche elettriche che creano un campo gravitazionale che non risponde alla legge di Newton.
Tesla scoprì che la Terra era un condensatore e costruì un’enorme torre con una forma che ricorda quella della cupola. Nella Lettera agli Ebrei, all’1:11 leggiamo dei cieli: “Questi scompariranno, ma tu rimarrai; come un abito si consumeranno tutti.” Quindi, quando immaginiamo che il nostro cosmo sia un grande condensatore, costituito di due piastre corrispondenti alla Terra e alla Cupola, possiamo realizzare che queste due piastre sono gli elettrodi di una batteria e, come tutti sanno, l’elettrodo, in una batteria, si esaurisce.

Qui, per ricapitolare un po’, rivediamo una descrizione della batteria presa da Wikipedia. «John Frederic Daniell (12 marzo 1790–13 marzo 1845) era un chimico e fisico inglese. Il suo nome è noto soprattutto per l’ invenzione della cellula Daniell, un elemento di una batteria elettrica molto migliore delle celle voltaiche.
La cella è costituita da un compartimento anodico (semicella) formato da una barretta di zinco immersa in una soluzione di solfato di zinco (ZnSO4) 1 M e un compartimento catodico formato da una barretta di rame immersa in una soluzione di solfato di rame (CuSO4) 1 M.[1] Le due semicelle sono collegate da un ponte salino costituito da un tubo riempito da una soluzione satura di nitrato di potassio (KNO3) con dei tappi alle estremità permeabili a ioni e acqua.[1] Alla chiusura del circuito esterno con un conduttore, al catodo avviene la semireazione di riduzione:[2]

Cu2+(aq) + 2 e− → Cu(s)

(Eº = +0,34 V)

per cui ioni Cu2+ scompaiono dalla soluzione e si depositano come metallo sulla lamina. All’anodo avviene la semireazione di ossidazione:

Zn(s) → Zn2+(aq) + 2 e−

(Eº = −0,76 V)

per cui dello zinco metallico si stacca dalla lamina raggiungendo la soluzione come ioni Zn2+. La reazione completa è:

Zn(s) + Cu2+(aq) → Zn2+(aq) + Cu(s)

(∆Eº = 1,1 V)

Per effetto di questa reazione nel comparto catodico mancherebbero cariche positive, mentre nel comparto anodico si avrebbe un eccesso di cariche positive. Il tutto però viene compensato perché gli ioni potassio (K+) e nitrato (NO−3) del ponte salino si spostano raggiungendo il compartimento catodico ed anodico, rispettivamente, ristabilendo l’elettroneutralità della soluzione, in accordo con la legge di Kirchhoff delle correnti. Gli elettroni nel circuito esterno girano dalla barretta di zinco a quella di rame e quindi la corrente convenzionale positiva I va dal rame allo zinco. Il potenziale teorico della pila Daniell è ∆Eº = Eº(Cu2+/Cu)−Eº(Zn2+/Zn)=1,10  ottenibile in condizioni quasi statiche reversibili, differenza tra il potenziale catodico (polo positivo) e quello anodico (polo negativo).

Nelle dimostrazioni in classe, una forma della cellula Daniell, nota come due semicelle, è spesso usata per la sua semplicità. Le due mezze celle supportano ognuna una metà delle reazioni sopra descritte. Un filo e una lampadina possono collegare i due elettrodi. Gli elettroni che vengono “tirati” dall’anodo di zinco viaggiano attraverso il filo, fornendo una corrente elettrica che illumina la lampadina. In una tale cellula, i controioni svolgono un ruolo importante. Abbiamo una carica negativa, gli anioni, che si accumulano attorno all’anodo per mantenere una carica neutra. Al contrario, sul catodo, i cationi di rame (II) si scaricano per mantenere una carica neutra. Questi due processi accompagnano l’accumulo di rame al catodo e la corrosione dell’elettrodo di zinco nella soluzione sotto forma di cationi di zinco.
Poiché nessuna delle due reazioni si verificherà indipendentemente dall’altra, le due metà devono essere collegate in modo da consentire agli ioni di muoversi liberamente tra di loro. Una barriera porosa o un disco ceramico possono essere usati per separare le due soluzioni, pur consentendo il flusso di ioni solfato. Quando vengono posizionate le mezze celle cioè due contenitori completamente diversi e separati, un ponte salato viene spesso utilizzato per il collegamento tra le due celle. Il ponte salino contiene in genere un’alta concentrazione di potassio nitrato (un sale che non interferirà chimicamente con la reazione in entrambe le semicelle).

Dalla descrizione sopra, puoi capire che l’anodo di zinco si consuma e lo stesso dovrebbe accadere ai cieli. Quindi, possiamo supporre che la Terra e la Cupola si comportino come due piastre di condensatori che sono continuamente in ricarica, come fa una batteria. Con una ricerca veloce sul Web, si può scoprire che di solito un condensatore non può essere usato come una batteria, perché l’energia immagazzinata non è tanta e viene scaricata troppo velocemente. Tuttavia, la tecnologia si sta evolvendo e una sorta di super condensatori, con capacità di trattenere grandi quantità di energia immagazzinata, sembra essere buona da usare come batteria. Il tempo e la ricerca ci aiuteranno a confermare o meno queste ipotesi.

Possiamo supporre che l’elettrolita sia formato dall’acqua di mare, ma quali sono i materiali che formano le due piastre? Per quanto riguarda la terra, un buon materiale potrebbe essere il ferro, che è abbondante in tutto il sottosuolo. Il ferro è il metallo più diffuso sulla Terra e costituisce il 16% della massa della Terra. Ma potremmo anche prendere in considerazione i silicati o molti altri materiali abbondanti. L’ ossido di silicio è ciò che mi attrae di più. Il quarzo (SiO2) è il secondo più comune materiale sulla Terra (12% in volume).

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