Gesù e il pesce con la moneta in bocca

Articolo N. 120

Proviamo a considerare la Persona del Cristo in quegli aspetti che ne fanno un essere di gran lunga superiore al semplice uomo.  Dio Padre, come affermano le Scritture, è consapevole di tutto ciò che accade intorno a noi, perché  Gesù disse: Due passeri non si vendono forse per una moneta di piccolo valore? Eppure nemmeno uno di loro cadrà a terra senza che il Padre vostro lo sappia.  (Matteo 10:29)  Altre traduzioni similmente rendono “lo permetta”, “lo consenta”, “lo voglia”, ma il senso rimane quello.

Gesù aveva la stessa consapevolezza? Leggiamo il racconto di Matteo 17:24-27 Quando arrivarono a Capèrnaum, gli uomini che riscuotevano le 2 dramme di tassa si avvicinarono a Pietro e dissero: “Il vostro maestro non paga le 2 dramme di tassa?” Lui rispose: “Sì”. Comunque, quando fu entrato in casa, Gesù lo prevenne e disse: “Che ne pensi, Simone? Da chi i re della terra ricevono imposte o tributi? Dai loro figli o dagli estranei?” Pietro rispose: “Dagli estranei”.  Allora Gesù gli disse: “I figli dunque sono esenti dalle tasse. Ma, per non scandalizzarli, va’ al mare, getta un amo e prendi il primo pesce che viene su. Aprendogli la bocca, troverai una moneta d’argento; prendila e dalla loro per me e per te”.

Esaminiamo il contesto. Innanzitutto Gesù è a conoscenza del vissuto di Pietro, di quanto accaduto in sua assenza, senza bisogno di alcuna spiegazione. E non solo. Egli sa esattamente dove trovare la moneta. Ovviamente non si tratta di un nascondiglio stabile, fisso, ma nella bocca di un pesce che nuota libero in acqua. Sa anche come fare in modo che Pietro si avvicini esattamente al punto dove si muove il pesce e che lo peschi senza sbagliare. Questo genere di consapevolezza è un prodigio difficilmente riproducibile nell’esperienza di un semplice uomo.

 Luca 5:4-11 racconta inoltre di una pesca miracolosa. Leggiamo. Finito di parlare, disse a Simone: “Va’ dove è profondo, e calate le reti”. Simone però rispose: “Maestro, ci siamo dati da fare tutta la notte e non abbiamo preso nulla, ma al tuo comando calerò le reti”. E quando lo fecero, presero una gran quantità di pesci, tanto che le reti iniziarono a rompersi. Allora fecero segno ai loro compagni sull’altra barca perché venissero ad aiutarli; quelli vennero ed entrambe le barche furono riempite, al punto che cominciarono ad affondare. Vedendo ciò, Simon Pietro si gettò ai piedi di Gesù e gli disse: “Allontanati da me, Signore, perché sono un peccatore”. Infatti, a motivo di quella pesca, sia lui che quelli con lui erano sopraffatti dallo stupore, e così anche Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Ma Gesù disse a Simone: “Smetti di aver timore. D’ora in poi prenderai uomini vivi”. E riportarono le barche a riva e, lasciata ogni cosa, lo seguirono.  Qui emerge una consapevolezza sovrumana che fa di Gesù un essere diverso da tutti noi.

Anche nel caso della morte di Lazzaro Gesù era cosciente a distanza della sua morte. Govanni racconta: Detto questo, aggiunse: “Il nostro amico Lazzaro si è addormentato, ma io vado a svegliarlo”. Allora i discepoli gli dissero: “Signore, se sta dormendo, guarirà”. In realtà Gesù aveva parlato della sua morte, ma loro pensavano che si riferisse al sonno letterale. Perciò Gesù disse loro chiaramente: “Lazzaro è morto, e io sono contento per voi che non fossi lì, perché così crederete. Ma andiamo da lui”. Così Tommaso (chiamato il Gemello) disse agli altri discepoli: “Andiamo anche noi a morire con lui!”  (Giov 11:11-16) Ora Gesù non aveva avuto informazioni sulla morte dell’amico ma solo della sua malattia.

I vari passi biblici riportati in questo articolo servono a farci capire che Gesù non era solo il Figlio dell’Uomo ma che era contemporaneamente il Figlio dell’Altissimo. Le due situazioni erano compatibili e le due nature che coesistevano in Lui si compenetravano armoniosamente. Tuttavia ci fu crescita, e mentre alla nascita egli era semplicemente umano, man mano che si avvicinava alla fine la sua natura divina diventava sempre più preponderante.

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