I Testimoni di Geova in errore sul Cristo

Articolo N. 117

Possiamo assolutamente dire che l’effigie o il ritratto non corrisponde alla persona che viene ritratta. Come scriverà un famoso pittore, sotto la figura della pipa di un celeberrimo quadro: “Ceci n’est pas une pipe”. Magritte in seguito scrisse: “Oh, la famosa pipa. La gente mi rimproverava per questo. Tuttavia, potresti accendere la mia pipa? No, è solo una rappresentazione. Se avessi scritto sotto l’immagine “Questa è una pipa”, avrei mentito!” E aveva ragione.

Dello stesso tenore sono le espressioni della Bibbia legate alla somiglianza del Cristo con l’essere umano, sono entità simili, ma non sono la stessa cosa. Se Gesù è l’oro noi siamo il similoro. Se lui è uno schiavo, noi siamo lo schiavo di uno schiavo. Niente di più. L’argomento è complesso. Affrontiamolo per gradi.

Genesi parlando della creazione di Adamo legge: Poi Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza. (Gen 1:26) Come in Eden avvenne che l’uomo venisse fatto a immagine (kidmutenu) di Dio, in Filippesi 2:7 avviene l’inverso, un Dio che assume l’immagine dell’uomo. La Scrittura parla infatti di Gesù che “vuotò se stesso e prese la forma di uno schiavo, divenendo simile agli uomini.”

Ora essere simile a qualcosa o a qualcuno non implica assoluta identità, così come il similoro non è l’oro e la similpelle non è vera pelle. L’espressione greca ἐν ὁμοιώματι ἀνθρώπων γενόμενος contiene una parola chiave, ὁμοιώματι che corrisponde all’ebraico בְּצַלְמֵ֖נוּ  כִּדְמוּתֵ֑נוּ bə-ṣal-mê-nū  kiḏ-mū-ṯê-nū di Genesi 1:26, cioè “a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza”.

La radice della parola ebraica demuth che esprime rassomiglianza, similitudine si trova anche in Ezechiele 1:5,10,13,16,22,26,28;  8:2; 10:1,10,22; 23:15; Dan 10:16 e in diversi altri passi scritturali.

Proviamo ad esaminare qualche versetto tra quelli citati. Cominciamo dal fondo con Daniele 10:16 dove si legge:” Poi uno dall’aspetto simile a un uomo mi toccò le labbra. Io aprii la bocca e dissi a colui che stava di fronte a me: “Mio signore, sto tremando a causa della visione e non ho energie.” Costui era un angelo visto in visione, per cui somiglianza non implicava identificazione con l’umano.

In Ezechiele al capitolo 1:5-10 si entra nuovamente nel mondo della visione e non emerge identità o somiglianza reale. “E di mezzo a esso c’era la somiglianza di quattro creature viventi, e questo era il loro aspetto: avevano la somiglianza dell’uomo terreno. E [ciasc]una aveva quattro facce, e [ciasc]una d’esse quattro ali. E i loro piedi erano piedi diritti, e la pianta dei loro piedi era come la pianta del piede del vitello; e risplendevano come con lo splendore del rame forbito. E sotto le loro ali, ai loro quattro lati, c’erano mani d’uomo, e tutt’e quattro avevano le loro facce e le loro ali. Le loro ali si congiungevano l’una all’altra. Non si voltavano quando andavano; andavano ciascuna diritto avanti a sé. E in quanto alla somiglianza delle loro facce, tutt’e quattro avevano una faccia d’uomo con una faccia di leone a destra, e tutt’e quattro avevano una faccia di toro a sinistra; tutt’e quattro avevano anche una faccia d’aquila.” Potremmo continuare, ma andremmo a ripetere le stesse cose, perciò andiamo all’analisi del termine greco equivalente. Consideriamo come la stessa parola ὁμοιώμα venne usata in altri contesti nelle scritture greche.

Romani 1:23 Hanno scambiato la gloria dell’Iddio incorruttibile con qualcosa che assomiglia nell’aspetto  (en omoiomati) all’uomo corruttibile, a uccelli, a quadrupedi e a rettili.

Romani 5:14 Eppure la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano commesso un peccato simile (epì to omoiomati) alla trasgressione commessa da Adamo, il quale è simile a colui che doveva venire.

Romani 6:5 Se siamo stati uniti a lui in una morte simile (to omoiomati ) alla sua, certamente saremo anche uniti a lui in una risurrezione simile alla sua.

Romani 8:3 mandando il proprio Figlio in una forma simile (en omoiomati) alla carne peccaminosa.

Rivelazione 9:7  Le locuste assomigliavano (tà omoiomata, omoia)  a cavalli pronti per la battaglia. Sulla testa avevano come (omoioi) delle corone d’oro, e la loro faccia era come (os) quella di un uomo,

Tutte queste scritture hanno significati che hanno attinenza ad un’immagine o forma simile all’aspetto di cose viste anche come in una visione. Possiamo essere completamente d’accordo con Magritte e dire che l’effigie  è semplicemente un simulacro che non corrisponde alla persona o alla cosa che viene ritratta. I simulacri sono copie neppure originali, ombre, simboli, linguaggio, statue, ritratti, alter ego, sosia etc. Tutto questo riferito al nostro argomento potrà sembrare scandaloso per un Testimone di Geova ma anche il Cristo lo fu in varie occasioni. Egli assunse la forma dell’uomo ma era anche divino. I veri Cristiani sono abituati ad andare oltre lo scandalo per capire cosa c’è dietro. O no?

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