Persecuzione dei Cristiani a Roma

Articolo N. 107

Che i Romani fossero tolleranti in materia religiosa è risaputo. A questo proposito Tertulliano ed Orosio (1) riferiscono che dinanzi alle persecuzioni degli ebrei contro i cristiani, Tiberio, imperatore dal 14 al 37 d.C., promulgò un editto col quale venivano minacciati di morte coloro che avessero perseguitato i cristiani.

Tiberio, essendo stato informato da Ponzio Pilato della morte di Gesù Cristo, e della sua risurrezione e dei miracoli da lui operati, giudicò conveniente permettere che chiunque lo volesse, potesse seguire la dottrina del Cristo. A Roma vigeva la legge  che vietava a tutti i sudditi di riconoscere una nuova divinità senza l’approvazione del senato. Tiberio si rivolse al senato per proporre l’inserimento nel pantheon romano di una nuova divinità della Giudea, ma il senato bocciò la proposta. Tiberio, forte del suo potere tribunizio, pose il diritto di veto contro eventuali persecuzioni ma non fece nuove istanze, pur minacciando di morte chiunque accusasse i Cristiani della loro religione. Tertulliano aveva probabilmente documenti di storia romana che noi non abbiamo. Per questo motivo la sua testimonianza può essere accolta.

Per citare in maniera più estesa l’Apologetico ( Libro V, 2 e 7) vi leggeremo: “Dunque Tiberio, al tempo nel quale il Cristianesimo entrò nel mondo, ricevute informazioni dalla Siria Palestina, che rivelavano colà la verità su questa divinità, sottomise la cosa al parere del senato, dando per primo il suo voto favorevole. Il senato, non avendo esso stesso appurato quei fatti, li rigettò. Cesare restò del suo parere, pericolo minacciando di pena gli accusatori dei Cristiani.” Tertulliano continua poi sottolineando il fatto che Traiano almeno in parte frustò le leggi ingiuste “vietando di ricercare i Cristiani, leggi che nessun Vespasiano, pur debellatore dei Giudei, nessun Adriano, pur indagatore di tutte le curiosità, nessun Pio, nessun Vero applicò.” Correva l’anno 35 d.C.  La notizia è riportata in seguito da Eusebio di Cesarea nella Storia Ecclesiastica e da Girolamo nel Chronicon.

Nel 36 d.C. Lucio Vitellio, inviato in Oriente come legato della provincia di Siria, entrò a Gerusalemme e depose Pilato e Caifa per l’abuso commesso dal Sinedrio nel caso di Stefano. Simili processi sommari e relative esecuzioni rischiavano di coinvolgere un gran numero di persone nella Giudea e nelle regioni vicine.

 In realtà il parere del senato costituirà dopo la morte di Tiberio la base giuridica delle successive persecuzioni. Comunque, dopo la conversione di Paolo, i Cristiani attraversarono un periodo di pace (Atti 9:31). Fu solo verso l’anno 42 che il re Erode Agrippa cominciò a perseguitare i discepoli di Gesù in Gerusalemme mettendo a morte Giacomo, fratello di Giovanni, detto il Maggiore. (At 12:1)

Claudio, nel nono anno del suo regno, il 49 d.C., ordinò che tutti i giudei fossero cacciati da Roma. Infatti essi avevano portato dalla loro parte sua moglie Agrippina, come testimonia Giuseppe Flavio. E non solo per questo. Ma anche perchè, come riferisce Svetonio, nel loro odio per i Cristiani, essi suscitavano frequenti sedizioni. Urtato dai tumulti da loro frequentemente sollevati li espulse da Roma. E’ possibile che con loro avesse cacciato anche i cristiani usciti dalle Sinagoghe? Non necessariamente. In generale potremmo concludere sulla base di Atti  18:2 che Claudio ordinasse l’espulsione dei giudei in generale e non dei cristiani. Infatti Aquila viene definito un giudeo e non possiamo sapere se si fosse avvicinato al cristianesimo prima o dopo il suo ritorno a Corinto. Di questo narrano gli Atti degli Apostoli al capitolo 18.

Gli ebrei erano sicuramente arrivati molto in alto. Fino al trono. Controllavano l’imperatrice per influire sull’imperatore. E ciò che non fu pienamente possibile con Claudio avvenne con Nerone succube di una donna ebrea di notevole bellezza, la vera imperatrice. Tertulliano scrive: “Le Sinagoghe sono i punti da dove muovono le persecuzioni contro i cristiani.” E inoltre: “E’ dai giudei che partono le calunnie contro i cristiani.” (Scorpiase; Ad Nationes)

Nei primi tempi del suo impero, Nerone fu quanto mai tollerante verso i Cristiani. Era stata Poppea a metterlo contro di loro. La sua fu la prima sanguinosa presa di posizione anticristiana nell’impero romano. Perfino i Gesuiti, spesso accusati di praticare segretamente riti giudaici, sono costretti a riconoscere che gli ebrei furono gli elementi pù attivi nel fomentare l’odio verso i Cristiani, che essi consideravano come gli affossatori della legge di Mosè. Questa attività degli ebrei dovette esercitare notevole influenza, perchè ci consta che al tempo di Nerone godevano a Roma di grande ascendente. E’ facile comprendere quindi come, in ambiente siffatto, aizzato dall’odio degli ebrei, possa essersi scatenata la persecuzione di Nerone. Dipinti come esseri capaci di commettere qualsiasi crimine, fu facile indicare nei cristiani gli incendiari di Roma. E al popolo non costò molto crederlo. (B. Llorca s.j., R. Garcia Villoelarda s.j. e F.J. Montalban s.j. Historia de la Iglesia Catòlica. Tomo I p. 172 e 173)

Questo costante intrigare, questo persistere infaticabile nel lavoro della calunnia portato avanti da migliaia di individui un giorno dopo l’altro per anni e anni un bel momento raggiunse lo scopo. Così a un certo punto l’impero di Roma prese a perseguitare improvvisamente i cristiani, con un impeto fino ad allora sconosciuto. (Riccardo C. Albanès in Los Judios a travès le los sieglos p. 432 e 435)

Un famoso rabbino confessa che furono proprio gli ebrei la causa della persecuzione. Egli osserva che durante l’impero di Nerone, nell’anno 65 d.C., ebbe inizio l’era dei martiri che si prolungò crudelissima per 250 anni. All’epoca l’imperatrice era di fatto l’israelita Poppea. E non solo, ma prefetto della città era un altro ebreo, Tito Flavio Sabino. Chi era costui? Nientemeno che il fratello dell’imperatore Vespasiano, e quindi zio di quel Tito che aveva distrutto Gerusalemme nel 70 d.C. (Rabbino Wiener in Die Judisechen Speisegsetz)

Note. Per alcune delle informazioni di cui ho trattato sopra ho tratto spunto da Maurice Pinay,  Complotto contro la chiesa, Capitolo XI, Persecuzioni romane provocate dagli ebrei  p. 140 e 141

(1) Orosio in Liber VII. Hist Cap II 

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