La distruzione di Babilonia avanza

Articolo N. 103

Gli Israeliti che escono dall’Egitto portano con sé la falsa adorazione. Adoravano il sole già prima di entrare in Egitto e, uscendo da esso, si portano dietro anche tutte le divinità e le usanze religiose degli Egizi. Durante gli anni che vennero, l’idolatria li accompagnò sempre, anche nei periodi migliori. Alla fine la punizione di Geova arrivò e gli Israeliti vennero deportati in Babilonia. Questa città si trasforma e diventa la bestia selvaggia, quell’organizzazione politica che esercita il proprio potere e la propria influenza sul popolo di Dio.

Nel libro di Daniele si narrano alcuni episodi della permanenza forzata a Babilonia, che possono aiutarci a capire il periodo in cui viviamo noi ora. Un episodio che mi è sempre piaciuto è quello in cui il re Nabucodonosor chiama tutti i dignitari perchè si raccolgano e si inchinino di fronte ad una enorme statua d’oro. Alcuni ipotizzano che si trattasse di una statua recante la sua immagine. A me viene da pensare, viste le dimensioni della statua, che si trattasse di un idolo solare. Potrebbe essere che l’immagine di Nabucodonosor venisse innalzata al valore di una divinità solare.

Daniele capitolo 3 versetto 1 ci dice a proposito di questa statua: “Nabucodonosor il re fece un’immagine d’oro, la cui altezza era di 60 cubiti e la cui larghezza era di 6 cubiti. La eresse nella pianura di Dura, nel distretto giurisdizionale di Babilonia.” Il sei è numero che rappresenta il sole. Babilonia affondava le proprie radici in Babele, città dove Nimrod era stato deificato come dio del Sole.

In questa occasione i tre giovani Sadrac, Mesac e Abednego si rifiutano di inchinarsi comprendendo il valore idolatrico di tale gesto. Facendo questo mettono in gioco la propria vita ma vengono salvati da Dio che non permette che i loro corpi vengano bruciati dal fuoco della fornace ardente.

Interessante è poi il capitolo successivo di Daniele, il quarto. Nabucodonosor fa un sogno in cui vede un albero tagliato. Riporto di seguito l’interpretazione del sogno che viene data da Daniele al re: ““‘L’albero che hai visto, che si fece grande e divenne forte e la cui altezza raggiunse infine i cieli e che era visibile a tutta la terra,  e il cui fogliame era bello, e il cui frutto era abbondante, e dove c’era cibo per tutti, sotto cui dimoravano le bestie della campagna, e sui cui rami risiedevano gli uccelli dei cieli, sei tu, o re,  perché ti sei fatto grande e sei divenuto forte, e la tua grandezza si è fatta grande e ha raggiunto i cieli, e il tuo dominio l’estremità della terra. “‘E poiché il re vide un vigilante, sì, un santo, scendere dai cieli, che anche diceva: “Tagliate l’albero, e rovinatelo. Tuttavia, lasciatene il ceppo stesso con le radici nella terra, ma con un legame di ferro e di rame, fra l’erba della campagna, e si bagni con la rugiada dei cieli, e la sua porzione sia con le bestie della campagna finché passino su di esso sette tempi stessi”, questa è l’interpretazione, o re, e il decreto dell’Altissimo  è ciò che deve accadere al mio signore il re. E ti cacceranno dagli uomini, e la tua dimora sarà con le bestie della campagna, e la vegetazione è ciò che daranno da mangiare anche a te proprio come ai tori; e ti bagnerai con la rugiada dei cieli, e passeranno su di te sette tempi,  finché tu conosca che l’Altissimo domina sul regno del genere umano,  e che lo dà a chi vuole. “‘E poiché dissero di lasciare il ceppo con le radici dell’albero,  il tuo regno ti sarà assicurato dopo che avrai conosciuto che i cieli dominano. Perciò, o re, ti sembri buono il mio consiglio, e rimuovi i tuoi propri peccati mediante la giustizia, e la tua iniquità mostrando misericordia ai poveri. Forse avverrà un prolungamento della tua prosperità’”.

Cerchiamo di capire meglio cosa succede. Abbiamo detto che Nabucodonosor è la bestia selvaggia , rappresenta il sole, il 666 ma anche Babilonia, cioè la falsa religione che si oppone a Dio e che domina sul suo popolo. La profezia dei sette tempi parla di sette anni in cui Nabucodonosor perde la ragione, quindi il potere e per sette anni si comporta come una bestia.

I testimoni di Geova interpretano questi sette tempi come 2520 anni che condurrebbero all’inizio del Regno messianico. Questi 2520 anni sarebbero anni in cui Gerusalemme viene calpestata. Essi vedono infatti il grande albero che viene tagliato come il potere di Dio manifesto sulla Terra come regno temporale. Questo albero verrebbe tagliato con la distruzione di Gerusalemme, secondo loro avvenuta nel 607, e verrebbe restaurato nel 1914 dopo 2520 anni.

Sappiamo bene però che Gerusalemme è stata distrutta nel 587 a.E.V e neppure siamo autorizzati a dire che un giorno valga un anno come fanno i Testimoni di Geova. Infatti questo non viene affermato nel contesto della profezia di Daniele.

Dalle nostre ricerche abbiamo capito che i sette tempi corrispondono con l’ultima settimana delle settanta settimane menzionate in Daniele capitolo 9. Riporto di seguito quanto afferma Daniele nel capitolo 9.

 “Settanta settimane sono state determinate  sul tuo popolo  e sulla tua santa città,  per porre termine alla trasgressione,  e porre fine al peccato,  e fare espiazione per l’errore,  e recare giustizia per tempi indefiniti,  e imprimere un suggello  sulla  visione e sul profeta, e ungere il Santo dei Santi. E devi conoscere e avere perspicacia [che], dall’emanazione della parola  di restaurare e riedificare Gerusalemme  fino a Messia  [il] Condottiero,  ci saranno sette settimane, anche sessantadue settimane.  Essa tornerà e sarà effettivamente riedificata, con pubblica piazza e fossato, ma nelle strettezze dei tempi.  “E dopo le sessantadue settimane Messia  sarà stroncato,  senza nulla  per lui stesso. “E il popolo di un condottiero che verrà ridurrà in rovina la città e il luogo santo.  E la fine d’esso sarà mediante l’inondazione. E sino alla fine ci sarà guerra; sono decise le desolazioni. “Ed egli deve tenere in vigore [il] patto  per i molti per una settimana;  e alla metà della settimana farà cessare sacrificio e offerta di dono. “E sull’ala  di cose disgustanti ci sarà colui che causa desolazione;  e fino a uno sterminio, la medesima cosa decisa si verserà  anche su colui che giace desolato”.

Dai versetti si capisce che il Messia viene stroncato dopo 69 settimane. I Testimoni di Geova associano invece la morte del Cristo con la cessazione del sacrificio alla metà dell’ultima settimana affermando che con la morte di Gesù terminano i sacrifici animali che non sono più necessari.

Dell’ultima settimana si dice che il patto viene tenuto in vigore per una settimana. Si parla di un popolo che in quel periodo viene  per ridurre in rovina il luogo santo. La rovina avviene mediante inondazione e questo ci ricorda il serpente che vomita acqua sulla donna di Rivelazione 12. I sette tempi ci ricordano i sette anni in cui sono protagonisti i due testimoni di Rivelazione 11.

Gesù ci dice ancora altre cose in Matteo al capitolo 24 dove ci parla del segno della sua presenza. Egli dice: “Perciò, quando scorgerete la cosa disgustante  che causa desolazione, dichiarata per mezzo del profeta Daniele, stabilita in un luogo santo  (il lettore usi discernimento),  allora quelli che sono nella Giudea fuggano  ai monti.  Chi è sulla terrazza non scenda a prendere i beni della sua casa; e chi è nel campo non torni a casa a prendere il suo mantello.  Guai alle donne incinte e a quelle che allattano in quei giorni!  Continuate a pregare che la vostra fuga non avvenga d’inverno né in giorno di sabato;  poiché allora ci sarà grande tribolazione  come non è accaduta dal principio del mondo fino ad ora,  no, né accadrà più.”

Nabucodonosor per sette anni perde la ragione e diviene come una bestia. E’ la bestia selvaggia che divora Babilonia, la prostituta. La stessa cosa viene descritta da Gesù quando parla della cosa disgustante che causa desolazione stabilita in un luogo santo. Si tratta della cosa disgustante che causa desolazione nel luogo santo mediante inondazione nell’ultima settimana. Da qui capiamo che l’ultima settimana di Daniele 9 corrisponde ai sette tempi (7 anni) di Daniele 4. Ciò corrisponde al periodo di predicazione dei due Testimoni di Rivelazione 11. Corrisponde anche alla tribolazione di Matteo 24.

In questa settimana cade Babilonia, la falsa religione che domina sul popolo di Dio. La cosa disgustante, cioè la bestia entra nel luogo santo. I Testimoni di Geova affermano che questo significhi un attacco contro la falsa religione (che ovviamente sarebbero tutte le religioni tranne loro). Ma il fatto è che tutte le altre religioni non sono un luogo santo. L’attacco è quindi contro i testimoni di Geova stessi, il popolo di Dio.

Nella pratica questo si vede da alcuni anni. I Testimoni di Geova, così come altre religioni, sono presi di mira per la loro mala gestione dei casi di pedofilia. I processi ormai non si contano più e la commissione reale Australiana fa scuola. Nel 2020 si calcola che usciranno centinaia di milioni di dollari dalle casse della Watchtower per compensare i danni alle vittime. Tutto ciò è l’acqua di disciplina vomitata dal Diavolo. Siamo pronti per uscire da Babilonia e fuggire ai monti?

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