Gesù ferisce la bestia

Articolo N. 100

Torniamo a concentrarci su Giuseppe e sui suoi sogni. Uno è quello in cui il sole e la luna e undici stelle gli rendono omaggio. Sono immagini che hanno a che fare con la donna di Rivelazione vestita del sole, che ha la luna ai suoi piedi e in testa la corona di stelle. Quella donna rappresenta la situazione odierna dei Testimoni di Geova che, non avendo voluto accettare l’insegnamento delle Scritture sull’immobilità della Terra (Giosuè 10:12), sono colpevoli, come organizzazione, di idolatria solare e vengono disciplinati attraverso un periodo di prove e momenti di difficoltà.

Nell’altro sogno che vogliamo subito commentare, Giuseppe vede che i covoni raccolti dai fratelli si rizzano e si inchinano davanti al suo. Sentendo questo racconto, i fratelli subito si insospettiscono e pensano che Giuseppe voglia dominarli. Ma il simbolismo va oltre.

Il covone è infatti un simbolo di qualcosa di grande, qualcosa che determina prima l’interruzione e poi la fine definitiva dell’idolatria solare. Per capire il significato dobbiamo riandare con la mente alla festa dei pani non fermentati. La festa iniziava il 15 nisan, il giorno dopo la Pasqua, e continuava per sette giorni fino al 21 nisan. Durante la festa il popolo poteva mangiare solamente pani non fermentati. Il pane doveva essere preparato in gran fretta per impedirne la fermentazione. Il primo giorno della festa era un’assemblea solenne e anche un sabato. Il secondo giorno, il 16 nisan, si doveva portare al sacerdote un covone delle primizie della mietitura dell’orzo, il primo prodotto dei campi in Palestina. Il sacerdote doveva agitare da una parte e dall’altra il covone dinnanzi a Geova.

La domenica del 16 nisan era il giorno che segnava la risurrezione di Gesù. Il covone significava in effetti il Cristo risorto. Grazie al suo sacrificio era possibile ottenere il perdono dei peccati e avere possibilità di accesso ad una pacifica relazione con Dio.

Il sogno di Giuseppe rimandava quindi alla soluzione dell’idolatria e del peccato di Israele, soluzione che sarebbe stata raggiunta solo con Gesù. E qui voglio subito introdurre un’altra idea a proposito della Bestia selvaggia.

In Rivelazione capitolo 13 versetti 2 e 3 si parla della bestia in questi termini: “Ora la bestia selvaggia che vidi era simile ad un leopardo, ma i suoi piedi erano come quelli di un orso, e la sua bocca era come quella di un leone. E il dragone diede alla bestia la sua potenza e il suo trono e grande autorità. E vidi una delle sue teste come scannata a morte, ma la sua piaga mortale fu sanata e tutta la terra seguì la bestia selvaggia con ammirazione.”

Il versetto 12 parla di una piaga mortale che sembra aver influito sulla bestia intera. In effetti, per come viene descritta la Bestia, le sette teste (che rappresentano potenze politiche) non coesistono nella stessa fase storica ma regnano in epoche diverse. Tutte comunque fanno parte della bestia, quella che ha il nome 666, il numero che descrive il sole.

Ci chiediamo quindi quale sia il momento storico in cui la Bestia, il potere politico che promuove e impone su tutti l’adorazione del sole, abbia interrotto la propria attività. Più luce ci può arrivare dal versetto 8 del capitolo 17 di Rivelazione. In questo versetto si dice: “ la bestia selvaggia era, ma non è, eppure sarà presente”.

Chi scrive queste parole è l’apostolo Giovanni, l’ultimo baluardo contro l’apostasia che stava infiltrandosi nel neonato cristianesimo. In quel periodo la bestia non era, ma stava per ripresentarsi. Come si era arrivati a quel breve periodo di libertà dalla bestia? Con il Cristo. I suoi insegnamenti che avevano contribuito alla creazione della congregazione cristiana erano liberi da qualsiasi influenza degli insegnamenti egizi e babilonesi. La congregazione iniziale era pura e si era separata dal popolo di Israele, era uscita dagli insegnamenti della sinagoga e nel 66 era uscita da Gerusalemme a Pella e si era salvata. Giovanni scrive nel 98 EV il che significa che dalla pentecoste del 33 la congregazione ha un periodo di una settantina di anni di pace spirituale.

Divenendo apostata il cristianesimo riprenderà le pratiche idolatriche del passato allontanandosi in modo inesorabile dal Creatore. Il sole ritorna trionfante nel cristianesimo associato alla figura del Cristo. Adorando Gesù i “cristiani” di oggi adorano inconsapevolmente il sole.

Coloro che hanno capito almeno in parte l’inganno sono ancora presi in trappola dai falsi insegnamenti elio-centristi sulla terra come globo in movimento. Oggi più che mai c’è bisogno di un intervento del Cristo per ristabilire la purezza dell’insegnamento biblico nella congregazione. I tempi sono maturi perchè la congregazione venga resa libera dall’idolatria solare.

In Rivelazione 12:14 si dice: “Ma alla donna furono date le due ali della grande aquila, affinchè volasse nel deserto al suo luogo; quivi è nutrita per un tempo e dei tempi e la metà di un tempo lontano dalla faccia del serpente”. Gli insegnamenti ricevuti saranno definitivi. La Bestia non avrà più autorità sulla donna.

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