Il sogno di Giuseppe, l’eliocentrismo e i Testimoni di Geova

Articolo N. 94

Torniamo in Egitto, “nella fornace di ferro”. Sto cercando di tornare agli albori della storia d’Israele, e di capire come quel periodo vissuto in mezzo a un popolo dalla civiltà millenaria influisca ancora oggi non solo sulla cristianità ma soprattutto sui Testimoni di Geova.

Ad Abramo e ai suoi figli Dio aveva promesso una discendenza numerosa come le stelle del cielo. Invitato da Giuseppe, Giacobbe entra in Egitto con settanta del suo clan e qui si assiste alla prima formazione di un popolo compatto. In Egitto i figli d’Israele assorbono credenze religiose e filosofiche che per certi versi sono ancora oggi ben radicate nel mondo.

Per andare un po’ oltre, oggi tratteremo di sogni. Giuseppe, si sa, fu sognatore. Prima di essere venduto in Egitto, aveva sognato di stare nei campi a mietere il grano coi suoi. Però il suo covone si alzava sugli altri e quelli dei suoi fratelli finivano per inchinarsi di fronte a lui. Poi vide una stella in cui egli stesso si immedesimava e il sole e la luna gli si inchinavano.

In Egitto l’astrologia era una delle componenti religiose di primo piano. Il  sole, la luna e le stelle del sogno rappresentano l’insieme dei pianeti, lo zodiaco e le sue costellazioni. Lì Israele entra in contatto con l’idolatria dei corpi celesti. Nel corso del tempo la maggior parte dei sovrani di Giuda e d’Israele tollerarono e addirittura praticarono l’adorazione dell’esercito dei cieli.

Venendo via, il popolo portò con sé le pratiche egizie, via via camuffandole, associandole ad altre di diversa provenienza e natura, di modo che l’adorazione del sole rimase una caratteristica costante.

Il sogno di Giuseppe si va a collegare con la donna descritta in Rivelazione 12 così che noi adesso riusciamo a stabilire un collegamento coi giorni nostri. Infatti l’Apocalisse presenta situazioni che hanno luogo “nel giorno del Signore”. Lì si legge “ E un gran segno fu visto nel cielo, una donna vestita del sole, e la luna era sotto i suoi piedi, e sulla sua testa c’era una corona di dodici stelle,  ed era incinta. E grida nelle sue doglie e nel suo travaglio per partorire.” (Ri 1:10; 12:1-2)

Ecco che qui ricompaiono il sole, la luna e le stelle. Ma, per capire di cosa si stia parlando, dobbiamo capire chi è la donna. Giovanni dice che il figlio appena nato viene rapito presso Dio. Spesso nella Bibbia si parla di donne simboliche come della moglie di Geova. In questo caso, siccome il figlio viene portato presso Dio, questa donna sembrerebbe, almeno a prima vista, rappresentare quella simbolica moglie.

L’apostolo Paolo afferma che “La Gerusalemme di sopra è libera, ed essa è nostra madre”. La donna adorna del sole e della luna, quindi, sembrerebbe essere la Gerusalemme di sopra, che si distingue dall’altra, la Nuova Gerusalemme, o sposa del Cristo. Questo lo capiamo perchè partorisce un figlio che viene portato al cospetto del trono di Dio.

Cosa rappresenta la Gerusalemme di sopra? Se Paolo dice che è “di sopra” e Giovanni la vede in cielo, sembrerebbe che la città sia una forma di organizzazione celeste. Ma anche la Nuova Gerusalemme viene detta essere celeste. Abbiamo già parlato in passato su questo blog del fatto che gli unti governeranno la Terra stando anche fisicamente sulla Terra. Perchè allora descrivere una simile Gerusalemme come celeste? Perchè non si tratta della Gerusalemme terrena (quella che venne distrutta dai romani nel 70 d.C.) ma piuttosto è formata da persone che, pur essendo sulla Terra, hanno anche natura spirituale.

Il fatto che la donna sia vista in cielo non significa dire che si tratti dell’organizzazione di esseri spirituali in cielo, così come, a quanto pare afferma la Watchtower. La donna infatti si trova sotto l’attacco del drago e viene subito portata nel deserto per esservi nutrita 1260 giorni.

Quando questo avviene, il drago è già stato scagliato sulla Terra. (Riv 12:12) Come potrebbe Satana, ormai relegato alla sola Terra, costituire una minaccia per un esercito di angeli ben protetti in cielo? Risulta evidente che questa donna rappresenta sì un’organizzazione o entità spirituale, ma comunque terrena. Il fatto che le sia attribuita la provenienza “di sopra” e sia vista in cielo sta a descrivere le sue caratteristiche spirituali e la guida e l’appoggio che riceve dal cielo.

Paolo parla di questa donna in modo allegorico paragonandola a Sara, mentre la Gerusalemme terrena viene paragonata ad Agar. Sara e Agar sono le due mogli di Abramo. Vediamo cosa dice la Bibbia in Galati 4:21-31. “E’ scritto che Abramo ebbe due figli, uno dalla serva e uno dalla donna libera;  ma quello della serva fu effettivamente generato secondo la carne, l’altro della donna libera mediante una promessa.  Queste cose costituiscono un dramma simbolico; poiché queste [donne] significano due patti, l’uno, del monte Sinai, che genera figli per la schiavitù, e che è Agar. […] Ora noi, fratelli, siamo figli appartenenti alla promessa, come lo fu Isacco.  Ma come allora quello generato secondo la carne perseguitava quello generato secondo lo spirito, così anche ora.  Tuttavia, che dice la Scrittura? “Caccia la serva e suo figlio, poiché il figlio della serva non sarà affatto erede col figlio della donna libera”. Perciò, fratelli, noi non siamo figli della serva, ma della donna libera.”

Agar rappresenta la Gerusalemme terrena ed è schiava, come lo era il popolo di Israele nell’antichità, schiavo della legge. Chi nasceva in Israele diventava automaticamente parte del popolo di Dio, che volesse oppure no. Il parto di Agar? Un normale parto “secondo la carne”. Con Sara, la Gerusalemme di sopra, le cose sono differenti. Il patto non è più quello della legge ma è quello sancito dal sacrificio del Cristo. Egli, morendo, ha pagato e ci consente la libertà di adorare Dio volontariamente e secondo coscienza.

La Gerusalemme rappresentata da Sara è “di sopra” perchè spiritualmente superiore, formata da persone che fanno scelte libere. Ciò corrisponde all’attuale popolo di Dio, formato da persone che Dio ha attirato a sé per servirlo di tutto cuore. (Giov 6:44) Questa Gerusalemme di sopra va identificata come la totalità dei servitori di Dio sulla terra. E’ l’organizzazione di Dio ed è la madre dei cristiani unti che trovano origine all’interno di questo gruppo più grande. La donna partorisce un figlio che è il Regno messianico formato dai 144000 unti più il Cristo.

In Rivelazione 12:15 la Bibbia descrive l’attacco del dragone contro la donna dicendo: “E dalla sua bocca il serpente vomitò dietro alla donna acqua simile ad un fiume, per farla annegare nel fiume.” Ora che sappiamo che la donna è l’attuale organizzazione terrena di Dio questo attacco del dragone prende senso. Cosa significa che il serpente vomita acqua sulla donna?

Il re Davide descrisse i malvagi come “fiumane di uomini buoni a nulla”. (Salmo 18:4,5,16,17). Allo stesso modo Satana scatena una persecuzione per opera di uomini “buoni a nulla”.

Quello che ci interessa far notare è che, quando avvengono queste cose, la donna è ancora vestita di sole, luna e stelle. La situazione spirituale è sfavorevole, segnata dall’eliocentrismo egizio ancora ovunque imperante, anche nell’ organizzazione dei Testimoni di Geova. L’attacco del serpente è descritto come acqua, e la persecuzione che arriva contro la donna sembra essere purificatrice, la giusta disciplina per chi ha sbagliato. La donna viene portata nel deserto e qui nutrita, cioè istruita per il periodo necessario alla sua purificazione.

Troveremo conferma a questa analisi commentando l’altro sogno di Giuseppe, quello dei covoni. Lo esamineremo nel prossimo articolo.

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