L’aggio di Giuseppe il signore.

Articolo N. 92

Gli ebrei usciti dall’Egitto finiscono nel deserto e qui iniziano a lamentarsi. In seguito alle preghiere di Mosè, Dio provvede la manna. In Esodo capitolo 16 si legge che avrebbero dovuto raccoglierne circa due chili a testa, un omer che era infatti una misura corrispondente a 2,2 litri. La cosa interessante è la richiesta di non lasciarne fino al mattino. Dovevano mangiare tutto o buttare ciò che rimaneva. Ne avrebbero raccolta una porzione fresca il giorno successivo ma la vecchia avrebbe fatto i vermi. Però, l’ultimo giorno della settimana, potevano raccoglierne a sufficienza per due giorni. In quel caso niente vermi e al sabato riposo. Doveva essere un giorno dedicato a Dio.

Bisognava avere fiducia nel suo potere di provvedere il cibo quotidiano. Non ci doveva essere nessuno che ne facesse incetta per motivi particolari, per farne commercio o prepararsi a un’eventuale penuria. Tutti dovevano essere nelle stesse condizioni, e nessuno veniva lasciato indietro. Dio provvedeva esattamente allo stesso modo per ciascuno.

Accumulare vuol dire sviluppare un’attitudine capitalistica accompagnata alla speranza che le cose non vadano bene per tutti, per ricavare vantaggio dallo svantaggio altrui.

Arrivati a destinazione, al tempo dei Giudici, il popolo richiedeva con accresciuto vigore di venire rappresentato da un re, come tutte le altre nazioni. Un semplice giudice cominciava a non bastare. Interessante è “la maledizione del re”, che Dio fa loro annunciare tramite Natan, il profeta. E’ trascritta in 1 Samuele al capitolo 8 dove al versetto 11 si legge “ Questo diverrà il debito diritto del re che regnerà su di voi” e il versetto 17 aggiunge “e voi stessi diverrete suoi come servitori”.

Dio aveva preannunciato ad Israele quello che sarebbe successo ad un popolo governato da un re umano, la schiavitù. In Ecclesiaste 8:9 il re Salomone ammette che “l’uomo ha dominato l’uomo a suo danno”. Dio stesso li aveva preavvertiti. Un re non avrebbero cercato il bene esclusivo del popolo. Al contrario si sarebbe attrezzato per depredarli e si sarebbe armato per difendere i suoi diritti da qualsiasi successivo moto di ribellione. Il popolo però aveva un’unica convinzione, quella di volere un regnante.

I governanti da sempre hanno utilizzato la moneta per poter estorcere ricchezza ai loro sudditi. La moneta d’oro o d’argento, essendo scarsa, poteva essere utilizzata per la pratica dell’usura e creare inflazione. Questo in modo da spremere risorse mediante il signoraggio. La scarsità dei titoli in circolazione trasforma il danaro da semplice mezzo di scambio in una vera e propria merce. Il denaro cioè può essere immagazzinato, venduto o comprato.

Vediamo come una situazione di scarsità abbia portato un popolo ricco a divenire schiavo dei potenti. Ritorniamo dunque in Egitto, al periodo degli Hyksos. Chi ha letto la Bibbia sa che Giuseppe, figlio di Giacobbe, figlio etc., finisce schiavo in Egitto ma, grazie alla speciale benedizione divina, diventa vicerè. Inizia così una dinastia di governatori vassalli che arrivano a dominare su metà dell’Egitto.

Il racconto di Genesi al capitolo 41 narra che Faraone aveva fatto un sogno che soltanto Giuseppe era riuscito a interpretare. Questo sogno preannunciava sette anni di abbondanza cui sarebbero seguiti sette anni di carestia. Il passaggio dai sette anni di abbondanza a quelli di carestia segna l’ingresso di Israele in Egitto. Sebbene fisicamente il popolo d’Israele ne sia uscito, in realtà noi si è rimasti in Egitto. Siamo tutti fermi là da millenni.

Vogliamo adesso capire insieme come Giuseppe sia arrivato a possedere materialmente l’intero Egitto a nome del Faraone. Nel periodo di abbondanza lui compra ogni anno per Faraone un quinto dell’intera produzione agricola di grano. Potete leggere questo racconto in Genesi capitolo 41. Giuseppe non organizza solo un immagazzinamento del grano in eccesso. Egli lo compra, tantè che il racconto dice che durante la carestia egli lo vende agli Egiziani.

La domanda a questo punto è: “Da dove veniva tutto il denaro necessario per costruire i magazzini e acquistare una quantità illimitata di grano?” Qui capiamo il signoraggio. Il diritto del Faraone infatti era quello di prendersi tutto. E’ “il debito diritto del re”. Ma il popolo non arrivava a capirlo. Faraone pagava con il denaro che poteva coniarsi. E’ opinione comune che nell’antico Egitto non si usasse moneta. Tuttavia applicare il baratto su quantità così importanti di grano sarebbe stato impossibile. La Bibbia parla chiaramente dell’utilizzo di monete (Genesi 44:8). Facendo ricerche ho trovato questo articolo che riferisce di monete con l’effige di Giuseppe.

https://www.aton-ra.com/egitto/notizie-egitto/archeologia-egitto/192-mistero-su-monete-egiziane.html

Giuseppe esercitava il diritto di coniare moneta e di applicare il signoraggio. Al valore intrinseco della moneta egli aggiungeva cioè un valore aggiunto che veniva garantito dalla sua autorità. La differenza tra valore nominale e valore intrinseco è il signoraggio che consente di acquistare praticamente ogni cosa. Questo signoraggio è in realtà un nascostissimo diritto del signore, il quale può prendersi tutto, anche le nostre vite.

Passano gli anni. Giuseppe organizza magazzini in tutte le città, si sposa in una famiglia importante, gli nascono due figli e finalmente vive una vita felice e soddisfacente. I sette anni di abbondanza terminano e inizia la carestia. Gli egiziani vanno dal Faraone e lui li manda da Giuseppe. Ora Giuseppe inizia a vendere il grano. Ma nè gli egiziani nè gli ebrei hanno la possibilità di coniare moneta. I loro soldi sono guadagnati con il duro lavoro. Quando il denaro finisce, Giuseppe ha raccolto tutto il valore intrinseco di quelle monete. Ora può iniziare a comprare i campi con il grano che egli ha pagato a poco prezzo grazie al signoraggio, le monete di nuovo conio. Quando gli egiziani gli hanno venduto tutti i loro campi, iniziano a vendersi come schiavi.

Giuseppe dà inizio, con questo sistema, detto del signoraggio, alla dinastia degli Hyksos, che con l’usura arriveranno a possedere gran parte dell’Egitto. Pensate che questi sotterfugi non si pratichino più al giorno d’oggi? Pensate che Il debito diritto del sovrano abbia cessato di esistere? Che le varie combriccole che stanno al governo, piccole o grandi e diversamente schierate, siano davvero quelle che comandano oggi? Pensate che oggigiorno noi non si sia più schiavi di nessuno? Se non sapessimo rispondere, noi non avremmo ancora capito abbastanza.

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