Gli Hyksos (ebrei) in Egitto

Articolo N. 86

Abbiamo parlato di Babele. Con la confusione delle lingue le genti addestrate e comandate da Nimrod si spargono su tutta la terra portando la loro religione di tipo solare e il loro modo di vedere le cose. Si trattava di uomini che aspiravano al comando, dotati di grande ambizione. In Genesi 11:4 leggiamo infatti: “Ora dissero: “Suvvia, edifichiamoci una città e anche una torre con la sua cima nei cieli, e facciamoci un nome celebre, affinchè non siamo dispersi sulla superficie della Terra””.

Erano uomini che ambivano al dominio e al potere assoluto. Questo implicava detenere il controllo sul denaro, il monopolio di battere moneta e la conseguente generale schiavitù di tutti i popoli. L’obiettivo era di imporre un modo uniforme di pensare e adorare. Libertà di pensiero significa potere personale, ed era proprio ciò che si voleva evitare.

Potere e religione diventano un’unità e l’obiettivo finale è quello di produrre persone che, magari in modo inconsapevole e senza porsi troppe domande, adorino il sole. Gli esseri umani devono essere schiavi e lo devono diventare in modo volontario, per escludere al massimo la possibilità di rivolta.

Analizzeremo quindi nei prossimi articoli come varie civiltà, mediante il controllo sul denaro, sulla scienza, e sulla religione abbiano influito sulla storia di chi ha voluto servire Dio.

Il primo popolo che voglio considerare è quello degli Egiziani. Abbiamo già scritto come questa civiltà sia nata almeno 800 anni prima del Diluvio. La civiltà egizia non subisce interruzione negli anni del diluvio. In quegli anni era faraone Djedcara Isesi succeduto poi dal figlio Unis. Inizia comunque nel periodo del Diluvio una progressiva perdita del potere centrale a favore dei governatori locali detti nomarchi. Si crea cioè una situazione di sostanziale anarchia, il primo Periodo intermedio, che favorisce l’ascesa al potere delle nuove dinastie che arrivano da Babele.

I periodi intermedi sono periodi in cui si sfalda il potere. Il primo periodo intermedio va dagli anni 2181 al 2055 a.C., periodo che potrebbe corrispondere grossomodo agli anni in cui le civiltà che partono da Babele entrano in Egitto. Si formano nelle centinaia di anni a seguire due gruppi distinti che discendono da questi immigrati. Uno è il gruppo degli Hyksos, dal greco “Re di paesi stranieri”, che si stanzia nella zona a Nord e un altro gruppo è a sud, verso la Nubia, dove nasce e cresce il popolo dei Kushiti, discendenti di Cus, padre di Nimrod.

La storia inizia a menzionare la presenza degli asiatici, così chiamavano gli Egiziani le popolazioni Siro-Palestinesi,  con la tredicesima dinastia che va dal 1776 al 1650 a.C. Questo è il momento in cui Giacobbe entra in Egitto con un gruppo di 70 persone che rimarranno lì per oltre 200 anni. La storia concorda nel dire che gli asiatici penetrassero in Egitto già in epoche precedenti ed in modo estremamente graduale.

Interessante nell’analisi della storia Egizia è notare che il culto del dio Ra, che coincide con il culto solare, inizia ben prima dell’arrivo degli esiliati di Babele. Le piramidi e i templi costruiti da Cheope, Chefren e Micerino precedono di centinaia di anni il diluvio ma hanno già un significato chiaramente solare. Le piramidi riprendono i raggi del sole e le loro dimensioni spesso sono multiple del 66 e del numero aureo.

I templi erano studiati con nicchie a est, sud e ovest ed erano chiamati “l’orizzonte del sole”. Il culto solare è quindi preesistente a Nimrod e sembra che sia una caratteristica continua e intrinseca dell’adorazione umana.

Con l’arrivo degli asiatici arrivano nuovi modi di adorare, modi di sepoltura e questi, a quanto, pare introducono il cavallo e il carro da guerra.

Recenti scavi ad Avaris, che sarebbe stata la capitale delle dinastie Hyksos, hanno confermato che la città era già abitata da un gruppo numeroso di asiatici durante il Medio Regno, periodo antecedente all’ingresso di Giacobbe nella valle di Gosen. I corredi delle tombe e i reperti rinvenuti nelle antiche zone abitate ci parlano di un gruppo specifico di persone che si erano stabilite sul Delta già da molto tempo.

Gli Hyksos arrivarono ad avere incarichi di prestigio in Egitto. Essi costituiscono quella che gli storici chiamano XIV dinastia. Erano governatori e di alcuni si conosce il nome, Salitis, Yacob-her, Khyan, Khamudi…

In realtà la maggior parte dei nomi dei re che governarono sul delta del Nilo sono sconosciuti e si ritiene che fossero in origine vassalli dei re della XIII dinastia che governava il paese da Ittauy, la capitale in quegli anni.

La presa del potere da parte degli Hyksos sembra non essere stata cruenta. Noi sappiamo dalla Bibbia come Giuseppe sia arrivato ad una posizione di incredibile prestigio, seconda solo a quella del faraone. Il cielo in quel caso ha provveduto, concedendo a Zafenat Paneah di poter interpretare i sogni del faraone e di arrivare così alla posizione di vicerè.

Con la scomparsa della XIII dinastia il potere Hyksos arrivò ad occupare gran parte del nord dell’Egitto.

Le scoperte archeologiche sembrano evidenziare che il dio più importante per gli Hyksos fosse Seth, l’assassino di Osiride, l’equivalente Egizio del Dio delle tormente, cioè Nimrod. Spicca il culto delle dee Anat e Astarte (vedi Semiramide).

La dinastia Tebana che si oppose agli Hyksos fu la XVII cha va dal 1580 al 1550, secondo quanto ci dicono gli storici. L’ultimo della Dinastia fu il faraone Kamose che portò delle vittorie contro i Kushiti. Il figlio Ahmosi I da inizio alla XVIII dinastia Tebana e con lui gli Hyksos vengono cacciati dall’Egitto o almeno così dice la propaganda Egiziana. Ahmose, dice la storia, era un generale di Ahmosi.  Fu inviato a nord in una campagna contro Avaris. Lì accompagnò il proprio sovrano a piedi mentre questi procedeva sul suo carro, per assediare la capitale Hyksos. Nei combattimenti seguenti, sia sulla Terra ferma che sui canali, a bordo delle sue imbarcazioni, Ahmose dimostrò il proprio valore: conquistò vari nemici e seguì gli asiatici in fuga fino sulla costa di Canaan e lì assediò per tre anni i nemici nella città di Sharuben. (Mose è un termine egizio che significa figlio)

Era il 1513, dice la Bibbia, quando cominciò l’Esodo. Gli Ebrei stavano uscendo, non in seguito a sconfitte militari ma in seguito alle dieci piaghe. Terminava con ciò il periodo antico dell’Egitto.

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