I popoli dei Levi e dei Salluvii

Articolo N. 80

Introduco questo articolo con alcuni dati, per molti versi significativi, tratti dal Dizionario biografico universale contenente le notizie più importanti sulla vita e sulle opere degli uomini celebri; i nomi di regie e illustri famiglie; di scismi religiosi; di parti civili; di sette filosofiche, dall’origine del mondo fino ai nostri giorni. Volume 3. 1844-1845 a cura di David Passigli

“Liuva I re dei visigoti era nel 560 governatore delle Settimania o Gallia Narbonense. Allevato nell’arianesimo  fu benevolo anche coi cattolici. Suo figlio Leonvigildo unì la Settimania alla Spagna.”

E’ interessante vedere insieme raggruppati in pochissime parole concetti fondamentali: 1) Liuva da Levi si trasformerà a breve in Luigi 2) i Visigoti  legati al cognome Levi 3) si apprende che un personaggio dal nome tipicamente ebraico era governatore, incarico che in epoca romana era affidato a una personalità dell’ordine senatorio 4) Settimania, regione così chiamata perchè in età imperiale vi era stanziata la VII legione e che fu lungamente abitata da ebrei 5) Arianesimo espresso in un contesto legato all’ex-ebraismo barbarico di Galli e Visigoti 6) stretti rapporti tra la Settimania e la Spagna. Queste considerazioni permettono di stabilire un percorso che prossimamente approfondiremo e confermano la validità di alcune intuizioni.

I rapporti di Roma con la Gallia Narbonense furono presto intensi. La regione divenne provincia romana  fin dal 121 a.C. ed era nota come Gallia Comata a ricordare i lunghi capelli dei galli. Dopo la fondazione della città di Narbona, la provincia fu anche conosciuta come Gallia bracata, dall’abbigliamemto in uso nella zona. Viceversa la Gallia cisalpina, al di qua delle Alpi era detta Gallia togata, dalla toga portata dai romani. Andando a cercare l’origine di questo nome si arriva alla Galilea e si trova che gallo in araldica è un simbolo giudaico. Gallo e Gallio furono cognomi romani ancora presenti nella nomenclatura moderna.

Nella zona costiera del sud della provincia romana, odierna Provenza, abitavano antiche popolazioni, i Salluvii o Sallii, tra Marsiglia e Ventimiglia. Nell’attuale Liguria abitavano i Levi o anche detti Libui che provenivano dalle rive del Ticino e dalla zona di Pavia, luoghi tipicamente Longobardi. Questi nomi, i Levi e i Salluvii, sono di estrema importanza perché rimandano agli ebrei, al sacerdozio levitico e a Salem, nome dato alla città di Gerusalemme. Riguardo a questi nomi di Levi e di Salem molte tracce sono rimaste nella storia e nella geografia antica e moderna.

Livio e Livia sono nomi particolarmente legati alla storia di Roma. Lo scrittore Tito Livio naturalmente evita di parlare delle origini della sua famiglia e se mai l’avesse fatto sarebbe stato censurato. Da Levi venne anche Luigi, nome regale per eccellenza.  Lewis poi è un’isola delle Ebridi, a nord della Gran Bretagna. Salvo, Salvi, Salvio, Salvia, Silvio, di Salvo, Salvini, gli antichi Silla, Sila e Silano sono cognomi tuttora presenti e derivano tutti da Salem e Saulo. Anche Saluzzo che in provincia di Cuneo fu centro abitato da Ebrei.

Perfino Abramo aveva il suo cognome ante litteram ed era conosciuto come l’ebreo, dal suo antenato Eber, figlio di Sela, notare. Da Eber derivano il fiume Ebro e la penisola iberica e altri nomi geografici come Ebridi e Aberdeen.

Consideriamo la gens Livia. Di questa famiglia si ipotizzava un’origine etrusca. I cognomina dei Livi durante la repubblica furono Deuter, Druso, Macato e Salinatore. Una di loro fu Livia Drusilla Claudia terza moglie dell’imperatore Augusto, madre di Tiberio e di Druso maggiore, nonna di Germanico e Claudio, bisnonna di Caligola e trisavola di Nerone.

Anche Lavinium, questo nome dai Levi che nel mito ritorna, era un luogo originario dove Enea aveva fondato il suo primo insediamento in Italia. Lavinia era stata la seconda moglie di Enea che, dopo Creusa, gli aveva dato ancora un figlio di nome Silvio. Ed ecco un altro nome che ritorna. Spesso i romani si vantarono delle loro antiche origini troiane. La gens Julia fu una delle più antiche famiglie patrizie romane e Caio Giulio Cesare sempre insistette sulle origini colchiche della propria gens. Egli faceva derivare il cognomen da Julo e rivendicava con orgoglio di avere avuto origine da Troia.

Virgilio, il massimo poeta, illustrò le origini romane tratteggiando il personaggio di Enea come il pio. Eno=Noé: il personaggio possiede origini bibliche religiosamente criptate. La gens Julia fu certamente una delle famiglie più illustri della repubblica. I suoi membri ricoprirono le più alte magistrature, il consolato per ben 29 volte fino all’avvento di Cesare. Da Cesare poi, con l’adozione di Ottaviano, si verrà a formare la dinastia Giulio-Claudia che si concluse con Nerone, l’ultimo degli Eneadi, marito di principesse ebraiche come Poppea.

A cercare la genealogia di Cesare ci si imbatte in due dei suoi capostipiti: Lucius Julius Libo I e Lucius Julius Libo II. Libo alias Levi, così come il popolo dei liguri, Levi che vivevano coi Libui. Livio ricorda i Levi con le parole seguenti: Libui considunt post hos Salluuique, propem antiquan gentem Laeuos ligures incolentes circa Ticinum amnem. (Dopo di loro, Libui e Salluvi si stabilirono presso l’antico popolo dei Liguri Levi che vive nelle vicinanze del fiume Ticino.)  Tito Livio, Ab Urbe condita libri (V,35)  da Levi (popolo) wikipedia

romano impero.com: GENS JULIA    https:/romanoimpero.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...