L’occhio che tutto vede

Articolo N. 77

Continuiamo a parlare di come è nata la linea di sangue delle famiglie che sono al potere. Nella Bibbia questa linea viene descritta come una bestia a sette teste e dieci corna. Le sette teste rappresentano una linea di governi che si sono succeduti e hanno governato sul popolo di Dio. Rivelazione 13:1 “Ed esso* si fermò sulla sabbia del mare. E vidi salire dal mare una bestia feroce con 10 corna e 7 teste; sulle corna aveva 10 diademi, mentre sulle sue teste c’erano nomi blasfemi.” Le dieci corna con i diademi rappresentano il potere globale che queste teste esercitano sul popolo di Dio.

Sulle sue teste ha nomi blasfemi affini al numero che identifica questa bestia e cioè il 666. Noi già sappiamo che questo è legato al sole e sappiamo che il potere politico, assieme al connivente potere religioso, hanno spinto all’adorazione del sole in opposizione all’adorazione dovuta a Dio.

Il primo personaggio descritto nella Bibbia come in aperta opposizione a Dio è Nimrod. Egli creò il primo impero della storia verso il 2200 a.E.V. essendo figlio di Cus, figlio di Cam.

Nimrod costruì e fondò diverse città, tra le quali Ninive e Babele, fondando così gli imperi dei Caldei e degli Assiri. Quello degli assiri viene solitamente attribuito ad Assur, figlio di Sem. Il fatto che Nimrod abbia fondato Ninive potrebbe indicare una sua violenta iniziativa di invasione nel territorio assiro.

 Giuseppe Flavio scrisse di lui: “[Nimrod] trasformò gradatamente il governo in una tirannia, non vedendo altro modo per sviare gli uomini dal timor di Dio, se non quello di tenerli costantemente in suo potere. Disse inoltre che intendeva vendicarsi con Dio, se mai avesse avuto in mente di sommergere di nuovo il mondo; perciò avrebbe costruito una torre così alta che le acque non l’avrebbero potuta raggiungere, e avrebbe vendicato la distruzione dei loro antenati. La folla fu assai pronta a seguire la decisione di [Nimrod], considerando un atto di codardia il sottomettersi a Dio; e si accinsero a costruire la torre . . . ed essa sorse con una velocità inaspettata”. — Antichità giudaiche, I, 114, 115 (iv, 2, 3).

Dalle parole di Giuseppe Flavio emerge la necessità della bestia di controllare la società dei soggetti ad essa sottoposti. Da questa nasce l’idea dell’occhio che tutto vede, che sarà in seguito richiamato nel best seller di Orwell. Il suo libro 1984 non fa altro che descrivere il mondo attuale. La società viene cioè controllata in ogni minimo dettaglio in modo da essere mantenuta costantemente nel tracciato definito dal sistema, che ovviamente è parallelo all’adorazione divina e mai la incontra.

Nimrod viene descritto anche da Dante. Dante ricordiamo era un rosacroce e facente parte dunque della linea di sangue del comando o comunque dei gruppi segreti strumentali alla linea di comando. Era uno degli Elisei, antica famiglia Giudaica. Interessante è il fatto che il poeta descriva Nimrod nel 31° canto dell’Inferno tra i Giganti. Il testo recita:

 La cosa pare interessante perchè il diluvio universale avrebbe dovrebbe dovuto eliminare i Nefilim, ma in realtà il diluvio trasferì semplicemente l’arca su un nuovo sistema Terra, il presente, dove già vivevano i cainiti, esseri incrociati con i demoni. Essendo Cus discendente di Noè sembra che l’origine di questa appartenenza genetica potrebbe derivare dalla madre di Nimrod: Semiramide.

Costei potrebbe essere stata una principessa cainita. Non si spiegherebbe altrimenti come Nimrod avrebbe potuto appartenere di fatto alla classe dei giganti. Sembra comunque plausibile che Nimrod sia stato un Nefilim cioè progenie nelle cui vene scorreva sangue demonico, bestiale. Lui si oppone a Dio e crea il potere politico che dominerà per tutta la storia sulla società umana. La bestia crea la bestia. Satana usa i suoi per controllare chi vuole allontanare da Dio. Per maggiori informazioni si leggano i seguenti articoli: Il primo adulterio e Caino, figlio di un adulterio.

Quindi Dante conferma la bestia, ma lo fa anche in un altro modo, e tra le righe ci infila il sole, cioè il 666. Se rileggiamo i versi dal 58 al 60 vediamo che Dante paragona la testa di Nimrod alla pigna di san Pietro. Ma cos’è questa pigna? Dall’immagine sotto potete capirne le dimensioni. L’altezza è di 4 metri e in origine si trovava vicino al Tempio di Iside al campo Marzio. Ricordo che Iside era la madre di Horus dio del sole.

La pigna si trova come simbolo in tutte le civiltà e sembra rappresentare il più alto grado di illuminazione possibile. In questo caso viene associata al terzo occhio o ghaindola pineale o occhio che tutto vede. Sarebbe cioè un organo dai più inutilizzato ma che consentirebbe di aprire le porte del mondo spirituale.

Nimrod cercava in effetti con la Torre di Babele la porta dei cieli. Con questa torre cercava la fama, il potere oltre quello umano, il divino, e con questo avrebbe assunto il titolo di grande architetto.

Ma la pigna non è solo questo. Si tratta infatti di un simbolo solare di risurrezione. Dietro la pigna di San Pietro menzionata da Dante è infatti possibile vedere un sarcofago aperto vuoto, simbolo di resurrezione e immortalità.

Riporto ancora un’immagine del dio Tammuz, dio del sole con la pigna in mano.

La pigna con le sue spirali ben descrive il movimento a spirale del sole sulla Terra piatta, e l’analemma a figura di otto che il sole genera durante l’anno. L’otto è simbolo di immortalità, dell’infinito e quindi del sole invitto di cui Nimrod è divenuto il sostenitore ed il simbolo. Ma questo lo vedremo nel prossimo articolo.

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