Perché condannare Galileo?

Articolo N. 74

Lutero si oppose fermamente alla nuova concezione eliocentrica del mondo suggerita da Copernico. Egli scrisse : “Alcuni hanno prestato attenzione a un astrologo arrivista che si sforza di dimostrare come sia la terra a girare e non il cielo o il firmamento, il sole e la luna. Questo folle spera di sconvolgere tutta la scienza dell’astronomia; ma la Sacra Scrittura dice che Giosuè comandò al sole di fermarsi e non alla terra.”

Mentre in Francia nel corso del 16° secolo non si trovano dei veri e propri copernicani, le nuove credenze cominciano piuttosto a diffondersi in Inghilterra e nei paesi Bassi. Comunque in tutto il 16° secolo i copernicani furono abbastanza rari. Per la chiesa di Roma la questione eliocentrica resta sospesa fino alla fine del 17° secolo. In ogni caso, prima della presa di posizione di Galilei la chiesa non condannò mai apertamente la teoria copernicana. In questo quadro, la nuova teoria veniva ridotta ad un modello matematico astratto che non rendeva veramente conto della realtà fisica e oggettiva del mondo. Questa teoria finchè intesa come puro espediente matematico non poneva problemi. Ma un altro discorso era sostenerne la effettiva realtà fisica-astronomica.

In questa impresa si cimentò il Galilei. Il primo approccio dell’establishement cattolico nei suoi confronti verteva sul Sidereus Nuntius in cui lo scienziato prendeva la difesa di Copernico. In ogni caso, come  anche Lutero si era già pronunciato, i teologi sottolineavano la fondamentale incompatibilità delle nuove teorie con le Scritture. In un clima di lotta alla Riforma Protestante il Santo Ufficio non poteva esporre il fianco all’accusa di assumere ancora una volta una posizione del tutto antiscritturale. In un’atmosfera di sospetto verso le novità perché potevano facilmente portare a nuove eresie la chiesa si trovò costretta a condannare Galileo. Le contestazioni però erano semplicemente di natura religiosa, mai scientifica.

In quanto allo scienziato egli non notava alcuna contraddizione. Come scrive nella lettera alla Duchessa Cristina di Lorena, egli sosteneva che le parole della Bibbia non andassero prese in senso letterale perché in essa si trovano modi di dire semplicemente utili ad accomodarsi alle limitate “capacità del vulgo assai rozzo ed indisciplinato”.

Egli scrive: “Il motivo che loro producono per condennar l’opinione della mobilità della Terra e stabilità del Sole  è che leggendosi nelle Sacre lettere, in molti luoghi, che il Sole si muove e che la Terra sta ferma, nè potendo la Scrittura mai mentire o errare, ne seguita per necessaria conseguenza che erronea e dannanda sia la sentenza di chi volesse asserire, il sole esser per se stesso immobile, e mobile la terra.”

 Prosegue poi con il suo solito modo di affermare in apparenza ciò che in realtà intende fermamente negare e dichiara: “Sopra questa ragione parmi primieramente da considerare, essere e santissimamente detto e prudentissimamente stabilito, non poter mai la Sacra Scrittura mentire, tutta volta che si sia penetrato il suo vero sentimento; il qual non credo che si possa negare essere molte volte recondito e molto diverso da quello che suona il puro significato delle parole. Dal che ne séguita, che qualunque volta alcuno, nell’esporla, volesse fermarsi sempre nel nudo suono literale, potrebbe, errando esso, far apparir nelle Scritture non solo contradizioni e proposizioni remote dal vero, ma gravi eresie e bestemmie ancora: poi che sarebbe necessario dare a Iddio e piedi e mani e occhi, non meno affetti corporali ed umani, come d’ira, di pentimento, d’odio, ed anco tal volta la dimenticanza delle cose passate e l’ignoranza delle future; le quali proposizioni, sì come, dettante lo Spirito Santo, furono in tal guisa profferite da gli scrittori sacri per accomodarsi alla capacità del vulgo assai rozzo e indisciplinato, così per quelli che meritano d’esser separati dalla plebe è necessario che i saggi espositori ne produchino i veri sensi, e n’additino le ragioni particolari per che e’ siano sotto cotali parole profferiti: ed è questa dottrina così trita e specificata appresso tutti i teologi, che superfluo sarebbe il produrne attestazione alcuna. Di qui mi par di poter assai ragionevolmente dedurre, che la medesima Sacra Scrittura, qualunque volta gli è occorso di pronunziare alcuna conclusione naturale, e massime delle più recondite e difficili ad esser capite, ella non abbia pretermesso questo medesimo avviso, per non aggiugnere confusione nelle menti di quel medesimo popolo e renderlo più contumace contro a i dogmi di più alto misterio. Perché se, come si è detto e chiaramente si scorge, per il solo rispetto d’accomodarsi alla capacità popolare non si è la Scrittura astenuta di adombrare principalissimi pronunziati, attribuendo sino all’istesso Iddio condizioni lontanissime e contrarie alla sua essenza, chi vorrà asseverantemente sostenere che l’istessa Scrittura, posto da banda cotal rispetto, nel parlare anco incidentemente di Terra, d’acqua, di Sole o d’altra creatura, abbia eletto di contenersi con tutto rigore dentro a i puri e ristretti significati delle parole? E massime nel pronunziar di esse creature cose non punto concernenti al primario instituto delle medesime Sacre Lettere, ciò è al culto divino ed alla salute dell’anime, e cose grandemente remote dalla apprensione del vulgo.”

Galileo, pur dichiarando le Scritture tecnicamente infallibili, sostiene poi che quelle medesime siano ingannevoli e accessibili solo alle menti più istruite. Stupisce notare che tali ragionamenti triti, scontati e religiosamente irrispettosi siano poi gli stessi che ancora oggi la Watch Tower e i Testimoni di Geova utilizzano nella loro difesa dell’eliocentrismo. (Si legga su questo Blog il bell’articolo del Febbraio 2019: I testimoni di Geova e la scienza)

Attenzione, perché dire questo significa continuare a credere al vecchio  adagio secondo cui le Scritture sono piene di eresie, e se scientifiche anche religiose. Tutto questo, naturalmente, mentre si continua a ripetere il vecchio concetto secondo cui la Scrittura è pur sempre in armonia con la scienza. E che, come già velatamente dichiarava Galileo, nella Bibbia si esprimono concetti atti a plagiare la mente degli ignoranti mentre solo gli uomini più intelligenti e le menti più coltivate siano in grano di afferrarne il vero sentimento.

Ancora oggi, purtroppo, questi sono i pensieri che vanno per la maggiore. Ma una cosa è certa:  molto presto la verità verrà a galla e la menzogna sta per essere smascherata.

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