Cos’è la riserva frazionaria?

Articolo N. 68

Duteronomio 28:12: “ L’Eterno aprirà per te il suo buon tesoro, il cielo, per dare alla tua terra la pioggia a suo tempo, e per benedire tutta l’opera delle tue mani, e tu presterai a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito.”

Abbiamo iniziato nell’articolo precedente a prendere in considerazione la nascita della Banca di Inghilterra. L’analisi di questo argomento ci permette di parlare di certe attività fraudolente perpetrate nel corso della storia che hanno poi generato il sistema economico attuale. Nell’Inghilterra del medioevo, a partire dalla fine del 1200, con la cacciata degli ebrei, e soprattutto con l’utilizzo di un sistema monetario privo di interessi e inflazione, si sviluppò un’età d’oro in cui l’economia fioriva.

Questo periodo ebbe fine nel 17° secolo. Anni prima un gran numero di ebrei erano stati cacciati dalla Spagna da Isabella I di Castiglia e da Ferdinando II di Aragona. Era il 1492 e questi ebrei si erano stabiliti numerosi in Olanda, con la volontà di tornare in Inghilterra appena possibile ed espandere di nuovo lì le loro attività di usura. Durante il regno della Regina Elisabetta I (1558-1603) piccoli gruppi di “marrani” – ebrei spagnoli che si erano convertiti ad una forma di finto cristianesimo – riuscirono a stabilirsi  a Londra. Molti di essi erano orafi, accettavano depositi di oro in custodia, e di conseguenza emettevano ricevute dieci volte l’ammontare del prezioso custodito, come ricevute di oro.

Riuscite a capire questo meccanismo? Si tratta del meccanismo di riserva frazionaria che le banche utilizzano ancora oggi. In pratica questi usurai avevano dell’oro proveniente dalle loro attività di orafi e usurai. Rilasciavano quindi dei titoli cartacei come prestito di denaro. Si trattava in pratica di banconote con possibilità di circolazione e scambio, che, nell’eventualità, potevano essere consegnate nuovamente all’orafo, in cambio della equivalente quantità di oro.

Gli usurai però ben si resero conto che erano pochissimi a quelli che venivano a richiedere indietro l’oro depositato. Ecco quindi che a fronte di una certa quantità di oro rilasciavano titoli per un ammontare pari a 10 volte il valore in loro possesso. Oggigiorno le banche possono fare per legge la stessa cosa. Si tratta del signoraggio secondario, un signoraggio non più effettuato dalle banche centrali a danno degli stati ma è potere di emissione di moneta, consentito alle banche private nazionali a danno dei cittadini.

Facciamo un esempio. Supponiamo che io depositi in banca 100mila euro. La banca è autorizzata per legge ad emettere prestiti, sulla base di questa somma, per una quantità pari ad 1milione di euro, con la creazione di 900000 euro dal nulla. Questo è consentito in base al fatto che, come si presume, non succederà mai che tutti vadano in banca a ritirare i loro contanti. E’ anche vero che, a quanto pare, col tempo ci sia un po’ più di consapevolezza, ma il sistema risolverebbe con la futura eliminazione del contante, di modo da salvaguardare a se stessa la possibilità di continuare a rubare in questo modo legalizzato.

Supponiamo che la media di interesse ricevuto per ogni anno di prestito sia del 4%. Vuol dire che la banca con i miei 100mila euro riceve ogni anno 40000 euro di interesse a fronte di un interesse minimo che viene concesso al mio deposito, sicuramente meno dell’1%, calcolato comunque sui miei 100mila e di sicuro non sul milione.

Questa creazione di denaro dal nulla produce naturalmente inflazione a fronte di una quantità di risorse che rimangono pressocchè le stesse e con un potere di acquisto che rimane in mano alle banche. Il sistema poi naturalmente non si ferma qui. Le banche infatti prestano con tassi di interesse che vengono stabiliti da quelle centrali in funzione dell’andamento dell’economia. Se l’economia rimanesse debole, le banche farebbero pochi profitti. Allora si abbassano i tassi di interesse e si attirano i pesci ad abboccare all’amo.

Si lascia lenza ai pesci che hanno già abboccato dando loro un po’ di respiro e permettere all’economia delle loro imprese di ripartire. Quando sembra che l’economia si sia ripresa, il che significa un gran numero di prestiti emessi, è l’ora di accorciare la lenza e tirare su qualche pesce fuori dall’acqua. La banca centrale dunque alza i tassi di interesse. L’inflazione si ferma ma l’effetto principale è una gran quantità di denaro che entra nelle casse delle banche a fronte di una attività economica reale delle aziende che viene asfissiata e dei privati che vengono depauperati.

Alcuni non saranno più in grado di pagare i loro leasing o i loro mutui e perderanno così le loro aziende o le loro case. Si pensa che per la banca questo sia un fastidio. In realtà la Banca ha emesso denaro dal nulla a costo quasi zero e ora si trova con un’azienda da un milione di euro che metterà all’asta. Si tratta di ricchezza reale questa volta che all’asta verrà venduta a 500mila euro. Sembrerebbe una perdita netta di 500mila euro per la banca. In realtà siccome il prestito arrivava da 900mila euro inventati più 100mila euro che sono miei, la banca ci ha guadagnato 400mila euro puliti. A sforzo zero mi sembra un buon risultato, che ne pensate? Dunque le banche procedono con un continuo mollare la lenza per far abboccare e subito dopo tirare per stancare il pesce. Ogni tanto qualche pesciolino più debole ci lascia la vita.

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