Da Galileo a Darwin

Articolo N. 68

Facilmente noi ammiriamo un certo numero di uomini che si resero famosi per la profonda conoscenza e  carismatici in quanto a personalità. Ce li immaginiamo come dei grandi geni solitari capaci di produrre da soli una nuova grande scoperta e dare inizio ad una nuova era. Ma la realtà dei fatti è diversa. Nessuno noterebbe una nuova scoperta, per quanto straordinaria, se non fosse supportata  da una rete di poteri “invisibili” e da grandi sforzi di propaganda.

Uno scrittore, M. Caleo, nel suo “Galileo l’anticopernicano”, scrive: “Un fatto è certo: prima che Galileo si fosse dato a compiere la sua opera in difesa del sistema copernicano, nessuno si era accorto della rivoluzione copernicana. Le novità del resto sono per pochi, e quei pochi, gli eletti, non possono non essere degli iniziati.”  Cfr. anche Il “segreto” di Galileo Galilei di Giancarlo Infante  http://www.effedieffe.com  

Per affermarsi dunque una teoria ha da essere appoggiata dalla tribù degli iniziati, dalle logge massoniche, dai rosacroce o da simili congreghe segrete. Nessuna persona è in grado di realizzare alcunchè di significativo da sola a meno che la sua scoperta riesca ad aprirsi un varco  nella mente di qualche altro individuo autorevole. Tracce di “un’organizzazione” si riscontrano un po’ dappertutto nella storia moderna e in particolare nella storia della scienza. Molti dei liberi pensatori si conoscevano l’un l’altro, si incontravano, stavano in reciproca compagnia, progettavano insieme piani di ampio respiro pur muovendosi per lo più anonimi e senza farsi notare.

Facciamo un esempio. Consideriamo il rapido e universale successo del darwinismo, che sicuramente dopo la rivoluzione copernicana é il maggior punto di approdo del modernismo scientifico. Charles Darwin elaborò una sua teoria apparentemente nuova di zecca sull’evoluzione della specie dei viventi e rivendicò una stretta parentela tra gli uomini e le scimmie. Darwin in questo fu fortemente sostenuto dalle organizzazioni massoniche. Lui stesso derivava da una famiglia di massoni di antica provenienza giudaica. Il legame ebraismo – massoneria è un filone sempre presente. E’ questa la struttura portante dell’organizzazione che sovrintende al successo o al fallimento delle nuove idee e delle nuove scoperte. L’ebraismo massone è ovunque molto presente e potente.

La teoria dell’evoluzione fu proclamata nei templi massonici cento anni prima che Darwin pubblicasse il suo lavoro sull’origine della specie. Il principale sostenitore fu suo nonno Erasmo Darwin, medico e filosofo, membro della loggia N.2 a Edimburgo in Scozia. Questa teoria aveva perciò evidenti radici massoniche. Come conseguenza il Marxismo, anch’esso ebraico-massonico, ereditò da Darwin la stessa concezione del mondo, che include la medesima cosmogonia e la stessa escatologia. Cioè la stessa spiegazione sull’origine del mondo e le stesse ipotesi circa il destino finale dell’umanità. Il marxismo, sulla scorta di Darwin, dichiara che Dio non esiste, nè può nè deve esistere.

La Massoneria però non nacque già bella e formata come Minerva dalla testa di Giove. La data di nascita ufficiale della Gran Loggia di Londra è il 1717. Ma in Italia questo movimento si affermò vari secoli prima di quanto si dica ufficialmente. Il cinquecentesco studiolo di Francesco dei Medici ne fu un precoce testimone.

Alla corte medicea Galileo Galilei era assai bene introdotto. Cristina di Lorena, moglie di Ferdinando I Medici, era molto ben disposta verso di lui. Galileo aveva insegnato privatamente matematica a suo figlio Cosimo. Il padre di Cosimo propose a Galileo, che accettò prontamente, la cattedra di matematica all’università di Pisa nel 1588. Dunque la famiglia di Galileo, benchè un po’ decaduta, era socialmente molto ben inserita. Il matematico aveva dato lezioni private anche a Vincenzo Gonzaga, al principe d’Alsazia Giovanni Federico, e ai futuri cardinali Guido Bentivoglio e Federico Cornaro.

Il Galilei viveva in mezzo ai suoi contemporanei e conosceva personalmente uomini come Tommaso Campanella, filosofo, Paolo Sarpi che fu un notevole oppositore del papato e Giovanni Battista della Porta, autore di un libro all’epoca famoso “Magiae Naturalis LibriXX”. Questi personaggi erano tutti astrologi e il modello eliocentrico era per loro  uno strumento atto a ribaltare “lo stato delle cose”, come un ritorno all’antica verità. Con questo intendevano l’antico culto del sole di matrice egizia. Galileo conosceva bene queste implicazioni e si proponeva, come i due Tommaso, Bruno e Campanella, di elevare il modello Copernicano a modello universale, come simbolo di un’umanità che rinasce dopo secoli di coercizione religiosa e oscurantismo culturale. Galileo non era il classico credente, anzi, tutt’altro; e sua madre lo aveva accusato di essere un miscredente che disertava le funzioni religiose.

La famiglia Galilei dovette essere  di antica nobiltà ebraica. Suo padre Vincenzo era stato famoso musicista e il nome della famiglia derivava  da un avo,  Galileo Bonaiuti (1370-1450), medico famoso. Della famiglia  dei Galilei-Bonaiuti Wikipedia scrive:

” Le prime notizie della famiglia risalgono a Tommaso di Bonaiuto che si inurbò in Firenze proveniente dal contado. La sua famiglia non era ricca ma benestante, specializzata, all’interno dell’Arte della Lana, nella vendita di stoffe al minuto e, in misura minore, all’ingrosso. Tommaso fu successore nel 1343 del Duca d’Atene.  Ciò significa che Tommaso fu nel numero di quelli che gli succedettero nel  governo della città.

Il mutamento dei cognomi Bonaiuti in Galilei si spiega nel fatto che nel XIV secolo famiglie più o meno nobili di Firenze non avevano ancora reso definitivo il loro cognome gentilizio, ma esercitavano un consolidato potere come Galileo de Galilei che, mettendosi al servizio di Cosimo il Vecchio de’Medici, ricoprì cariche politiche e la cattedra di docente presso lo Studio fiorentino, attività queste che, unite alla sua lucrosa professione medica, gli permisero di costituirsi una importante posizione economica. “

Nel graduale entrare in crisi delle attività manifatturiere e bancarie, i Galilei si rivolsero soprattutto allo studio e a mestieri connessi a un’alta formazione, con l’attività del già citato Galileo come medico e quella di uno dei suoi almeno otto figli, Bernardo, che fu pratico di matematica e ragioneria, arrivando a ricoprire il ruolo di direttore del fisco durante l’istituzione del catasto nel 1427.

Nel Cinquecento la famiglia doveva essere finanziariamente in difficoltà, se Vincenzo Galilei si dovette dedicare, oltre che alla musica (fu tra gli animatori della Camerata de’ Bardi), anche al commercio.

Le famiglie che a quell’epoca non avevano ancora definito il proprio cognome erano ebraiche. Anche le professioni legate  alle arti tessili, al commercio della lana e la professione medica erano tipicamente ebraiche. Erano pure antiche famiglie di banchieri reali e statisti gli antenati di Giulia Ammannati, madre dello scienziato.

Così Galilei, ritenuto uno dei grandi iniziatori della scienza moderna, potè trarre vantaggio da tutta una serie di situazioni che  portarono alla ribalta la teoria eliocentrica copernicana. Ritornerò prossimamente su questo argomento che tante conseguenze ha avuto sul mondo moderno e sul nascondimento della verità sulla vera forma della terra.

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