Il signoraggio – Parte 2

Articolo N. 64

In due episodi Gesù agì con decisione contro i mercanti del tempio cacciandoli e rovesciando i loro banchi e le loro merci. Egli disse loro: ‘È scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera”, ma voi ne fate una spelonca di ladroni’” (Matt. 21:12, 13). Essi chiedevano prezzi esorbitanti per gli animali che vendevano per i sacrifici, approfittandosene della scarsità della merce. La quantità di sacrifici infatti era enorme e non doveva essere facile trovare gli animali necessari al prezzo normale di mercato.

Essi agivano anche da cambiamonete. All’epoca del ministero terreno di Gesù la tassa annuale del tempio era di due dramme (un didramma). (Mt 17:24) Dato che gli ebrei si recavano a Gerusalemme da paesi lontani per la celebrazione della Pasqua, in quell’occasione pagavano la tassa. Poteva essere necessario rivolgersi a un cambiamonete per cambiare valuta straniera nella moneta circolante in Israele, dato che solo la moneta locale poteva essere accettata come pagamento della tassa del tempio. La stessa era indispensabile anche per l’acquisto di animali per i sacrifici e per quanto richiesto da una normale permanenza in città. Secondo la Mishnàh (Shekalim 1:3), il 15 adar, cioè circa un mese prima della Pasqua, i cambiamonete cominciavano a fare affari nelle province. Ma il 25 adar, quando ebrei e proseliti arrivavano a Gerusalemme da molti paesi, i cambiamonete si stabilivano nell’area del tempio.

Non solo: essi e facevano incetta della moneta romana. Quando quindi gli ebrei dovevano pagare le tasse a Roma non avevano le monete accettate dai Romani e dovevano quindi andare dai cambiamonete per farsi vendere a caro prezzo le monete romane. Si trattava di una sorta di signoraggio, in quanto producevano scarsità di una moneta. A questo punto la vendevano a chi la voleva ad un valore nominale maggiore di quello reale, perchè aggiungevano un ricarico che veniva ad essere il signoraggio.

Anche gli ebrei, come gli imperatori, sapevano rubare la materia prima direttamente dalle monete. Gli imperatori romani riducevano gradualmente la quantità di oro dalle monete. Sembra che pratica comune degli ebrei in Inghilterra, dopo il mille, fosse quella di limare le monete di argento prima di rimetterle in circolazione.

Gli ebrei si sentivano autorizzati dal Talmud a rubare a chi non era ebreo. Non era inusuale che arrivassero ad applicare tassi di interesse del 30% o più anche al denaro che prestavano agli stati.

Ci sarebbe da chiedersi come mai gli ebrei erano così ricchi da poter prestare perfino ai re, i quali avrebbero potuto semplicemente stampare e coniare la propria moneta.

Dopo tante ruberie erano così ricchi che potevano comprarsi i governi e tutti i politici annessi e connessi, che, in questo modo, si sentivano in obbligo di delegare agli ebrei la possibilità di battere moneta.

Quei politici che nel corso della storia tentarono di ristabilire la sovranità monetaria del loro stato furono invariabilmente uccisi, da Lincoln a Kennedy.

Il principio di base è questo: un gruppo di persone che costituisce uno stato non avrebbe bisogno di null’altro. Quando ha le risorse per mangiare, per coprirsi e l’ingegno e le braccia di tutti gli uomini che lo costituiscono, non avrà più bisogno di molto altro. E’ in grado di costituire un sistema economico chiuso o quasi. Non ci sarà bisogno di argento o oro per le monete. Così come oggi giorno le banconote non sono più legate ad un corrispettivo di oro, la moneta che potrebbe stampare questo gruppo di persone dovrebbe soltanto avere un requisito, essere accettata da tutti. Poi potrebbe essere carta o magari bastoncini o qualcosa del genere, purché difficilmente falsificabile.

Gli ebrei comprendevano questo concetto e fecero di tutto per approfondire questo tipo di conoscenza e nasconderla accuratamente. Solo loro hanno oggigiorno il potere di emetter moneta in quanto possiedono le banche centrali di America, di Europa e di Inghilterra. Il denaro che stampano è carta straccia, senza legame con l’oro ma ce lo fanno pagare quanto il valore nominale. Per spiegarmi meglio: loro spendono 30 centesimi per stampare una banconota di 100 euro ma la vendono allo stato per il suo valore nominale. Il signoraggio applicato dalla banca sarà di 99,70 euro. Più gli interessi per il prestito. Vi rendete conto? Al 10 del mese pensate di ricevere lo stipendio, ma in realtà state ricevendo un prestito.

Quel gruppo di persone indipendenti, di cui parlavamo, e che in quanto popolo costituiscono di per sé lo stato, dovrebbero semplicemente stampare una quantità di moneta per ciascuno, ogni mese, in cambio di servizi-lavoro svolto a favore della comunità. La quantità di moneta dovrebbe essere proporzionale alla quantità/qualità dell’impegno e quindi sarebbe basata sul lavoro e non su alcuna risorsa naturale.

Gli stati odierni invece non stampano più moneta ma ricevono il denaro di cui hanno bisogno dalle banche, come prestito.  Lo stato potrebbe fare diversamente ma accetta di fare debito perché lo stato è d’accordo con le banche. Ogni singolo euro che riceviamo è quindi derivato da operazioni di indebitamento dello stato. Ogni euro che riceviamo è da restituire alle banche. Siccome non saremo mai in grado di farlo le banche si prenderanno pian piano il nostro stato. Basta vedere le buche nelle strade che aumentano, la sanità che diventa sempre più cara, le scuole che crollano sulle teste dei nostri figli, e questo nonostante le tasse altissime che paghiamo. Le banche si son prese i nostri servizi.

Ma ci sono tante cose di cui potremo ancora parlare a questo proposito. Per esempio come hanno fatto i sionisti ad appropriarsi delle banche? Vedremo.

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