Occitania, terra di Ebrei

Articolo N. 59

Essendomi addentrata in una lunga indagine sul ruolo che hanno avuto gli ebrei nel determinare fatti storici di grande rilevanza, mi trovo adesso a dover spiegare come i Re di Francia divennero di fatto eredi e successori sulla linea di discendenza di Davide. Cioè che rivendicarono per sè la sacra unzione e affermarono il diritto a regnare per mandato divino.

Innanzitutto voglio rendere il merito a due autori e citare i loro due libri sull’argomento, perché mi hanno permesso di capire molto. Uno s’intitola  A Jews Princedom in Feudal France (768-900) di Arthur J. Zuckerman, 1972, mentre l’altro è El origin Judio de las monarquias europeas di Joaquin Javalos. Sono state per me due opere illuminanti. Una volta che t’inserisci nel filone, poi trovare la documentazione storica e approfondire l’argomento diventa sempre più facile.

Come abbiamo più volte sottolineato, il casato dei Carolingi ambiva all’acquisizione del diritto di governare sul trono di Davide, succedendo cioè ai biblici re d’Israele. Per raggiungere questo risultato essi aspiravano a stabilire una stretta alleanza con il Califfato Abaside e con i giudei che da lungo tempo abitavano nel regno dei Franchi.

A Baghdad un’insurrezione politica costrinse un re di ceppo giudaico, che discendeva dalla real casa di Davide, Natronai Makhir,  a fuggire in esilio. Su invito, egli raggiunse Narbona, nel sud della Francia, dove da tempo viveva una nutrita comunità di giudei. In questo modo egli divenne nel tempo il primo Nasi soggetto ai Carolingi.

Era l’anno 768. Pepino il Breve accolse Makhir con tutti gli onori, vi aggiunse il nome di Teodorico detto Thierry,  gli concesse ampie proprietà e potere in Settimania e in tutto il territorio Tolosano. Successivamente Carlomagno insignì uno dei suoi discendenti del titolo di “Re dei Giudei”. Il nome Machir era appartenuto in tempi biblici al figlio di Manasse, come riferito in Genesi 50:23.

Settimania era la parte occidentale della provincia romana della Gallia Narbonense passata sotto il controllo dei Visigoti nel 462, quando la zona era finita in mano al loro re Teodorico II. Verso la fine del nono secolo la regione veniva chiamata Marca Gotica. Sui Goti ci sarebbe perciò da indagare e per buone ragioni. Goth nelle lingue celtiche, sia in Inglese che in Tedesco, è una radice che significa Dio.

La regione detta Gotica era sotto l’influenza culturale e politica dei Giudei che in Europa erano nel corso del tempo migrati a causa di diverse storiche vicissitudini. Linguisticamente la zona è anche chiamata Occitania. La storia di questa terra e l’identità religiosa dei suoi abitanti fu sempre accuratamente nascosta per ragioni etniche, anche se era pratica comune attribuire origini di marraneria non solo a personaggi importanti ma perfino ai re di Francia e di Spagna. Un marrano era un ebreo convertito al cristianesimo o uno dei suoi discendenti, i quali continuavano a praticare  di nascosto la religione dei padri.

Sta di fatto che Makhir divenne langravio dei Carolingi i quali, a loro volta, attraverso una serie di matrimoni ben combinati, avevano potuto fregiarsi della legittima successione Davidica. Thierry  ebbe in sposa la sorella di Pipino, Alda. Essi ebbero come figlio Guglielmo, Conte di Tolosa. In lui confluirono due potenti stirpi dinastiche, quella di Davide e quella dei Pipinidi. Di lì in poi la dinastia Carolingia frequentemente si intreccerà con la discendenza abasidica.

Fu così che i successori dei Pipinidi acquisirono il diritto di governare in Occidente come eredi degli antichi Cesari. Si stabilì un’alleanza tra il trono e l’altare, avendo la corona promesso di proteggere la chiesa e il Papa di Roma. Il papa, per quanto sconcertato all’idea di allearsi con un casato di principi Giudei, ritenne di dover accettare.

Queste conclusioni mi sembrano interessanti dato che ho già dimostrato come fino al tempo presente il potere è ben stretto nelle mani di banchieri e governanti Giudei e che da Carlo Magno e dai suoi figli sono discese le principali dinastie che hanno regnato in Europa e che attualmente, con le debite differenze, continuano ad esercitare il potere e l’autorità politica.

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