L’origine giudaica dello stato moderno

Articolo N. 57

Oggi la scena del mondo occidentale, dalle sponde del Pacifico agli Urali, è sotto il controllo ebraico. Le principali famiglie al potere sono ebraiche, in campo politico finanziario e culturale. Le famiglie nobili europee – gli Asburgo, i Savoia, i Romanov, gli Hannover, etc. – discendono da un unico ceppo, Carlo Magno. Tutta la noblesse che venne dopo, nel corso di questi 13 secoli e cioè fino ad oggi, parte di lì. Strano vero? Cerchiamo di saperne di più.

Come nasce la dinastia dei Carolingi? Il padre del primo imperatore del Sacro Romano Impero fu Carlo Martello, maggiordomo di palazzo e capo dell’esercito dei re Merovingi. Il nome di Carlo Martello è legato alla vittoria sui Mori a Poitier il 10 ottobre 732. Questa vittoria lo coprì di una gloria storicamente indimenticabile facendolo apparire come il salvatore della cristianità sugli Arabi. Lui non si chiamava Martello, ma apparteneva alla famiglia dei Pepinidi, essendo figlio di Pipino di Herstal. Viceversa, l’appellativo Martello, lungi dall’essere un vero nome personale, è un’allusione a Giuda Maccabeo, che in ebraico significa “piccolo martello”. Tale soprannome gli fu dato a sottolineare l’impeto con cui aveva saputo sconfiggere il nemico e perseguire la vittoria.

I Pepinidi erano maestri di palazzo, cioè governavano di fatto senza essere re. Nominalmente i regnanti erano i Merovingi che si limitavano ad approvare i provvedimenti e le decisioni prese dai maggiordomi. Chi erano dunque i Pepinidi? Il capostipite, Pipino I di Landen, sarebbe un misero figlio di nessuno. Ufficialmente nessun documento contemporaneo cita il nome dei suoi genitori. Così si legge sui libri di scuola. Ma, ma, ma… Qui ci si imbatte in grossi tabù e verità accuratamente nascoste.

Per esempio, sull’origine della storia di Scozia fu a lungo proibito indagare. Le autorità esclusero la storia di Scozia come materia di studio dal curricolo nazionale. Fino a che non apparve nel 1990 una genealogia ufficiale ben compilata, le origini della famiglia reale scozzese erano semplicemente ignote. Gli autori di un articolo sulla Scozia nell’Enciclopedia Britannica suggerirono che le cause storiche che avevano tenuto a lungo separate l’Inghilterra e la Scozia, cioè per 700 anni, erano principalmente razziali. La Scozia era ebraica  e gli Scozzesi ebrei.

Ci sono molti documenti che attestano di storiche migrazioni in Scozia dai vari paesi europei, in primo luogo da Francia e Paesi Bassi, ma anche da Ungheria e Germania. Erano persone appartenenti all’etnia ebraica i cui discendenti oggi costituiscono la maggioranza della popolazione scozzese. Se ne deduce anche che la maggior parte dei 4 milioni di scozzesi che nell’ottocento emigrarono in America  appartenevano alla stessa etnia. Anche i Kennedy, per fare un esempio. Anche i Russell, Joseph e moglie, genitori di Charles Taze, fondatore della Watch Tower.

Ma torniamo al nocciolo della situazione. La rinascita carolingia fu culturalmente ebraica. Il figlio di Carlo Magno sposò in seconde nozze una donna di nome Judith, principessa giudaizzante. Uno degli nonni di Judith, moglie dell’imperatore Ludovico il Pio, è Thierry d’Autun, di discendenza davidica, noto anche come Makhir Todros Ben Judah Zakkai. E andiamo per ordine. L’arcivescovo di Lione Agobardo, nell’anno 829, protesta contro Ludovico I, successore di Carlo Magno e marito di Judith, per l’influenza di cui godono gli ebrei alla corte imperiale. Tra i principali personaggi sospetti, oltre all’imperatrice, figura l’erudito ebreo Rabano Mauro, abate di Fulda in Germania.

Il rapporto tra i cristiani e gli ebrei di Gallia fu per lungo tempo cordiale. Ma con la protezione accordata da Carlo Magno e Ludovico Pio agli ebrei, il vescovo Agobardo cominciò a preoccuparsi e scrisse diversi libelli a carattere antigiudaico. Tuttavia le sue lamentele rimasero inascoltate. La comunità giudaica lionese continuò a godere di grande tranquillità e benessere. I commerci fiorivano e gli ebrei esercitavano una fortissima presenza in tutto il regno dei Franchi.

Il casato dei carolingi ambiva però all’acquisizione del potere di governare per diritto divino, succedendo ai biblici re d’Israele. E nello stesso tempo cercavano di tenere a bada i conti giudaizzanti stanziati nel Sud Narbonense della Francia. Come sarebbero riusciti questi re a realizzare il loro intento? La risposta comincerà ad emergere più chiara nella prossima puntata.

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