I Testimoni di Geova e la disassociazione.

Articolo 46.

La scomunica era utilizzata dalla Chiesa Cattolica come un’arma politica da utilizzare contro coloro che non si sottomettevano al volere del Papa. Mi sono chiesto negli ultimi mesi se questo potrebbe essere vero anche nel caso della Watchtower.

Il sospetto mi venne qualche mese fa quando lessi “Crisi di coscienza” di Raymond Franz. Franz era membro del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova. In seguito alle sue ricerche, egli venne a capire che Gerusalemme non era stata distrutta nel 607 a.E.V. ma nel 587. Questo definiva il crollo di una dottrina fondamentale, quella sulla data del 1914 come anno della fine dei tempi dei gentili. Per questo motivo finì con il trovarsi nei guai. Alla fine lui ed altri vennero disassociati.

Interessante è un episodio narrato nel libro. Franz racconta di un anziano di congregazione, suo amico, che , a questo punto e in tutta coscienza, non si sente più di far parte della Watchtower. Così decide di dissociarsi per non subire le pesanti conseguenze della disassociazione . Fino alla fine degli anni ’70 infatti chi si dissociava non subiva l’ ostracismo ma veniva trattato come una persona del mondo.

Siccome questo caso aveva a che fare con Raymond Franz e poteva avere ripercussioni a livello mondiale, venne immediatamente preso in considerazione dai vertici della Watchtower che decisero che da quel momento si sarebbe praticato l’ostracismo anche sulle persone semplicemente dissociate. Si evitava così una possibile emorragia di adepti dissidenti. Le basi bibliche per una tale decisione sono ovviamente inconsistenti.

Di disassociazione non si parla subito nel popolo dei Testimoni di Geova ma una vera e propria riflessione in tal senso si ha solo a partire dagli anni ’40 . Così nel 1952 si arrivò a definire l’argomento dissociazione. Si dice che Fredrick Franz, parlando con Nathan Knorr, chiedesse cosa si dovesse fare con chi andava a votare o con chi entrava nell’esercito. La disassociazione avrebbe messo in cattiva luce l’Organizzazione di fronte ai governi. La soluzione del pragmatico Knorr fu quella di dire che essi, con tale scelta, si erano dissociati. La responsabilità ricadeva dunque su di loro. Di nuovo una decisione politica senza alcuna base scritturale.

Vediamo allora cosa dicono le Scritture.

Partiamo da chi davvero deve essere la nostra guida, cioè Gesù Cristo. Egli parla di un argomento simile una volta sola in Matteo 18:15-17:  “Inoltre, se tuo fratello commette un peccato, va’ e metti a nudo la sua colpa fra te e lui solo. Se ti ascolta, hai guadagnato tuo fratello. Ma se non ti ascolta, prendi con te uno o due altri, così che ogni questione sia stabilita sulla base della dichiarazione di due o tre testimoni.  Se non li ascolta, parla alla congregazione. Se non ascolta neanche la congregazione, consideralo proprio come un uomo delle nazioni e come un esattore di tasse.”.

Qui si dice che se qualcuno viene a sapere che un fratello ha commesso un peccato, la situazione può essere gestita tra lui e il peccatore. Se il peccatore capisce e si pente non è necessario che nessun altro venga a sapere  del peccato. I Testimoni di Geova subito obietteranno che questo è valido solo per disaccordi tra fratelli che vanno sistemati. Ma non c’è scritto così nei versetti citati, quindi come lo si dimostra? Altri diranno che la cosa si applica solo a casi di peccati minori mentre nel resto dei casi si deve applicare Giacomo 5:14: “C’è qualcuno malato tra voi? Chiami gli anziani della congregazione presso di se, e questi preghino su di lui ungendolo d’olio nel nome di Geova, e la preghiera rivolta con la fede farà star bene il malato e Geova lo risolleverà. E se ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati.”

In realtà anche questo non è obbligatorio. Se la questione si risolve tra i due fratelli non c’è scritto da nessuna parte che devono essere chiamati gli anziani. La cosa potrebbe essere ritenuta necessaria nel caso in cui egli si senta malato, cioè debole fisicamente e moralmente a causa del suo peccato. Magari la coscienza gli rimorde e, nonostante il suo profondo pentimento, continua a tormentarlo lasciandolo estenuato. In questo caso dovrà chiamare a sè gli anziani che pregheranno per lui.

In Giacomo non si dice che gli anziani hanno un potere di giudizio sulla persona. Essi solamente lo “ungono d’olio”, avranno cioè una esclusiva funzione di conforto. Lo potranno rassicurare sul fatto che Geova lo ha perdonato. La preghiera farà stare bene il malato e Geova lo risolleverà. Non si parla di possibile disassociazione in questi versetti.

Mettiamo poi il caso che il peccatore non ascolti il fratello, non ascolti i testimoni e neanche la congregazione. Allora, ci dice Gesù, questa persona diverrà per noi come una persona delle nazioni e come un esattore di tasse. Ma questo non vuol dire che non gli si deve più parlare e, ad ogni modo, la questione è lasciata completamente alla libertà personale. Magari decideremo di non passare molto tempo con una persona che potrebbe avere una cattiva influenza su di noi, ma potremo decidere di volta in volta. Gesù decideva e sceglieva con chi stare e spesso si tratteneva a parlare con esattori di tasse e peccatori riconosciuti perché vedeva in loro la possibilità del pentimento.

A proposito del fatto che questa possa essere una decisione lasciata alla libertà personale voglio considerare il caso di quell’uomo menzionato in 1 Corinti 5 che conviveva con la moglie di suo padre. Paolo descrive questa situazione come di una situazione scandalosa, di un’immoralità tale che non esiste neanche tra le nazioni. Paolo suggerì di smettere di stare in compagnia con un fratello che si comporta in quel modo e di allontanare la persona malvagia di fra loro.

1 Corinti 5:4 fa capire che la cosa era nota alla congregazione che, nel suo insieme, si doveva riunire per valutare la cosa. Si trattava dunque di un caso in cui il peccatore si rifiutava di ascoltare anche la congregazione. Egli doveva dunque divenire, secondo le parole di Gesù, come un uomo delle nazioni. I fratelli avrebbero dovuto cessare di stare in sua compagnia, in modo da non subirne l’influenza corruttrice. Interessante è che non si dice nulla sul fatto di non rivolgergli la parola e non si dice nulla sui familiari diretti. La pratica odierna dei Testimoni di Geova di non rispondere nemmeno alle telefonate di un figlio disassociato non trova alcun riscontro nei versetti analizzati fin qui.

Ma interessante è cosa dice Paolo in 2 Corinti 2:6 quando la situazione sembra stia per risolversi. L’uomo sembra pentito della sua condotta. Perciò Paolo dice: “Per quest’uomo è sufficiente il rimprovero che la maggioranza di voi gli ha fatto”. La maggioranza aveva ascoltato Paolo e non era più stata in compagnia con il peccatore. La libertà cristiana aveva però consentito ad alcuni di non applicare rigidamente tale punizione. Capiamo quindi che la pratica della disassociazione dei Testimoni di Geova è totalmente anti-scritturale.

Il peccatore infatti viene giudicato a porte chiuse dagli anziani. Non sono ammessi testimoni, né registrazioni del comitato. Gli anziani dunque non hanno un ruolo di conforto ma di giudizio, ruolo che invece andrebbe lasciato all’intera congregazione e solo in casi limite. I fratelli quindi prendono atto del fatto che il peccatore è stato espulso e non gli rivolgeranno più la parola. Essi però non sanno di quale peccato si è macchiato. Demandano l’intera operazione di giudizio agli anziani che quindi godono di un’autorità esorbitante sull’intera congregazione. La libertà dei singoli fratelli è come minimo annullata e messa nelle mani degli anziani. Essi decidono per i fratelli, su che cosa essi debbano fare e come si debbano comportare, e questo in totale contrasto con le scritture fin qui analizzate.

Ad onore del vero esiste un passo della Bibbia in cui si dice di non salutare neanche una persona. Si tratta di 2 Giovanni 10. Ma leggendo il contesto vedrete che si parla dell’anticristo cioè di chi nega il Cristo venuto nella carne. Un poveretto che ha commesso fornicazione è l’anticristo? Direi di no. L’anticristo è chi nega gli insegnamenti di amore del Cristo e, in questo, la Watchtower si piazza molto bene.

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