Non celebriamo più la commemorazione

Articolo N. 11

Il racconto della parabola delle 10 vergini  narrata in matteo 25:1-12 presenta un atteso culmine. Nel mezzo della notte si sente un grido : “Ecco lo sposo! Uscitegli incontro.”

Spulciando tra i riferimenti della Rbi8 trovo un collegamento interessante, quello con Isaia 27:13. “Quel giorno si suonerà un grande corno, e quelli che si consumavano nel paese d’Assiria e quelli dispersi nel paese d’Egitto verranno e si inchineranno davanti a Geova sul monte santo a Gerusalemme.”

Il capitolo 27 di Isaia rivela come Dio rivolgerà l’attenzione a Leviatan, il mostro marino che è nel mare. Qesto è una rappresentazione alternativa della bestia dalle sette teste e  dieci corna di Rivelazione 17. Quando lo sposo arriva nel cuore della notte, dieci vergini lo stanno aspettando. Esse rappresentano la completa classe del rimanente ancora vivo sulla terra. Il momento è quello in cui il regno prende corpo. Dove? Nei cieli.  1Tessalonicesi 2:9-10 spiega infatti come i Cristiani si sono volti a Dio “per aspettare dai cieli il Figlio suo, che egli destò dai morti”

Quindi in quel momento, nel cuore della notte, lo sposo arriva. Luca 12:35-40 contiene un avvertimento: “Tenete le vostre vesti legate sui fianchi e le lampade accese,   e siate come uomini che aspettano il loro signore di ritorno dal matrimonio, così da aprirgli non appena arriva e bussa.   Felici quegli schiavi che il signore, quando viene, trova svegli! In verità vi dico che lui si legherà la veste sui fianchi e li farà mettere a tavola e, avvicinatosi, li servirà.  E se viene alla seconda vigilia, o addirittura alla terza, e li trova svegli, felici loro!   Ma sappiate questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non permetterebbe che la sua casa fosse scassinata. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo viene in un’ora che non vi aspettate”.

Qui Gesù si riferisce al momento stesso in cui egli arrivando trova le cinque vergini sagge pronte a riceverlo con in mano le lampade accese. Lui ha appena sciolto in cielo la prima parte di una grande festa, il grande convito nuziale in cui ha accolto il numero dei risuscitati del piccolo gregge. Subito dopo il re viene in ispezione sulla terra e serve un rinfresco di fidanzamento. A chi? Alle vergini ancora viventi sulla terra. Esse stanno in attesa per essere introdotte a palazzo. Quelle di loro trovate con le lampade a posto sono ammesse a partecipare ai festeggiamenti.

E’ a questo punto della narrazione che Pietro, rivolgendosi al Maestro, vuole sapere se la parabola viene narrata per tutti o se si riferisce al ristretto numero degli eletti. Rispondendo Gesù pone la famosa domanda: “Chi è veramente l’economo fedele e discreto che il suo signore costituirà sulla sua servitù?” Luca 12:41-48 è un passoche, tra l’altro,mostra chiaramente che lo schiavo viene identificato al momento dell’arrivo finale del suo Signore e non prima. Cioè non all’inizio del periodo definito come “la fine del sistema di cose” ma in un momento quasi finale.

Qui si apre un altro discorso importante. La domanda è la seguente: quando si verificano tutti questi fatti? Il tempo è quello in cui i due testimoni di Rivelazione 11 sono lasciati cadavere sulla pubblica via. Ciò è quanto sta ora accadendo. Come possiamo dimostrarlo? Ci sono avvenimenti storici narrati nella Bibbia legati strettamente alle vicende personali di  personaggi che nel momento preso in considerazione si trovano a vivere determinate esperienze. Solo allora capiscono di svolgere un ruolo profetico. Noi stiamo vivendo esperienze di questo tipo.

Quando Gesù compare sulla scena d’Israele, all’inizio del suo ministero, viene introdotto da Giovanni Battista. Quando Gesù si presenta al Giordano per farsi battezzare, il popolo è in attesa. Perchè? Per via di certe profezie che avevano indicato il tempo della sua venuta nella carne. Si trattava della questione delle settimane di Daniele 9:25.

Così oggi i tempi profetici si stanno completando. Il tempo della fine è iniziato con la prima guerra mondiale. La generazione dei 40 anni di Matteo 24:34 sè conclusa nel 2015. A quel punto è iniziato il periodo di sette anni dei due testimoni di Apocalisse 11. Qesto momento è arrivato a metà. E’ adesso, perciò,  che la bestia ha attaccato i due unti che predicavano vestiti di sacco. In questo modo la congregazione, la grande città pragonata a “Sodoma e Gomorra” nella quale il loro Signore fu messo al palo, si è resa colpevole di omicidio e viene disapprovata. I due testimoni hanno avuto l’ordine di uscire da quella città. Perciò, dal punto di vista di quegli abitanti, sono come morti.

Questo è il momento in cui le cinque vergini stolte scoprono che la porta dove si tiene il rinfresco è stata chiusa e viene sbarrata. A questo punto possiamo dire che il Signore é arrivato e che la commemorazione della sua morte non sarà più celebrata. 1Cor 11:23-26 legge:

“Io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: nella notte in cui sarebbe stato tradito, il Signore Gesù prese un pane  e, dopo aver reso grazie a Dio, lo spezzò e disse: “Questo rappresenta il mio corpo, che dev’essere dato in vostro favore. Continuate a far questo in mio ricordo”.  Fece lo stesso con il calice alla conclusione della cena, dicendo: “Questo calice rappresenta il nuovo patto basato sul mio sangue. Continuate a far questo, ogni volta che ne berrete, in mio ricordo”.  Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete questo calice, voi proclamate la morte del Signore, finché lui non verrà.”

Quest’anno 2019, non è più necessario far passare gli emblemi del pane e del vino. L’appendice 5B alla Rbi8, pag.1579 spiega: “La parola parousia si riferisce alla presenza regale di Gesù da che avvenne la sua incoronazione come re negli ultimi giorni di questo sistema di cose.” Questo momento storico corrisponde al grido nella notte: “Ecco lo sposo! Uscitegli incontro”. Matteo 25:6. Il Signore adesso è re.

In realtà i Testimoni di Geova spiegano diversamente. Nella Torre di Guardia del 15/07/2008 dicono che l’espressione “finchè egli arrivi” si concretizza nel momento in cui tutto il rimanente è stato ricevuto in cielo. Si riferiscono quindi al momento del rapimento degli ultimi eletti descritto in 1Tess 4:14-17. Mi permetto di dissentire. Perchè? In questo modo chi sarebbe colui che arriva? Se arrivare significa avvicinarsi al luogo dove qualcuno è presente, nella spiegazione della Watchtower chi arriva sarebbe il rimanente, non il Signore.

Sostanzialmente i Testimoni di Geova fanno partire la Parousia nel 1914. Ma in tutto quel tempo – e sono cento anni e passa – continuano a commemorare la morte del Signore. E’ corretto? La risposta non è scontata. Ogni cristiano avrebbe il dovere di indagare.

Perciò faccio un breve riassunto. Il tempo della fine o “sunteleia” comincia con la prima guerra mondiale. Nel 1975 inizia il giorno del Signore e la generazione dei 40 anni di Matteo 24:34. Nel 2015 iniziano i sette tempi finali di Rivelazione 11. A metà di questi sette tempi inizia la parousia del Cristo come re. Sarà lui a portare il popolo alla condizione giusta di Daniele 8:14. La commemorazione della morte del Messia non va più celebrata.

 

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